lunedì 6 gennaio 2020

Recensione: "Kill Creek" di Scott Thomas.

Buonsalve lettori, incominciamo quest'anno con una recensione al di fuori dal genere fantasy ovvero l'horror. Kill Creek sembra essere una casa comune, ormai disabitata, vicino a quello che un tempo era un fiume. Ma un piccolo particolare ci sfugge, perché questa casa è tanto rinomata? Dietro quest'ultima si celano oscure credenze e leggende, un velo di mistero e terrore che ci attanaglia lo stomaco al solo pensarci. Ma dopotutto l'autore è riuscito a cogliere in pieno la sua essenza?

Info:
Titolo: Kill Creek
Autore: Scott Thomas
Editore: Rizzoli Libri
Formato: Cartaceo/ Ebook
Pagine: 512
Prezzo: 19€ Cartaceo/ 9,99€ Ebook
Sinossi: In fondo a una strada sterrata, mezzo dimenticata nel cuore del Kansas, sorge la casa delle sorelle Finch. Per molti anni è rimasta vuota, abbandonata, soffocata dalle erbacce. Adesso la porta sta per essere riaperta. Ma qualcosa, o qualcuno, aspetta nel profondo delle sue ombre, e non vede l'ora di incontrare i suoi nuovi ospiti... Quando Sam McGarver, autore di best seller horror, viene invitato a trascorrere la notte di Halloween in una delle case infestate dai fantasmi più famosa del mondo, accetta con riluttanza. Se non altro, non sarà solo: con lui ci saranno altri tre acclamati maestri del macabro, scrittori che come lui hanno contribuito a tracciare la mappa moderna di quel genere letterario. Ma quella che inizia come una trovata pubblicitaria si trasformerà in una vera e propria lotta per la sopravvivenza. L'entità che hanno risvegliato li segue, li tormenta, li minaccia, fino a farli diventare parte della sanguinosa eredità di Kill Creek.
Kill Creek è rinomata per i suoi eventi paranormali, catapultati nella sua storia sono quattro scrittori dediti al genere horror. Tutti hanno un ruolo fondamentale nella storia, ma quello che considero esserne il suo protagonista è Sam. Sam, ha un passato oscuro che già denotiamo dalle prime pagine del romanzo. La sua anima è nera come l'orrore di cui lui parla nei suoi libri o durante le lezioni ai suoi studenti. E' un personaggio singolare, che ti fa venir voglia di conoscere sempre di più sul suo conto. 
E' uno dei personaggi che ha un'evoluzione a livello psicologico non indifferente. 

Come ho già anticipato al suo fianco troviamo dei personaggi "secondari". A cui io attrobuirei una valenza particolare, Sam rappresenta un pubblico horror giovane mentre gli altri hanno stili totalmente diversi dal suo si passa dal classico horror, all'horror con insegnamenti legati alla chiesa ed ultimo all'estremismo vero e proprio del genere. La scelta dei personaggi non è stata causale, ognuno di loro è marchiata dal loro passato e/o presente. Un qualcosa di oscuro alberga nelle loro anima, e ciò li spinge a scrivere opere sull'orrore. Che dietro questa rappresentazione vi sia un significato più profondo? Che dietro ogni scrittore vi sia molto di più?

"Io adoro l'orrore. C'è qualcosa di grande nel lasciare che un'altra persona ti accompagni in un'oscurità che sia così terrificante da essere insopportabile, sia eccitante in maniera squisita."
L'introduzione dei personaggi ci invoglia a conoscere sempre di più la casa e le sue "presenze". Kill Creek all'apparenza è una normalissima casa, ma la sua storia è ricca di azioni violente e crude e ciò che l'alimenta è la paura. La casa conosce ogni personaggio, ogni sua debolezza e malessere ma in una sola notte può scatenarsi in tutta la sua ira?
E' come se si fosse svegliata da un lungo sonno, essa sa di cosa è capace e fino a che limiti può spingere un essere umano. 
"La casa sonnecchiava, ma non aveva completamente dimenticato quella volgare accozzaglia di intrusi. Così, quando le lancette segnarono otto minuti dopo l'una, la casa si svegliò, con l'improvvisa e netta consapevolezza che fosse arrivato il momento.Aveva aspettato a sufficienza.Era tempo di giocare."

Le descrizioni dettagliate, ci fanno accapponare la pelle fino a spingerci a sentirci osservati durante la lettura del romanzo. Ma in tutto ciò c'è un ma... La storia nonostante sia molto scorrevole, sembra cadere nei soliti cliché ovvero due sorelle misteriose, una casa stregata e la sera di Halloween. Avrei potuto chiudere un occhio su queste piccolezze, ma ho trovato il libro non terrificante al 100%. L'autore con la sua scrittura ci dona sensazioni contrastanti, ma almeno fino a metà libro ( e stiamo parlando di un librone di poco più di 500 pagine) non ho percepito l'adrenalina che si prova mentre si legge un libro di questo genere. Scott Thomas ha lasciato un velo di mistero lungo la sua storia, ha inserito molti elementi che potevano risultare più chiari nell'epilogo (il quale ammetto mi ha lasciato senza fiato). Non si può considerare un "horror puro", ma devo dire che il suo lavoro lo fa in modo molto modesto. 


"Ho avuto paura di tutte queste cose, ma alla fine, loro hanno fatto di me ciò che sono."

 L'autore utilizza uno stile narrativo che ci coinvolge a 360°, riesce a farci immergere nella lettura in modo totalizzante e le pagine scorrono veloci sotto i nostri occhi. A livello lessicale troviamo vocaboli semplici e diretti, utilizzati anche nel parlato, ma nella traduzione vi sono alcuni refusi e/o errori. Mi sarei aspettata molto di più da questo volume, ma ammetto che trovo un non so che di psicologico dietro alcune metafore e/o vicende all'interno del romanzo. L'utilizzo dei flashback ci fa comprendere al meglio la vita passata di ogni scrittore, le sue luci e le sue ombre.
Il finale è un dolce amaro, lo scrittore ci lascia in balia di mille emozioni e domande a cui bisogna rispondere. Ci incuriosisce e scompare, proprio come ha fatto Kill Creek nel corso delle sue azioni, è come se volesse presagire un seguito del romanzo. La cosa mi incuriosisce parecchio. 
Ogni elemento della storia è fondamentale e di vitale importanza, Sam e gli altri autori si sono spinti dietro i segreti legati a Kill Creek. E tu sei pronto per scoprirli?



VALUTAZIONE LIBRO:






Prodotto fornito dalla Casa Editrice: Rizzoli Libri.

venerdì 20 dicembre 2019

Recensione:" Simeeti le porte dei sette mondi" di Noemi Checchetto.

Mancano ben 11 giorni alla fine dell'anno e con Natale alle porte riesco finalmente a ritagliarmi del tempo per parlarvi di questo fantastico fantasy. Noemi Checchetto ci trasporta in vari mondi, ci fa comprendere quanto siano per noi le emozioni e quali insegnamenti dovremmo trarre da esse. Un romanzo fantasy al di fuori degli schemi e molto intrigante, l'autrice ci fornisce una base per un eventuale seguito (e anticipo che non vedo l'ora di averlo tra le mani). Lumdor e Eireth, i nostri protagonisti, saranno all'altezza della loro missione?

Info:
Titolo: Simeeti le porte dei sette mondi
Autrice: Noemi Checchetto
Editore: Pegasus Edizioni
Pagine: 488
Formato: Cartaceo
Prezzo: 17€
Sinossi: Eireth Blaze, apatica seguace dell'Accademia e del fondatore, è convinta che il mondo al di fuori della colonia, sia un posto deserto, devastato dalla malattia delle emozioni. Lumdor Drake, scaltro e calcolatore ladruncolo, vive nel mondo esterno, scosso da una guerra senza fine. Il destino li condurre in un viaggio attraverso posti incredibili, a volte brutali, ricolmi emozioni che dovranno assecondare se desiderano tornare a casa. Saranno in grado di affrontare le loro paure? Riusciranno a fidarsi l'un dell'altra? Quale segreto si nasconde dietro i loro viaggi? Una stanza bianca, sette porte colorate, due ragazzi ed avventura, che permettere loro di scoprire chi sono veramente. 
Eireth e Lumdor sembrano essere gli opposti, sia per la loro vita ma anche per il passato. Eireth, vivendo all'Accademia non conosce il mondo esterno, non sa cosa realmente c'è da aspettarsi ma cosa più fondamentale per lei non esistono le emozioni. Esse sono bandite, infatti il suo carattere privo di qualsiasi sentimento all'inizio fa storcere il naso. Non si riesce, inizialmente, ad entrare in empatia con lei... Ma l'Accademia nasconde qualcosa di più oscuro, perché crescere e "creare" delle persone senza emozioni? Qual è il vero scopo di questo "macabro esperimento"?

Ludmor invece è l'opposto, in lui si percepisce il suo dolore. Un dolore sordo e muto, dovuto al suo passato e alla condizione che vive giornalmente. Il ragazzo sprizza ogni minima percezione o sentimento dal suo animo, a volte può sembrare il più avventato dei due ma ammetto che il suo carattere mi ha colpito molto. 
I personaggi, durante il corso della storia hanno un'evoluzione psicologica molto particolare. Le loro psicologie vengono rimodellate e affinate nel tempo, e donano alla storia quell'incentivo in più per un seguito allettante e ricco di particolari.
Ma cosa accomuna Lumdor ed Eireth? 
Non saranno solo dei semplici viaggiatori, ma credo che durante ogni viaggio/missione vi sia anche una scoperta non solo mentale ma anche emozionale. Sono accomunati dalla voglia di rivoluzione, ma anche dallo smarrimento. Una sensazione di incompletezza che li accomuna entrambi, la quale svilupperà in loro la voglia di mettersi alla prova anche rischiando se stessi.


“Tu mi spaventi, mi hai sempre fatto paura, per questo ho cercato di reprimerti, sbagliando. Grazie a te ho capito che tutte le emozioni negative sono un insegnamento, tanto quanto quelle positive.”
 Ogni mondo visitato ed esplorato è singolare e particolare. Dietro di essi vi è uno studio mirato a colpire il lettore, anche con i numerosi dettagli fornitoci. Ammetto che in particolare ho amato due mondi, grazie alla loro singolarità ma anche per l'insegnamento che vi è dietro. Il worldbuilding è fotografico, ogni dettaglio è fondamentale per darci una visione più ampia del luogo in cui ci troviamo. Ogni elemento è importante, e il tutto crea un'armonia tale che molto spesso non ci si accorge delle pagine che vengono lette. 
Solitamente sono molto restia per i libri ricchi di dettagli, e ammetto che una parte in particolare mi ha impedito per quasi un mese di leggere qualsiasi libro. Ma superato lo scoglio iniziale, proprio quando la storia inizia ingranare mi sono ritrovata sempre senza fiato e mi perdevo tra le pagine del volume. 

Troviamo all'interno del libro pochi personaggi secondari se non marginali, uno in particolare è quello di Roselle. E ammetto che il suo personaggio è molto amletico, e spero di poter saperne di più nel secondo volume. Infatti, secondo la mia modesta opinione, Roselle non è solo il tutor della nostra Eireth, ma ha uno scopo più segreto di cui il lettore non è a conoscenza. 


"Prima che tutto quello cominciasse, era diversa dalle persone normali.Era stata proprio quella diversità a farla sopravvivere, a spingerla ad adattarsi, evitando di essere uccisa."
I viaggi che possiamo considerare emozionali, donano non solo ai protagonisti una crescita personale ma anche al lettore stesso. Le emozioni sono il fulcro della storia. Dietro di esse si nasconde sempre qualcosa, una nuova scoperta o un insegnamento. Ed è così che in nostri protagonisti iniziano a scoprirsi, conoscersi ed affrontarsi. Poiché molto spesso siamo noi stessi il nostro stesso nemico, che ci basta poco per riuscire a comprenderci e capirci. Lumdor e Eireth, affronteranno al meglio ogni sfida personale o uno dei due ne uscirà perdente?


"L'amore è un sentimento che vi spingerebbe a fare di tutto, a dare il meglio di voi stessa, per la persona che avete accanto. E' quell'emozione che provate nel stringergli la mano; il calore che sentite permeare oltre la pelle, che vi incendia l'anima ed il cuore."

La narrazione è scorrevole e dettagliata, devo ammettere che la terza parte del romanzo l'ho trovata abbastanza carica e difficile da leggere. Infatti sono rimasta bloccata un mesetto sulla stessa parte, ma via via il libro si rivela essere molto scorrevole e lineare. Tra i vari mondi vi è un filo conduttore e che fa assumere forma e costruzione alla trama. Per quanto riguarda il lessico, l'ho trovato molto diretto ma allo stesso tempo ricercato e particolare. Il romanzo però presenta due noti dolenti: la copertina che non c'entra nulla con la storia e l'editing. L'editing l'ho proprio trovato assente, anche per poter dare una sistemazione adeguata alla punteggiatura e ai periodi da sfoltire. Ma sono a conoscenza che l'autrice ha avuto la possibilità di pubblicare tramite una vincita ad un concorso, ma mi sarei aspettata dalla casa editrice un riguardo maggiore per l'editing.
La storia è avvincente ed intrigante, un libro adatto per chi ama il genere e vuole uscire al di fuori dagli schemi. 

Sei pronto per questa missione/avventura? Perchè Lumdor ed Eireth stanno aspettando solo te.



VALUTAZIONE LIBRO:








Prodotto fornito dall'autrice: Noemi Checchetto.

sabato 30 novembre 2019

Perchè sono sparita?

Salve lettori, so di essere sparita per quasi tre settimane ma ho le mie buone ragioni. Per chi mi segue da molto sa che l'università assorbe molto del mio tempo, ma il blog è il mio piccolo spazio e rimarrà tale. Quindi vi anticipo già che non verrà aggiornato con molta frequenza, ma ciò non vuol dire che sarà totalmente abbandonato. La lettura fa sempre parte della mia vita, ma solo in modo meno "invadente"di prima. 

Per chi mi conosce personalmente, oltre questo schermo, ma anche virtualmente sa che quest'anno è stato ricco di cambiamenti per la mia persona e mi piacerebbe parlare con voi di questa esperienza. 
E' stato un anno duro e difficile, mai avrei pensato di prendere una decisione decisiva per la mia carriera universitaria. Ho iniziato due anni fa con biotecnologie, ma col tempo la passione che nutrivo nei confronti della materia scelta andava sfumando sempre più. Credo di aver preso una decisione drastica, ma allo stesso tempo l'unica che mi faceva stare meglio, ovvero cambiare corso di laurea. Ho scelto il mio nuovo percorso, ricercando principalmente me stessa e allo stesso tempo appassionandomi alla mente altrui. Ho sempre provato una certa curiosità per le varie sfumature dell'inconscio umano. Quindi la mia scelta è stata dettata da questa passione innata e per la possibilità di poter aiutare chi ha più bisogno. 

Il cambiamento in me è stato radicale, ho deciso di riprendere in mano ciò che ero e sono diventata migliore. Sono cresciuta molto in quest'anno, ho incominciato ad amarmi e a sistemare tutte le crepe che la mia anima si portava dietro da anni. Oltre alla crescita personale, ho rivalutato molti genere letterari. Ho iniziato a leggere generi che prima avrei scartato a priori, alcune ve ne parlerò durante il prossimo mese evidenziando tutti i pro e i contro. 

Sono rimasta un po' indietro con le letture, ma spero prossimamente di potervene parlare e di riprendere assiduamente con la mia routine. 
Voi cosa avete letto? Avete qualche lettura che vi è rimasta nel cuore in questo periodo?
Crediti:
Immagini prese da:Pinterest

martedì 12 novembre 2019

Blogtour: "Il regno corrotto" di Leigh Bardugo.


Iniziamo questo martedì con una tazza di caffè fumante, mente fuori piove. Un'ottima atmosfera per iniziare a parlare di una tappa abbastanza "delicata". Solitamente si pensa che i libri fantasy non abbiano degli spunti di riflessione, cosa non vera ma dettata dagli stereotipi, ma "Il regno corrotto" ci fornisce molti aspetti della crudeltà umana. Ketterdam è una città crudele, tra le vie de Il Barile scorre il sangue dei più pericolosi criminali. I nostri protagonisti vivranno in prima persona delle esperienze che li segneranno, e saranno i punti fondamentali della tappa di quest'oggi.

Info:
Titolo: Il regno corrotto
Autrice: Leigh Bardugo
Editore: Mondadori Libri
Pagine: 480
Formato: Cartaceo/ Ebook
Prezzo: 19,90€ Cartaceo/ 9,99€ Ebook
Sinossi: Kaz Brekker e la sua banda di disperati hanno appena portato a termine una missione dalla quale sembrava impossibile tornare sani e salvi. Ne avevano dubitato persino loro, a dirla proprio tutta. Ma rientrati a Ketterdam, non hanno il tempo di annoiarsi nemmeno un istante perché sono costretti a rimettere di nuovo tutto in discussione, e a giocarsi ogni cosa, vita compresa. Questa volta, però, traditi e indeboliti, dovranno prendere parte a una vera e propria guerra per le buie e tortuose strade della città contro un nemico potente, insidioso e dalle tante facce. A Ketterdam, infatti, si sono radunate vecchie e nuove conoscenze di Kaz e dei suoi, pronte a sfidare l’abilità di Manisporche e la lealtà dei compagni. Ma se i sei fuorilegge hanno una certezza è questa: dopo tutte le fughe rocambolesche, gli scampati pericoli, le sofferenze e le inevitabili batoste che hanno dovuto affrontare insieme, troveranno comunque il modo di rimanere in piedi. E forse di vincerla, in qualche modo, questa guerra, grazie alle rivoltelle di Jesper, al cervellone di Kaz, alla verve di Nina, all’abilità di Inej, al genio di Wylan e alla forza di Matthias. Una guerra che per loro significa una possibilità di vendetta e redenzione e che sarà decisiva per il destino del mondo Grisha.
Il primo spunto su cui riflettere è l'utilizzo della parem, vista come droga letale per un Grisha. Una piccola dose può condannarti a una vita di astinenza ed estremo dolore sia fisico che mentale. L'autrice attraverso questo elemento ci fa riflettere su quanto può essere distruttivo per noi l'utilizzo delle sostanze stupefacenti. Attraverso un personaggio in particolare, riusciremo a sentire il suo dolore. Persino l'impossibilità di poter "assaggiare" ancora una volta quella sostanza, che allevierebbe ogni dolore ma distruggerebbe ogni cosa.
Oltre alla dipendenza dalla droga, un altro aspetto è quello della dipendenza del gioco d'azzardo. Anch'esso trattato in modo magistrale, dove si vede "l'aspetto" di un giocatore compulsivo. Un giocatore che venderebbe persino i suoi amici ai nemici per poter vincere una partita a carte.
Altra tematica molto importante è la schiavitù, i Grisha vengono deportati e perseguitati per essere schiavi. Ma c'è molto di più, alcuni vengono venduti come se fossero delle merci senza alcun valore. Vengono messi all'asta per il più ricco acquirente, ma molto spesso (come nel caso delle ragazze) il loro contratto viene comprato per poi prostituirsi anche a giovane età. La Bardugo è riuscita descrivere in modo magistrale i pensieri sulla donna e sulla dignità che è costretta a nascondere. I bordelli di Ketterdam sono molti, e si trovano ogni genere di ragazza al suo interno... Dove vengono sfruttate, castigate e costrette in ciò che non vorrebbero mai fare, non sono più delle ragazze. Ma si ritrovano costrette a vivere da donne ma con un corpo e sogni da ragazzina.
Nonostante tutti questi spunti di riflessioni negativi, ma così vicini alla nostra realtà, l'autrice ci da il sentimento più importante su cui riflettere:"l'amicizia". Se all'inizio del primo volume ogni azione del gruppo era dettata allo scopo di lucro, nei due romanzi è un crescendo. Ognuno matura nel proprio animo, ci si affeziona e si creano alleanze tra loro. Nessuno verrà mai lasciato solo o indietro, ogni azione dei Corvi sarà poi dettata da quello che si respira tra di loro ovvero: rispetto e lealtà. Assieme ai personaggi vediamo nascere e crescere questo sentimento, che li vedrà coinvolti fino all'ultima pagina.



Se non avete letto ancora questa serie, ve la straconsiglio e vi lascio qui la recensione dell'ultimo volume (click qui). L'autrice ci ha fornito molto su cui riflettere, fatemi sapere cosa ne pensate e se avete letto il libro. 
Crediti:
Immagini prese da: Pinterest.



Le altre tappe del Blogtour:

giovedì 7 novembre 2019

Review Tour:" Il regno corrotto" di Leigh Bardugo.


Nemmeno un mese fa abbiamo lasciato Kaz e la sua banda pronti per il colpo finale. In ballo c'è molto di più di un semplice salvataggio. I Corvi si ritroveranno costretti ad affrontare non solo delle sfide fisiche, ma anche personali ed intime. Se nel primo volume abbiamo letto di questi personaggi come solo dei ragazzini, beh in questo volume la componente psicologica è nettamente superiore. Tra sfide personali e fisiche, ricordi e pulsioni la banda sarà all'altezza della missione proposta da Kaz?

Info:
Titolo: Il regno corrotto
Autrice: Leigh Bardugo
Editore: Mondadori Libri
Pagine: 480
Formato: Cartaceo/ Ebook
Prezzo: 19,90€ Cartaceo/ 9,99€ Ebook
Sinossi: Kaz Brekker e la sua banda di disperati hanno appena portato a termine una missione dalla quale sembrava impossibile tornare sani e salvi. Ne avevano dubitato persino loro, a dirla proprio tutta. Ma rientrati a Ketterdam, non hanno il tempo di annoiarsi nemmeno un istante perché sono costretti a rimettere di nuovo tutto in discussione, e a giocarsi ogni cosa, vita compresa. Questa volta, però, traditi e indeboliti, dovranno prendere parte a una vera e propria guerra per le buie e tortuose strade della città contro un nemico potente, insidioso e dalle tante facce. A Ketterdam, infatti, si sono radunate vecchie e nuove conoscenze di Kaz e dei suoi, pronte a sfidare l’abilità di Manisporche e la lealtà dei compagni. Ma se i sei fuorilegge hanno una certezza è questa: dopo tutte le fughe rocambolesche, gli scampati pericoli, le sofferenze e le inevitabili batoste che hanno dovuto affrontare insieme, troveranno comunque il modo di rimanere in piedi. E forse di vincerla, in qualche modo, questa guerra, grazie alle rivoltelle di Jesper, al cervellone di Kaz, alla verve di Nina, all’abilità di Inej, al genio di Wylan e alla forza di Matthias. Una guerra che per loro significa una possibilità di vendetta e redenzione e che sarà decisiva per il destino del mondo Grisha.
La Bardugo ha fatto un lavoro nettamente superiore al primo volume. Infatti questo libro ci lascia senza fiato già dai primi capitoli, i quali solitamente potrebbero essere più "pesanti". L'autrice in questo volume non solo ci mostra la psicologia dei personaggi nella sua interezza, ma anche come Ketterdam possa essere crudele.
Una città dove le persone sono senza scrupoli, dove il sangue chiama altro sangue. Kaz lo sa bene, conosce la crudeltà di essa e la rivive ogni giorno. Seppur ai nostri occhi può sembrare un demone, come definisce Matthias, o senza cuore. In realtà la psicologia di Brekker è ancora più complessa, e grazie anche ai vari flashback scopriremo che è soltanto un ragazzo che eretto intorno a sé dei muri invalicabili.

Uno dei concetti fondamentali, che si trovano all'interno del romanzo, proposto dall'autrice è: il continuo sfidarsi. Durante la lettura arriveremo a pensare che non ci sarà nessuna via d'uscita, che il peggio è arrivato forse troppo presto. Ma i colpi di scena sono vari e veramente particolari, il personaggio di Kaz lo è per primo. Ogni cosa è mirata a tenere il lettore incollato alle pagine fino alla fine, donandoci una sensazione di sollievo o di ansia per le situazioni proposte. E devo ammettere che questo volume mi ha particolarmente commosso per le tematiche proposte, che sono crude e così vicine alla realtà di ogni giorno.


"Smettila di trattare il tuo dolore come se fosse immaginario. Quando inizierai a vedere che la ferita è reale, potrai guarirla."
L'autrice tratta tematiche singolari e delicate in una maniera delicata ma allo stesso tempo irruente. Essendo un libro per ragazzi ci si aspetterebbe che vi fosse una morale dietro questi elementi. Ma in realtà la Bardugo non si sbilancia, ma fa vedere tutti gli aspetti negativi di una situazione come ad esempio la crisi di astinenza dalla parem. La realtà della società che ci descrive, ci fa pensare a un mondo senza cuore e valori. Una società che pur di spianare la propria strada, a livello anche individuale, deve radere al suolo ogni ostacolo che gli si presenta.

Una nota fondamentale è l'umanità che si nasconde dietro ogni personaggio, non vi è solo la sfida personale da affrontare ma anche qualcosa di più. I sentimenti sono distruttivi e irruenti, e le coppie che noteremo all'interno del libro lo sanno. Sanno che se ciò che provano non viene esternato, esso divamperà come un incendio nelle giornate più calde. Se nel primo volume la componente "romance" era quasi del tutto assente, nel secondo volume abbiamo un po' più di margine. E devo dire che questo elemento mi ha fatto venire i brividi, i colpi al cuore ma anche sorridere.
Le coppie che si formano o cercano di formarsi sono in lotta con se stessi da tutta la vita, mettere a repentaglio la loro vita distruggendo la loro corazza lo trovano inutile. Ma chi sarà coraggioso, chi riuscirà a sostenere quel sentimento che gli/le fa battere il cuore?

Riconoscere le proprie debolezze, mettersi in gioco e anche cercare l'affetto di un familiare è ciò che ci propone l'autrice. Ci mostra delle realtà quasi reali e vicinissime al quotidiano, dove l'eterna lotta non è solo con sé stessi ma anche col mondo che ci circonda. Ma tutto questo lottare e sopravvivere, ne vale veramente la pena? Vale perdere persino la vita per questa causa? Sono queste le domande che ci frullano nel cervello fino alla fine, ma vi avverto ogni dubbio verrà risolto e si capirà che alla fine non si era capito niente della storia. I colpi di scena sono vari e molto precisi, alla fine di essi si riesce a capire ogni scelta precedente e ogni azione. 


"La paura è come la fenice. Puoi bruciarla migliaia di volte eppure lei tornerà sempre."
Il worldbuilding è magistrale, ogni cosa è perfetta e al suo posto. La visione di una Ketterdam crudele fatta da vicoli maleodoranti, dove dietro ogni angolo scuro vi è una figura che non ha delle intenzioni del tutto buone ... Ci fa accapponare la pelle ma allo stesso tempo l'adrenalina scorre veloce nelle nostre vene, dove la paura fa spazio dentro di noi. Ogni sfida fisica proposta è dettagliata e lineare, mi hanno lasciato senza fiato le descrizioni delle zuffe o delle vere e proprio lotte. Grazie anche a questi dettagli, il lettore viene colto di sorpresa e trasportato direttamente all'interno della storia dove con i nostri occhi riusciamo a vivere a pieno il romanzo. 

"Ho paura per te. Il mondo può essere crudele con quelli come te."

La narrazione in terza persona, i vari capitoli dedicati alla visione di ogni personaggio riesce a coinvolgerci al 100%. Se nel primo romanzo avevo trovato una pesantezza nella lettura, in questo volume non vi è traccia anzi le pagine scorrono molto velocemente sotto i nostri occhi. Il lessico come sempre è duro e diretto, ci spiazza e ci colpisce a tal punto da sentire noi stessi ogni sentimento o ricordo del personaggio. La Bardugo in questo volume, grazie a dei flashback riesce a farci scoprire sempre di più l'animo dei protagonisti. Arriveremo a comprendere ed empatizzare con loro, per noi non saranno dei semplici delinquenti ma saranno dei ragazzi con dei valori e sogni infranti.
Il finale è amaro e dolce allo stesso tempo, ci lascia senza fiato e con un colpo al cuore. Avrei preferito che non desse l'impressione di essere un finale aperto, ma tutto sommato non si può avere tutto. Le domande e le preoccupazioni che ci suscita il volume sono molteplici... Ma Manisporche avrà compiuto la sua missione? Siete pronti a inserirvi nel club dei Corvi, a costo di rischiare la vostra stessa vita?



VALUTAZIONE LIBRO:






Prodotto fornito dalla Casa Editrice: Mondadori Libri.


giovedì 31 ottobre 2019

Review Party: "Slender Man".


Buooon Halloween a tutti lettori, oggi in tema vi parlerò di questo romanzo dedicato al creepypasta dello Slender Man. Chi meno e chi più ha sentito parlare di questa "leggenda"... Lo Slender Man è una figura alta e "affusolata", il viso completamente privo di qualsiasi espressione facciale ma non finisce qui. Infatti viene sempre rappresentato con dei tentacoli sulla sua schiena, il suo aspetto mette già terrore ed ansia. Ma il libro a lui dedicatogli, sarà stato all'altezza del terrore che avevo preventivato?

Info:
Titolo: Slender Man
Autore: Anonimo
Editore: HarperCollins
Pagine: 349
Formato: Cartaceo/Ebook
Prezzo: 14,90€ Cartaceo/ 8,99€ Ebook
Sinossi: Lauren Bailey è scomparsa. Mentre i suoi amici si disperano e la polizia la cerca freneticamente, Matt Barker, suo compagno nella scuola più esclusiva della città, comincia a sognare alberi minacciosi, cieli in tempesta e qualcosa di oscuro che si avvicina sempre di più. Una figura terrificante, alta, con lunghe braccia si fa largo nel confine fra realtà e incubo. Un confine che, giorno dopo giorno, si fa sempre più sottile nella vita di Matt, fino a scomparire... Attraverso documenti, stralci di diario, e-mail e indizi disseminati nel racconto, la particolare struttura del romanzo immerge inesorabilmente Matt (e insieme a lui, come in presa diretta, il lettore) in un incubo agghiacciante, fino a condurli all'inevitabile faccia a faccia con Slender Man.
Il romanzo è incentrato sulla ricerca di Lauren. Lauren è una delle ragazze più popolari della scuola, la sua scomparsa fa destare varie ipotesi dalla più semplice alla più assurda come un rapimento alieno. Ma Lauren nascondeva un segreto, il quale sembrava non solo ossessionarla ma che la totalizzava a tal punto da far sparire le sue tracce. 
Ed è qui che entra in gioco la figura di Matt, un ragazzo semplice e che non viene mai notato dalla folla. Matt è appassionato dai racconti horror e creepypasta, ciò che popola nei suoi sogni cerca sempre di metterlo in pratica.
Devo ammettere che la sua psicologia è molto complessa, nonostante sia un adolescente e solitamente i protagonisti di quell'età hanno più o meno tutti la stessa psicologia. In lui si denota un certo senso di sarcasmo e di visione della vita pessimistica, capita spesso persino di empatizzare col personaggio.
Gli incubi ricorrenti lo tormentano e lo lasciano sempre perplesso. Non si arrende, non demorde e sa che sono semplicemente nella sua testa. Ma se tutte le sue certezze crollassero, lui riuscirebbe a sopravvivere alla nuova realtà?

La storia utilizza diversi formati per la narrazione come: messaggi, registrazioni, interrogatori ed email. Tuttavia è uno stile che solitamente non viene utilizzato, se non in rari casi, ma che io ho trovato come il punto di forza del romanzo. Infatti attraverso questo metodo, la lettura è molto scorrevole e veloce. 


"Lo sentivo a pelle. Lo sapevo e basta, chiaro? Come succede nei sogni, come le cose di cui si è sicuri al cento per cento, come se fosse assurdo metterle in dubbio.Sapevo di non essere da solo."
 Sebbene le descrizioni dei sogni di Matt siano molto vividi e reali, credo che al libro manchi una componente principale ovvero: l'atmosfera creepy. Quando si leggono dei creepypasta sullo Slender Man, si ha un certo tenore di aspettative e della situazione ansiogena che potrebbe crearsi. Il romanzo in questione, non ha soddisfatto nessuna delle aspettative. Nonostante sia molto scorrevole nella narrazione, trovo che sia l'atmosfera  lugubre che manchi. 
La figura dello Slender Man è quasi del tutto assente, si sa della sua presenza e ne abbiamo consapevolezza ma gli incontri "reali" saranno più unici che rari. Anche questa trovo che sia una mancanza non fondamentale, ma di più. Ci si aspetterebbe dell'azione in più, alla ricerca di questo famigerato mostro che viene dai creepypasta e invece troviamo si e no qualche azione legato ad esso. 
Il libro è totalmente dedicato alla ricerca della ragazza e dei segreti che custodiva, e il protagonista Matt sembra che sia lui a scontare ogni pena a riguardo. 

Le apparizioni dello Slender Man solitamente sono quando meno ce lo aspettiamo, attraverso il libro non riusciamo a cogliere a pieno questo effetto sorpresa. E quando avviene l'apparizione, la narrazione annulla totalmente la visione creepy.  A mio parere doveva esserci più azione e coinvolgimento tramite l'atmosfera lugubre, piuttosto che incentrarsi sul caso della ragazza scomparsa.


"Non credo che la nostra parte conscia sia coinvolta nei nostri sogni. Penso piuttosto che siano come dei film con te dentro, e non è che puoi cambiare ciò che sta succedendo. Sei semplicemente un passeggero trasportato in giro."
Come già anticipato la narrazione è molto veloce e scorrevole, grazie alla tipologia utilizzata. Il lessico è semplice e diretto al lettore, a volte ci colpisce per la sua informalità e dai gerghi colloquiali. Il romanzo doveva avere qualche revisione in più per quanto riguarda l'aspetto della storia. Trovo che non ci sia una trama lineare e che il finale sia stato scritto frettolosamente, poiché è stato lasciato molte questioni aperte. Se si ha letto i creepypasta o si ha giocato ai videogame dedicati a questa figura, non aspettatevi molto. Se invece adorate questo genere di libri, non posso fare a meno di consigliarveli anche per una lettura diversa dal solito. La psicologia di Matt è ben definita, e ti lascia senza parole per la sua caparbietà e tenacia, ci si appassiona assieme a lui per la ricerca della sua amica. Assieme a lui si affronteranno delle peripezie, l'oscurità è sempre dietro l'angolo. E tu sei pronto ad affrontarla?




VALUTAZIONE LIBRO:
3-






Prodotto fornito dalla Casa Editrice: HarperCollins.

domenica 27 ottobre 2019

E' l'ora del tea...



Finalmente dopo quasi sei mesi di "assenza" ritorna sul blog questa rubrica tanto amata. Ammetto che ero bloccata sugli argomenti da proporre, ma poi ci ho riflettuto abbastanza. Oggi parlerò delle letture che trattano di malattie mentali e/o ansia. Ho riflettuto abbastanza su quale titolo proporre, passando tra i più rinomati e i più criticati. Di certo non potevo non trattare alcuni titoli che si avvicinano alla realtà e ai miei studi. Ma bando alle ciance, oggi questa rubrica vi offrirà molti titoli su cui riflettere.


Noi siamo Infinito.

E' stato uno dei libri che ho riletto dopo pochi giorni. La vita dell'adolescente Charlie è solitaria e "lugubre". Ma perchè utilizzo questo termine? Tutti noi siamo stati adolescenti, coi nostri alti e bassi, ma quello che vive ogni giorno Charlie è diverso ed intenso. Cerca di adattarsi alla società, di fare amicizia ma lui è un ragazzo da parete.
Un ragazzo da parete è colui che quando c'è non viene notato, che in eventi sociali sta sempre in disparte. Ma che quando viene a mancare, la sua mancanza è reale è palpabile. Il titolo originale ovvero "The perks of being a wallflower", esprime a pieno il libro. Un libro fatto da follie, oscuri segreti e tanta sensibilità.
Sinossi: Fra un tema su Kerouac e uno sul "Giovane Holden", tra una citazione da "L'attimo fuggente" e una canzone degli Smiths, scorrono i giorni di un adolescente per niente ordinario. L'ingresso nelle scuole superiori lo lancia in un vortice di prime volte: la prima festa, la prima rissa, il primo amore - per la bellissima ragazza con gli occhi verdi che quando lo guarda fa tremare il mondo. Il primo bacio, e lei gli dice: per te sono troppo grande, però possiamo essere amici. Per compensare, Charlie trova una che non gli piace e parla troppo: a sedici anni fa il primo sesso, e non sa neanche perché. Allora lui, più portato alla riflessione che all'azione, affida emozioni, trasgressioni e turbamenti a una lunga serie di lettere indirizzate a un amico, al quale racconta ciò che vive, che sente, che ha intorno. Dotato di un'innata gentilezza d'animo e di un dono speciale per la poesia, il ragazzo è il confidente perfetto di tutti, quello che non dimentica mai un compleanno, quello che non tradisce mai e poi mai un segreto. Peccato che quello più grande, fosco e lontano, sia nascosto proprio dentro di lui.

La solitudine dei numeri primi.

Uno dei libri più criticati, ma che io amo alla follia. Dopo averlo letto mi ha aperto gli occhi, mi ha fatto riflettere e commuovere. Al suo interno si può pensare ci siano argomenti superflui o la tipica storiella d'amore, ma non è così. Le vite di Mattia e Alice sono come due rette parallele, dove i dolori e gli sbagli li condurranno in un limbo. All'interno vengono trattati degli argomenti molto delicati, come l'anoressia e l'autolesionismo. Dove ogni dolore e lacrima versata sarà piena di consapevolezza. Leggere questo libro mi ha fatto scoprire una visione della vita pessimistica, dove se non ci si aspetta nulla si soffre meno. Leggendolo l'empatia non può mancare, ed inutile dire che sul finale si verseranno molte lacrime.
Sinossi: Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano "primi gemelli": due numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Un romanzo d'esordio che alterna momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.

Ti ho trovato fra le stelle.

Titolo originale del romanzo "Eliza and her Monsters". Inizialmente si può pensare che esso sia dedicato al web comics che cura la protagonista. Ma mio parere, sotto una visione più psicologica è legato a ciò che Eliza prova. E' una ragazzina complessa, che si nasconde dietro a un computer e per lei fare amicizia è davvero difficile. La protagonista vive una condizione che quasi ogni adolescente prova durante quella fragile età. L'essere diversa, inadeguata e tremendamente timida non aiuta anzi fa crescere in lei quella paura innata verso la società. Un romanzo attuale e ricco di emozioni, dove a volte basta essere offline per poter vedere il mondo con occhi diversi.
Sinossi: Nel mondo reale, Eliza Mirk è una ragazza timida, poco socievole e solitaria. Online, è Lady Constellation, autrice anonima di «Monstrous Sea», un webcomics adorato da milioni di followers in tutto il mondo. Eliza non si sente mai sola, la sua comunità digitale la fa sentire amata e parte di qualcosa di importante. Poi a scuola conosce Wallace, un ragazzo che non parla con nessuno ma decide di aprirsi proprio con lei, ed Eliza comprende che anche la vita offline vale la pena di essere vissuta. Ma quando accidentalmente la sua identità segreta di Lady Constellation viene svelata al mondo, tutte le sue certezze e i suoi punti fermi - online e offline - vanno in frantumi... 

La psichiatra.

Ora passiamo a uno dei due titoli un po' più ostici, e che non sono per tutte le età. Inizialmente ho pensato di trovarmi a un thriller, ma in realtà è molto di più. Wulf Dorn, non solo ci propone un viaggio all'interno della mente ma ci fa osservare le fragilità di quest'ultima. Le malattie mentali, tutt'ora vengono trattate come oggetto di scherno o persino moda. Ma l'autore riesce a farci comprendere a pieno quanto una malattia sia invalidante per la persona. La protagonista si troverà a dura prova a combattere contro il suo inconscio e la sua volontà. Riuscirà a trovare l'enigma che affligge la sua mente?
Sinossi: Lavorare in un ospedale psichiatrico è difficile. Ogni giorno la dottoressa Ellen Roth si scontra con un’umanità reietta, con la sofferenza più indicibile, con il buio della mente. Tuttavia, a questo caso non era preparata: la stanza numero 7 è satura di terrore, la paziente rannicchiata ai suoi piedi è stata picchiata, seviziata. È chiusa in se stessa, mugola parole senza senso. Dice che l’Uomo Nero la sta cercando. La sua voce è raccapricciante, è la voce di una bambina in un corpo di donna: le sussurra che adesso prenderà anche lei, Ellen, perché nessuno può sfuggire all’Uomo Nero. E quando il giorno dopo la paziente scompare dall’ospedale senza lasciare traccia, per Ellen incomincia l’incubo. Nessuno l’ha vista uscire, nessuno l’aveva vista entrare. Ellen la vuole rintracciare a tutti i costi ma viene coinvolta in un macabro gioco da cui non sa come uscire. Chi è quella donna? Cosa le è successo? E chi è veramente l’Uomo Nero? Ellen non può far altro che tentare di mettere insieme le tessere di un puzzle diabolico, mentre precipita in un abisso di violenza, paranoia e angoscia. Eppure sa che, alla fine, tutti i nodi verranno al pettine.

Incubo.

Sempre della stessa penna del precedente libro, "Incubo" è un viaggio senza fine tra onirico e realtà. Simon è un ragazzo complesso, che soffre di incubi e allucinazioni. Un argomento molto delicato e complesso, che Wulf Dorn riesce a farci comprendere fino all'ultima pagina. Dove la distinzione tra onirico e realtà viene messa a serio rischio, persino il lettore riuscirà a perdersi tra le vie oscure dell'inconscio. 
Sinossi: Simon è un ragazzo difficile, rinchiuso da sempre nel suo mondo. La sua vita precipita in un incubo dopo la morte dei genitori in un terribile incidente d'auto, dal quale Simon esce miracolosamente illeso ma, da allora, soffre di fobie, allucinazioni, sogni che lo tormentano ogni notte. Costretto a trasferirsi dalla zia Tilia dopo un periodo di riabilitazione in ospedale, passa le sue giornate esplorando la campagna sulla bicicletta del fratello Michael. Nella zona sembra aggirarsi un mostro: una ragazza è scomparsa, e una notte si perdono le tracce anche di Melina, la fidanzata di Michael, il quale diventa l'indiziato principale. Insieme a Caro, una ragazza solitaria che ha conosciuto nella sua nuova scuola, Simon affronta le proprie paure più nascoste e va a caccia del lupo che miete le sue vittime nel bosco di Fahlenberg. Ma niente è come sembra. 

Avete letto questi titoli? Avete qualcuno da suggerirmi con queste tematiche?
Spero che qualche romanzo abbia stuzzicato la vostra curiosità, vi aspetto nei commenti.