venerdì 17 settembre 2021

Review Party: "Il Detective Fantasma" di Vanessa S. Riley.


Misteri, intrighi e strani omicidi. "Il Detective Fantasma" vi coinvolgerà al tal punto da domandarvi quale delle antiche credenze stanno per essere portate alla luce. 
Jack Wyte non parla della sua morte ma è diventato un'ombra e che cosa dovrà fare mai su questa terra? Come mai la sua anima erra alla ricerca di qualcosa o forse qualcuno?


IL DETECTIVE FANTASMA
Vanessa S. Riley

 

Editore: Fanucci Editore
Formato: Copertina Flessibile & Ebook
Prezzo: Flessibile 16,00€ Ebook 6,99€
Pagine: 320
Trama: Jack Wyte è morto. La sua morte è stata una strana faccenda, il genere di faccenda che quando ti chiedono «Come sei morto?» ti dà il diritto di rispondere: «È una lunga storia». Si lascia alle spalle una carriera nella Squadra Omicidi che gli ha fatto male alla salute, una vita solitaria, una ex-moglie con cui non parlava da anni, una figlia ormai adulta e l’amore di Dare, l’unico essere al mondo che può vedere i fantasmi ma non vuole più vedere lui. E se pensava che tirare le cuoia, nella sua sgradevolezza, risolvesse tutti i problemi, si sbagliava di grosso. Morire, in realtà, è stato solo l’inizio. A Londra ci sono stati dei decessi diciamo poco ortodossi. E pure a Los Angeles. Sua figlia, in uno scavo archeologico in Guatemala, ha incontrato un tizio che le legge nel pensiero. Due personaggi non proprio umani sono stati incaricati da un concilio di non-morti di insabbiare tutto l’insabbiabile, con le buone o con le cattive. La detective Jamaica Kingstone della Metropolitan Police possiede la Vista, e questo non ha migliorato il suo umore. O il suo carattere. Anzi l’ha resa molto nervosa. C’è robaccia sovrannaturale dappertutto e i funzionari della morte non hanno il tempo o il personale per risolvere il casino in corso. Anche perché non si sono ancora accorti del vero problema. D’altronde si sa, al giorno d’oggi muore troppa gente e sono molto impegnati. Il caso, così, finisce metaforicamente sulla scrivania di Jack Wyte, la cui vita non è stata un granché, ma la cui morte si preannuncia anche peggio. Perché la verità non è mai gradevole e l’indagine in corso lo obbligherà a confrontarsi con dei fantasmi molto più inquietanti delle ombre dell’aldilà.

Jack Wyte è un uomo difficile e complesso, allo stesso tempo il suo animo è enigmatico e incomprensibile. Una personalità spiccatamente forte, che nasconde degli oscuri segreti come quello della sua morte. Wyte è il solito personaggio senza peli sulla lingua, i cui commenti sarcastici e allo stesso tempo stizzosi ci accompagneranno per il resto della lettura.
La storia non ruota soltanto a questo personaggio principale, ma vi sono all'interno del romanzo delle figure che a mio avviso mi sarebbe piaciuto un maggior approfondimento. 
In particolar mondo la figura di Dare o Jamaica.
I tre insieme saranno intricati in questi casi di omicidi, come in un vortice verremo risucchiati dalla storia. 

Il fulcro principale della storia, oltre al crime, è proprio il sovrannaturale. La Riley è riuscita a creare un mondo in cui il paranormale vive con noi. Infatti incontreremo spesso alcuni "elementi" che ci faranno ricredere sulle credenze che abbiamo, ci faranno scoprire la loro essenza sotto un altro punto di vista. Elementi fondamentali sono la presenza di spettri o meglio "ombre" che come Wyte hanno una caratteristica particolare: essere nel nostro mondo. "L'uomo dei crocevia" è di vitale importanza, la sua fama lo precede ovvero il suo essere contrattatore per dei patti, che ti legheranno alla vita o forse per la morte!
Molto interessante è sicuramente il cattivo della storia, ammetto di non averlo subito individuato. Sicuramente su questa figura avrei speso maggiori approfondimenti anche per poter chiarire al meglio la vicenda. 

Il worldbuilding si divide tra Londra, Los Angeles e anche in Italia. Nonostante non sia approfondito come mi sarei aspettata, credo che il tutto lasci spazio all'immaginazione dello stesso lettore. Essendo anche un mondo molto vasto, creato dall'autrice, ho avuto delle difficoltà ad entrare in sintonia con la storia. Inizialmente mi sono sentita molto spaesata, ho dovuto faticare e andare avanti con il romanzo per poter avere una visione più completa. Sicuramente avrei approfondito la storia di Wyte, con qualche flashback, per capire al meglio tanti quesiti irrisolti. 
All'interno del romanzo ho trovato quale frase che non mi ha fatto impazzire, in particolar modo Wyte col suo essere leggermente maschilista. A volte mi sono domandata se il romanzo l'avesse scritto un uomo, anche perchè l'autrice è riuscita ad immedesimarsi in una visione totalmente al maschile. Un romanzo che non è concentrato sul singolo protagonista, e che riesce a mettere a nudo qualsiasi visione al suo interno (anche quella di personaggi minori).

La narrazione seppur fluida all'inizio ci può apparire poco lineare e confusa, ci vuole un po' di tempo prima di riuscire ad entrare nel vivo della storia. Il lessico utilizzato è semplice, diretto a tratti sembra di sentire una storia di vita quotidiana. Ho riscontrato degli errori di traduzione, dalla lingua originale all'italiano che mi hanno fatto confondere un po'. 
La vicenda mescola vari generi: mistery ed urban fantasy dove il tutto si coniuga per poterci fornire una visione più ampia e delineata della vicenda. 
Avrei prestato maggiore attenzione per il finale, il quale è stato molto affrettato, ma tutto sommato mi è piaciuto particolarmente.

E tu sei pronto ad avventurarti in questa folle avventura?

martedì 7 settembre 2021

Recensione :"Hedera" di Nicolò Targhetta.

 Dopo una torrida estate, si ritorna alla sontuaria routine. Incominciamo settembre con un romanzo dalle tinte cupe, quasi autunnali come se già preannunciasse la stagione che sta per arrivare. "Hedera" non è un semplice libro, all'interno vi sono numerose illustrazioni che prevalgono sulla scena per farci immergere completamente nella storia. 


HEDERA
Niccolò Targhetta

 

Editore: Becco Giallo
Formato: Nome Editore
Prezzo: Flessibile 22,00€ 
Pagine: 184
Trama: Dartmoor, Inghilterra, 1826. Il corpo di Edith Wilton, giovane donna dai lunghi capelli rossi, viene ritrovato senza vita sulla riva di un fiume, completamente avvolto da hedera helix o edera comune. A eseguire la sua autopsia è il dottor Charles Norland, un uomo di scienza tormentato dai ricordi della guerra anglo-nepalese, che si è da poco rifugiato nel Devonshire in cerca di pace. L’edera è ovunque, tra i capelli della ragazza, nei vestiti, fra le dita dei piedi, e la prima supposizione del medico è che si tratti di suicidio. Ma è solo l’ipotesi più logica di un mistero che ben presto perde ogni aspetto di razionalità e inizia a mietere nuove vittime. Chi era davvero Edith Wilton? La ricerca della verità sulla morte della ragazza dell’edera si trasforma lentamente in un’ossessione, trascinando il dottor Norland in una realtà popolata da antichi riti celtici e da una natura potente e inquieta. Una realtà primordiale che sfugge alle regole dell’uomo, di cui il villaggio di Dartmoor sembra essere la porta e la giovane Edith Wilton la chiave

Il libro si apre con un omicidio, la bellissima Edith è morta inspiegabilmente. Persino il medico legale, Charles ne è dubbioso. Quest'ultimo personaggio della vicenda, la sua personalità è l'antieroe per eccellenza. Un uomo vinto dalla vita, dove nei suoi ricordi aleggiano gli attimi della guerra e gli incubi che essa gli ha lasciato. Sicuramente affetto da un disturbo post traumatico da stress, lo stesso dottore si ritroverà catapultato in una scia di indizi e situazioni surreali. 
Nonostante apprezzi le personalità così "sofferenti" e cupe, dove l'oblio non gli lascia scampo. Il protagonista mi ha lasciato un po' interdetta, mi sarei aspettata un'evoluzione psicologica molto più marcata dove l'uomo ormai non era più vinto dalla sua stessa vita. C'è qualcosa di rotto in lui, come uno spazio vuoto tra le costole che non si riesce a colmare. E il lettore lo percepisce, comprende ed abbraccia l'ignoto.
D'altro canto il Dott. Norland non riesce a darsi pace sulla morte della giovane dai capelli rossi. Inspiegabilmente incomincia a vederla, a percepirla e tutto ciò lo porterà in confine dove la realtà e l'onirico si fondono. 
Il POV del protagonista verrà alternato a quello di Edith, conosceremo la ragazza e guarderemo nella sua fragilità. Un'anima sola e allo stesso tempo distrutta da un dolore indicibile, ma allora perchè è stata uccisa? O lei stessa ha compiuto quell'atto estremo per poter mettere fine alle sue sofferenze?

Sicuramente l'introspezione psicologica dei vari personaggi, anche quelli secondari, richiedeva maggiore particolari e leggeri approfondimenti. Incontreremo varie personalità, tra questi spiccherà un concetto che tutt'ora predomina nel nostro quotidiano: l'avidità umana. 
L'uomo ha sempre bramato qualcosa sulla Terra, ha ricercato da sempre la sua fonte di piacere e soprattutto tende a fuggire da ciò che lo terrorizza di più mettendo in atto condotte compensatorie (molto spesso anche immorali).
Gli uomini fuggono e traggono vantaggio per i loro scopi, come un circolo vizioso all'interno della quieta cittadina di Dartmoor c'è qualcuno nell'ombra. Come una grande macchina d'assemblaggio sentiamo e percepiamo nell'aria qualcosa di strano, ma saranno i cittadini ad aiutarci o dovremmo cavarcela assieme a Charles?

«E con un morso si prese il paese e con un altro il cielo stellato, la luna, il mondo.»
 Molto interessante la parte sui rituali celtici. Essendo amante della mitologia, e in particolare di quest'ultima branca, ho trovato minuzioso lo studio dedicatogli. 
Infatti all'interno del romanzo potremmo denotare ciò che per i Celti significava la natura: madre distruttrice ma anche fedele compagna. Non indifferente è la visione del druido, uomo viaggiatore di mondi terreni e ultraterreni.
Il tutto ci fa da sfondo, non dobbiamo perdere nessun tipo di particolare come ad esempio la scelta anche del titolo "Hedera".
L'edera per i Celti era considerata la pianta dell'immortalità, legata al culto del drago e del serpente. Per loro era simbolo di Natura e di eternità, molto probabilmente per la sua caratteristica rampicante e soprattutto resistente.
Da appassionata, non posso che aver notato queste piccolezze a livello narrativo. Ma se l'Edera è la pianta dell'immortalità, che cosa c'entra con tutta la vicenda?

L'alternarsi continuo di punti di vista, è riuscito a coinvolgermi parecchio. A volte sono rimasta incollata alle pagine con il fiato sospeso, ma in alcuni capitoli ho denotato alcune incongruenze come se mancasse un qualcosa da filo conduttore.
La cittadina di Dartmoor è cupa, attraverso le pagine si può sentire il freddo scorrerci sulla pelle e insinuarsi tra le nostre ossa. 
Il worldbuinding è accennato, ma a compensare vi sono le numerose illustrazioni che ci accompagneranno per tutta la lettura. Tutti i tasselli di un puzzle si ricomporranno e man mano conosceremo la verità dietro la quieta cittadina. 
Riti celtici, sangue e dolore. É così che possiamo descrivere a pieno l'opera di Targhetta, arriveremo al punto di chiederci chi è reale e chi no. E se tutto ciò che abbiamo vissuto tra le pagine è stato frutto di un sogno.

«Che cosa sono i sogni? 
Possibile che siano un insieme casuale di elementi che occupano la nostra mentre dormiamo? Pensieri fortuiti e imprevedibili che abitano nella nostra testa in attesa del nostro sonno? 
La narrazione è abbastanza scorrevole, infatti le pagine scorrono sotto i nostri occhi accompagnate dalle belle illustrazioni. A livello lessicale ho riscontrato qualche refuso e qualche ripetizione, che mi hanno fatto storcere il naso. 
Il lessico utilizzato è molto semplice e lineare, infatti non appesantisce la lettura e tutto ciò rende dinamicità alla storia. Non ho apprezzato sicuramente alcuni finali o meglio destini lasciati in sospeso. Avrei preferito che la storia presentasse più una dinamicità nel tessere le varie vite che incontriamo, ho riscontrato ciò anche nel finale. Il quale ho trovato un po' frettoloso e senza tanti fronzoli. 
Ho sobbalzato a qualche colpo finale inaspettato, che mi hanno suscitato molta curiosità e voglia di conoscere. Il mistery lascia spazio all'onirico che ci trasporterà in una dimensione a noi sconosciuta. 

E tu sei pronto a seguire Edith nell'edera per scoprire qualcosa sulla sua morte? Ti lascerai trasportare dal sogno?

sabato 24 luglio 2021

Recensione: "Il mistero di Poggio Ortica" di Francesco Ramilli.

Un libro per i più piccoli e non solo! La storia di Francesco Ramilli ci entra nel cuore e ci fa capire molti aspetti della società odierna. Grazie alle illustrazioni di Rachele Aragno sembra di star vedendo un film sul piccolo schermo. La penna dell'autore ci aprirà gli occhi, e il mondo che ci circonda non sarà più com'era prima. 


IL MISTERO DI POGGIO ORTICA
Francesco Ramilli

 

Editore: Il Castoro 
Formato: Copertina Rigida
Prezzo: Rigido 13,50€ 
Pagine: 177
Trama: Nel villaggio di Poggio Ortica tutti vivono in pace. Vernon il Volpone scrive poesie e sogna grandi imprese, Adele l’Anatra si prende cura dei suoi anatroccoli, e il Comitato veglia su ogni cosa. Presto ci sarà la festa più attesa dell’anno, e fervono i preparativi. Ma un delitto improvviso sconvolge i piani: Roger il Rospo è stato ucciso! Serve un’indagine approfondita. E due coraggiosi detective: chi meglio di Vernon e Adele? Ci vorrà tutto il loro coraggio per risolvere il caso... e per affrontare un nemico molto più pericoloso del previsto.

Il romanzo ruota intorno agli abitanti del villaggio di Poggio Ortica. La loro routine e tranquillità verrà sconvolta da un terribile omicidio, ma tutto ciò condurrà a una scoperta ben peggiore. Qui si uniscono due personaggi, i quali diverranno i principali per tutta la storia: Vernon Il Volpone e Adele l'anatra. 
Vernon è un sognatore, non c'è cosa che lo ispiri o che lo porti a sognare ad occhi aperti una realtà che esiste solo dentro di sè. Una personalità leggera, in cui si denota un'attenzione non indifferente per le arti. 
Adele invece è una mamma "chioccia", farebbe di tutto per i suoi piccoli anche se il mondo che la circonda la terrorizza. In lei si denota un'iniziale diffidenza nei confronti del Volpone, ma è solo dettata dalla paura e dai misteri che si stanno impadronendo di Poggio Ortica. 
Pensare che un'anatra e una volpe collaborino insieme è surreale, anche perchè noi tutti conosciamo la catena alimentare della natura. Uno è un predatore e l'altra la pedra, ma c'è qualcosa che spinge questi animali ad essere umanizzati. 

Infatti l'autore non ci fa pesare il concetto animalesco, anzi ci fa proprio vivere i personaggi come se fossero delle persone. Gli animali di Poggio Ortica si comportano come gli uomini, istituendo il loro villaggio e creando la loro nicchia. 
Ma oltre quel muro, che li spaventa tanto, c'è qualcosa di più e che nessuno riesce ad oltrepassare a causa del terrore che prevale. Ma quali insidie nasconde? Forse qualcosa che è stato celato per molto tempo o semplicemente il tutto è idealizzato?

«I cavalieri combattono i draghi solo per scoprire che i draghi sono dentro di loro.»
 La psicologia dei personaggi non può far altro che farci sorridere durante la lettura. Ammetto di essermi ritrovata, e soprattutto rispecchiata in Vernon il Volpone. Come se quest'ultimo evocasse il nostro Io più intimo, quello assopito e che non lasciamo che occhi indiscreti lo possano vedere. 
Gli animali all'interno del romanzo sono stereotipati, basti pensare ad Adele la quale è sempre in apprensione per i suoi piccoli e ovviamente in natura l'anatra cerca sempre di salvaguardare la sua prole. Ma c'è chi riesce a rompere questi stereotipi, infatti se inizialmente ci sembreranno dei personaggi statici nel corso del romanzo si avrà un'evoluzione.
Un incremento di personalità e determinazione in Vernon e Adele, i quali non soltanto infondono fiducia e speranza ma anche forza. 

Le descrizioni dell'autore sono minimali, ma ci fanno immaginare il villaggio e la quotidianità di  ogni personaggio. Sicuramente ho apprezzato le descrizioni emozionali, dove la paura verso l'ignoto spinge a compiere atti di coraggio. 
Sicuramente un insegnamento per i più piccoli, i quali dovrebbero essere invogliati a sfidare sè stessi in ogni situazione. 
Altra componente presente nel libro è sicuramente il concetto di: essere. Niente e nessuno può cambiare ciò che siamo, forse potrà mutare la nostra visione del mondo ma ciò che siamo sarà insito dentro di noi fino alla fine. 

«Il lieto fine dipende da come scegliamo di agire.
Ci sono storie buone e storie cattive.
Non sono tutte uguali.»
La narrazione è semplice e lineare, anche se ho trovato un po' di lentezza nell'ingranare la storia. A livello lessicale invece, i termini utilizzati sono molto semplici e sicuramente adatti al pubblico più giovane. Sicuramente sono rimasta affascinata dai temi trattati all'interno di un volume così piccolo, dove un occhio più attento non può scorgerli tra le righe. 
I personaggi così vividi grazie alle illustrazioni di Rachele Aragno. Sembra quasi di star vedendo un film di animazione sul piccolo schermo. 
Il finale è quasi inaspettato, e ci lascerà con tantissimi punti interrogativi. I segreti non rimarranno nascosti ancora per molto, la visione del mondo che conosciamo si stravolgerà e noi dobbiamo essere pronti! 

E tu sei pronto a scoprire chi si cela dietro l'orribile assassinio? Ma soprattutto affiancherai anche tu la bizzarra coppia di Vernon il Volpone e Adele l'Anatra?

giovedì 22 luglio 2021

Recensione: "La memoria del delitto" di Linda Ladd.

Incubi, oscurità e ricordi ormai dimenticati è così che si apre il romanzo di Linda Ladd. L'agente Morgan è vittima di una terribile amnesia e la nebbia nella sua mente offuscherà tutto ciò che ricorda. Ma Claire sarà in grado di riconoscere il buono e scoprire che i demoni del suo passato sono ancora presenti nella sua vita?


LA MEMORIA DEL DELITTO
Linda Ladd

 

Editore: Nua Edizioni
Formato: Copertina Flessibile & Ebook
Prezzo: Rigido 16,50€ Ebook 5,99€
Pagine: 395
Trama: Ricorda l'oscurità. Non riesce a ricordare perché il killer l'abbia scelta o cosa le abbia fatto. Ma la detective Claire Morgan sa che le è successo qualcosa di terribile la notte in cui uno psicopatico serial killer è evaso dal reparto psichiatrico. Per trovare piacere. Per trovare dolore. Per trovare lei…Ricorda l’orrore. Mentre si sta rimettendo in una località sul lago, Claire spera di mettere ordine tra i ricordi perduti. Ma è appena uscita dal coma e riesce a malapena a ricordare il suo amante, lo psichiatra Nicholas Black. Riuscirebbe a riconoscere il suo rapitore se lo rivedesse? Se dovesse tornare a cercarla?Ricorda i delitti. Se solo riuscisse a ricordare il suo viso o la sua voce… Se solo riuscisse a comprendere il male nella mente di quell’uomo o le profondità della sua crudeltà…Se solo sapesse quanto è vicino a lei e a tutte le persone che ama.

Risvegliarsi da un coma e senza ricordi per Claire è estenuante. Non riesce a riconoscere i volti di chi le vuole bene e la ama, ma si sente spaesata nel paesino dove vive. Un personaggio non semplice il suo. Tormentato dai suoi demoni e incubi del passato, ma c'è qualcuno che riesce a placare la sua mente in tempesta.
Inizialmente mi ha incuriosito particolarmente la vicenda della perdita della memoria, ma ammetto che l'autrice a livello medico abbia fatto un flop. Comprendo pienamente che sia semplicemente un libro, ma alcune dinamiche per il recupero della memoria sono solo narrate nei film e non possono essere applicate alla realtà. 
Altro intoppo per quanto riguarda la figura stessa dell'agente Morgan. Nonostante i suoi continui pensieri e strategie per ricordare il passato, credo che guardare semplicemente il suo compagno (di cui non si ricorda nemmeno il volto) e commentare la sua bellezza stoni col personaggio presentato dall'autrice. 
Nel corso della vicenda, man mano che riuscirà a mettere assieme dei pezzi del puzzle, Claire senta la necessità di lavorare. Come se il lavoro fosse la sua unica ragione per tornare a respirare ed a sentirsi completamente viva. 

Il personaggio secondario che prende piede sulla scena è sicuramente lo psichiatra affascinante Nick Black. Un uomo dalla bellezza sconvolgente e allo stesso tempo si getterebbe nel fuoco per la stessa Claire. Anche lui ha una psicologia che o si ama o si odia, ammetto che in alcuni momenti l'ho trovato un po' invadente nonostante rispettasse le scelte della protagonista. Avrei sicuramente approfondito un aspetto più psicologico di questo personaggio, giusto per non farlo sembrare agli occhi del lettore superficiale. 

Una cosa che piacevolmente mi ha sorpresa, è l'alternarsi dei pensieri della Morgan con quelli dell'antagonista. L'autrice è riuscita a mettermi curiosità e allo stesso tempo si denota una psicologia da vero e proprio psicopatico. 
La mancanza di empatia, il pensiero delirante e i suoi atti compiuti a sangue freddo ci fanno capire chi abbiamo davvero davanti. Da studentessa di psicologia, ho letteralmente amato questi particolari psicologici che non sono indifferenti. Anzi mi hanno stupito e lasciato senza fiato, si denota una ricercatezza da parte dell'autrice proprio per il personaggio dell'antagonista. 

«Doveva far riposare le cose, lasciarle tranquille, sentirsi rilassata e al sicuro; 
allora sì che alcuni ricordi sarebbero venuti a galla, illuminandola come un messaggio di Buddha.»
Mi sarei aspettata maggiore tensione e suspense, e soprattutto un thriller con una componente più sul versante psicologico. Ma nonostante tutto riusciamo ad entrare letteralmente nella fitta nebbia della mente dell'agente Claire Morgan. 
I nostri demoni o anche le nostre paure sono nascoste in modo recondito nel nostro cervello e agli occhi altrui. Ma c'è sempre una molla che li farà fuoriuscire. Ed è qui che si è concentrata maggiormente l'autrice, facendoci scoprire che l'animo umano è costellato da gioie e dolori. Molto spesso i secondi prevalgono sugli altri, e tutto ciò non fanno altro che costruire la persona o comunque plasmare la sua componente caratteriale. Che possa giovare al singolo oppure costruire un muro per nascondere la propria essenza. 
Mostrare ciò che realmente siamo alle persone a cui teniamo di più è spaventoso. É lacerarsi dentro, facendo vedere che seppur abbiamo affrontato molto ci sarà sempre una ferita aperta che continuerà a sanguinare. 
Un punto sicuramente a favore poichè tutto ciò mi ha permesso di comprendere a pieno la protagonista e la sua mente. Ma sicuramente come ho già anticipato il punto a sfavore è il recupero della memoria, poichè nella realtà è molto più complesso di ciò che può sembrare. 

Il worldbuilding è accennato, sappiamo che ci fa da sfondo un paesaggio tipico da un paesino circondato da un fiume. Dove le sponde vengono descritte per il via vai delle barche, e sinceramente ha particolarmente stuzzicato la mia fantasia. 

La narrazione è lineare e scorrevole, le pagine scorrono velocemente sotto i nostri occhi e così come le vicende si fanno strada nella nostra mente. Il lessico utilizzato è sicuramente molto semplice e diretto al lettore, e ciò non può solo che giovare alla lettura. 
Ammetto che i numerosi intoppi sia a livello "realistico" e per la mancanza di suspense mi sono ritrovata un po' a storcere il naso. Avrei sicuramente preferito maggiore attenzione per alcuni dettagli, ma soprattutto per poter delineare al meglio alcune luci ed ombre del libro. Il romanzo è comunque valido per una lettura leggera, tipica da spiaggia. 
Potrete anche leggere il libro senza aver letto i precedenti, poichè molte cose verranno riprese dalla protagonista stessa e verranno analizzate.
Il finale ammetto che mi è piaciuto, nonostante tutto io mi sia particolarmente "divertita" a scoprire la vera essenza dell'antagonista. Leggerei sicuramente altro dell'autrice, poichè la sua penna è scorrevole al punto giusto e da leggere in qualsiasi occasione. 


E tu sei pronto a scoprire i ricordi? Sei pronto ad affrontare il mostro?

lunedì 19 luglio 2021

Recensione: "Il tempo del Diavolo" di Glenn Cooper.

Quando leggi un romanzo di Glenn Cooper sai sempre che la realtà non è mai quello che sembra. La penna del famoso autore riesce a trasfondere nei libri immagini e sensazioni. Nelle sue descrizioni emerge la bellezza della Calabria che in buona parte del libro fa da sfondo.


IL TEMPO DEL DIAVOLO
Glenn Cooper

 (3.50)

Editore: Editrice Nord
Formato: Copertina Rigida & Ebook
Prezzo: Rigido 20,00€ Ebook 12,99€
Pagine: 376
Trama: Possono due bambine custodire il segreto della vita? Dalla finestra della sua nuova casa per le vacanze, Jesper Andreason guarda il mare nero lambire la costa della Calabria. La moglie e le due figlie dormono, e lui pensa a quanto gli mancheranno domani, quando dovrà rientrare negli Stati Uniti per un impegno di lavoro. Ma Jesper non arriverà mai in aeroporto. La mattina dopo, i domestici trovano la villa deserta. Non ci sono segni di effrazione e non è stato rubato niente. Nemmeno le ingenti risorse messe a disposizione dal nonno, il miliardario Mikkel Andreason, riescono ad aiutare le autorità a fare luce sul mistero. L'intera famiglia è svanita nel a. Quattro anni dopo, all'improvviso, le sorelle Andreason ricompaiono in quella stessa villa. Gli ingressi non sono stati forzati, le finestre sono chiuse dall'interno e le bambine non hanno nessun ricordo di cosa sia successo. Ma non è solo questo a sconvolgere Mikkel, bensì un altro fatto, ancora più inquietante: le nipotine non sono cresciute di un giorno. Per loro, il tempo non è passato. Nel giro di poche ore, la notizia fa il giro del mondo e si scatenano le teorie più audaci. Qualcuno sostiene si tratti di un miracolo, altri che sia una maledizione, soprattutto dopo la scoperta che entrambe le bambine sono affette dalla stessa forma di leucemia. Nessuno può immaginare che la verità, forgiata nel fuoco e nel sangue, si nasconda là dove la nostra speranza più ardita incontra la nostra paura più profonda…

Il libro inizialmente ci fa capire che la protagonista della vicenda possa essere la famiglia Andreason, che incontriamo sin dalle prime pagine. Un mirino puntato sull'immagine dei componenti del nucleo familiare e delle persone che ruotano intorno a loro. Ma tutto questo rapidamente si dissolve con il rapimento delle due figlie. 
Da lì, s'introducono due personaggi principali: il nonno Mikey e l'agente in pensione Marcus.
Il primo è il tipico miliardario americano, con una psicologia incentrata sull'egocentrismo e sull'autorità. Il secondo il suo antipodo, Marcus sopravvive ai propri demoni interiori combattendoli a volte con qualche bicchiere di troppo. 
Il rapporto lavorativo fra Mikey e Marcus s'interrompe, fino al momento in cui quattro anni dopo le bambine ricompaiono nella stessa casa e senza essere state minimamente toccate dallo scorrere del tempo. Da questo momento in poi s'innescano una serie di storie legate alle bimbe, in particolar modo si fa strada su una teoria surreale. Anche perchè Victoria ed Elisabeth sono affette dalla stessa forma di leucemia. 
Nel corso della narrazione il personaggio di Marcus risulta essere quello meglio delineato. Il classico agente dell'FBI che a causa di un duro colpo nel corso della sua attività lavorativa, decide di ritirarsi. Sfoga le sue frustrazioni e tormenti nell'alcool, senza mai raggiungere livelli di autodistruzione.  La forza per superare tutte le avversità sarà data dall'affetto delle due bambine, anche dai piccoli gesti come: giocare con "zio" Marcus. 

«Non l'ho apprezzata quanto avrei dovuto.
Io venivo sempre prima.
Per come la vedevo io, prima c'era il mio Paese, poi la mia carriera e poi lei.
Vi rendete conto dell'assurdità?»
 Nella storia oltre i personaggi principali vi sono i secondari, ma l'autore non ha ben delineato le loro caratteristiche psicologiche. 
A metà libro s'introduce la figura dell'antagonista, e da amante dei cattivi sono rimasta affascinata. Non possiamo dire molto sulla sua professione, ma la sua psicologia è marcata dalla cattiveria, egocentrismo e la mancanza di empatia coniugata al suo grande intelletto. Sarà molto bravo a costruire una realtà alternativa, per mascherare il proprio operato. 

Da figlia di Calabria mai mi sarei aspettata un'opera di un autore internazionale incentrata nella mia Terra. Il territorio calabrese fa da sfondo a tutta la storia, così come il contesto sociale permeato dagli stereotipi degli appartenenti alla ndrangheta. Devo dissentire sulla descrizione del colore del mare, da noi in un turchese splendente e descritto dall'autore come cupo e tetro. Le ambientazioni sono fotografiche, sembra quasi di vedere il vetro di plexiglass che circonda il terrazzo per impedire alle bambine di cadere giù. 
Glenn Cooper ha anche una buona conoscenza delle armi e delle tecniche di combattimento, le quali vengono ben esposte nella narrazione. Una ricerca minuziosa dei dettagli, che ci fa ben comprendere lo sviluppo degli eventi legati al rapimento prima e alla difesa dopo delle bambine. 

«Cresceranno, invecchieranno e moriranno, come tutti», disse asciugandosi gli occhi
«Almeno però adesso sono nelle mani di Dio, non in quelle del Diavolo.»
La narrazione perde di carica narrativa poichè presenta alcuni elementi intuibili durante la lettura, quasi scontati. Il lessico utilizzato è molto scorrevole e la lettura procede senza intoppi, tuttavia non si resta col fiato sospeso fino alla fine. Sebbene approcciandosi ad un libro di Glenn Cooper ci si aspetti una trama fitta e variegata, in questo volume i filoni narrativi sono perlopiù due. Nella descrizione del lavoro dell'agente Marcus e dei "cattivi" della storia, riprende molto i polizieschi anni '70, questa similitudine non ha dato molta carica al libro... Lasciandomi con l'amaro in bocca. 
Molto da ridire sul finale, alquanto scontato e allo stesso tempo intuibile per la mancanza di suspense. Avrei approfondito di più la figura dell'antagonista, nonostante sia ben delineato, avrebbe dovuto avere ancora maggior spessore nella parte conclusiva del libro. 
Il romanzo non raggiunga i livelli de "La biblioteca dei morti", ma lo consiglio perchè anche se il finale lo si scopre simultaneamente alla lettura, la vera realtà della storia ben s'innesta nel tessuto sociale odierno e nei dubbi sullo scorrere del tempo e dei suoi effetti sull'uomo. Come ho già anticipato bisogna ricordare: la realtà iniziale differisce sempre dal finale. 

Anche tu sei pronto a scoprire le varie piste assieme a Marcus? Vuoi sciogliere anche tu il vero interrogativo sull'età delle bambine?

sabato 17 luglio 2021

Recensione: "Hexed - Il diavolo che conosco" di Michael Alan Nelson.

Una graphic novel dalle tinte dark, che ci ammalia e ci fa addentrare nelle sue tavole. Lucifer, è una ladra dell'occulto la più famosa e conosciuta. Michael Alan Nelson ci presenta la sua opera con una trama delineata e intrigante, con una protagonista che ci terrà testa fino all'ultima pagina. 


HEXED - IL DIAVOLO CHE CONOSCO
Micheal Alan Nelson, Emma Rios & Dan Mora

 

Editore: Edizioni BD
Formato: Copertina Flessibile
Prezzo: Flessibile 18,00€ 
Pagine: 112
Trama: Dicono che non ci sia onore tra i ladri, e nel sottobosco dell'occulto le cose sono ancora più pericolose. Luci Jennifer Inacio Das Neves (per gli amici, "Lucifer") si guadagna da vivere rubando su commissione straordinari artefatti magici, che soffia dalle mani di oscuri abitanti degli inferi nel macabro ventre della città. Un'abitudine che le varrà molti nemici, nemici potenti. Quando viene ricattata a causa di uno dei suoi furti e trascinata in una spregiudicata lotta per il potere, Lucifer si ritroverà a dover combattere per la vita del suo datore di lavoro... e per la propria! Un racconto horror al femminile che mescola le atmosfere di Tomb Raider e Buffy the Vampire Slayer, scritto da Michael Alan Nelson e illustrato da Emma Rios e Dan Mora.

Dietro il personaggio di Lucifer aleggia un velo di mistero, la donna è un'abile ladra appare come un fantasma e scompare con la refurtiva in egual modo. La protagonista è caratterizzata dalla determinazione, impulsività ma anche da una forte testardaggine, che la condurrà sulla via di scelte non molto semplici da fare.
La protagonista non sarà sola in questa avventura, verrà affiancata dalla sua amica e socia Val. Quest'ultima ha una collezione indefinita di molti artefatti rari. Val non è solo un'amicizia per Lucifer, la donna essendo più grande della giovane instaura un rapporto quasi parentale con quest'ultima. 

Lucifer essendo conosciuta ha anche molti nemici, e la graphic novel si apre proprio così: un ritorno dal passato. Un uomo la cerca, brama la sua testa come l'oggetto che gli ha sottratto. L'abilità della protagonista è magistrale sia nel trovare i piani B ma anche per riuscire a raggirare il suo nemico. 
Il secondo episodio all'interno del volume ci presenta un personaggio incontrato nel primo, il quale non posso citare per evitare eventuali spoiler. Ma il quale ci trasporterà nelle tinte ancora più cupe della graphic novel, dove le tavole sono tra le più descrittive ed evocative possibili.

Questi due racconti ci introducono nel nostro mondo dove la stregoneria e l'esoterismo regnano indisturbati. Le tinte cupe e disturbanti delle varie tavole ci faranno soffermare per cogliere qualsiasi dettaglio e minuzia del lavoro degli illustratori. Sul finale verremo un po' stroncati poichè il tutto si stava evolvendo in un'azione e dinamismo mai visto, e ciò mette curiosità al lettore che dovrà attendere il prossimo volume per saperne di più. 
Le tavole come ho già anticipato sono dai colori sgargianti ma anche tra i più "profondi." I disegni vividi accompagnano la narrazione con pathos ed espressività della protagonista e delle sue avventure. Il ritmo narrativo è incalzante e sostenuto, alternato da frasi della protagonista o da veri e propri monologhi interiori. A volte pecca di alcune descrizioni necessarie per la trama, come se vi fossero dei piccoli buchi. Infatti il passato dei personaggi non si conosce, il tutto è avvolto da una nebbia fitta che non ci fa intuire ciò che li ha portati ad essere quello che sono. Ma penso che questo possa essere un ottimo spunto per il prossimo volume. Alcune tavole sono dalle tinte così dark che sfociano all'horror, e devo dire che quest'opera tutta femminile mi fa capire del girl power presente nella storia. La protagonista non è semplice da comprendere e amare, lascia dietro di sè una scia di dolore e solitudine incolmabili. Ma c'è un ma, una sua forza interiore che la spinge costantemente a fare ciò che deve, sacrificando anche sè stessa. 
Il mondo creato all'interno delle tavole è surreale ed ammaliante. Il vortice colorato delle tavole ci ammalia sin all'ultima pagina dove ci troveremo costretti a chiederci "E adesso?".


Azione, furbizia e femminilità si fondono per dar vita a questa graphic novel. Non puoi assolutamente perdertela! e tu combatterai fianco a fianco assieme a Lucifer?

giovedì 15 luglio 2021

Recensione: "Il Circo della Notte" di Erin Morgenstern.

Ritornare tra le pagine de "Il Circo della Notte" è magico, sorprendente e soprattutto strabiliante. La penna di Erin Morgenstern ammalia e coinvolge, il mondo creato dalla stessa autrice è permeato da elementi che ci trasportano in un immaginario surreale. 


IL CIRCO DELLA NOTTE
Erin Morgenstern


Editore: Fazi Editore
Formato: Nome Editore
Prezzo: Flessibile 15,00€ Ebook 9,99€
Pagine: 514
Trama: Il circo apre al crepuscolo e chiude all’aurora. Inaugurato nella Londra vittoriana di fine Ottocento, gira per tutto il mondo, con un seguito di sognatori conquistati per sempre dalle sue meraviglie. Ogni notte, nei tendoni a strisce bianche e nere vengono messi in scena spettacoli sofisticati e numeri incredibili, tanto da sembrare magici. In realtà, dietro le quinte del circo è in corso un duello di veri incantesimi, di cui solo pochi sono a conoscenza. Celia e Marco sono due giovani maghi addestrati fin dall’infanzia a combattere l’uno contro l’altra dai loro rispettivi mentori, due misteriosi esperti dell’occulto, rivali fin dalla notte dei tempi. Mentre l’illusionista Celia incanta tutte le notti il pubblico nel suo tendone, il discreto Marco, ingaggiato come assistente dal proprietario del circo, controbatte creando attrazioni sempre più elaborate e potenti. Nessuno ha messo in conto, però, l’amore che quasi inevitabilmente sboccia tra i due; un sentimento così profondo e prodigioso che scatena pericolose scintille a ogni sguardo rubato e che travolge un’intera sala non appena le loro dita si sfiorano. Ma la sfida tra Celia e Marco non può durare in eterno e solo uno di loro ne dovrà essere il vincitore. Gli anni passano, il circo diventa sempre più celebre ma il destino di tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questo meraviglioso luogo è in bilico, proprio come gli acrobati che volteggiano ogni notte nei tendoni. Con la prosa ricca ed evocativa che ha dato vita al labirinto de Il Mare Senza Stelle, Erin Morgenstern vi trascinerà insieme a tanti personaggi indimenticabili in un’affascinante avventura all’insegna di stravaganza e ambizione, dove l’amore è solo una fra le tante magie alle quali non ci si può sottrarre. Chi sarà a trionfare con l’ultimo incantesimo?

Il circo è il luogo dei sogni e della magia, appare così inaspettato e scompare in altrettanto modo. Ogni personaggio è fondamentale per dar vita a ogni incantesimo ma soprattutto alla lettura. Citarli tutti sarebbe impossibile ma i due veri protagonisti sono: Celia e Marco.
Celia, una giovane donna forte e indipendente. Cresciuta senza ricevere un briciolo d'amore dal padre e lei non ha mai preteso che lui glielo donasse. Ha sempre la risposta pronta, riesce ad essere enigmatica ma allo stesso tempo pungente nei discorsi e nelle sue imprese. Ha costruito intorno a sè una corazza per non far scalfire il suo essere da estranei. 
Marco d'altro canto è pacato e tranquillo, a volte il suo essere è quasi trasparente. É un personaggio che rimane sullo sfondo, dove la sua solitudine non ha fatto altro che istruirlo per la sua sfida, ma non a creare una personalità solida. La differenza tra i due è netta, sono i due poli antipodi, gli scontri tra i due non saranno pochi. 
Inutile pensare che il loro rapporto possa evolversi in qualcosa di più, ma l'autrice è riuscita a far comprendere il perchè del loro avvicinamento ma soprattutto lasciando il giusto spazio a tutta la storia. 
"Il Circo della Notte" è qualcosa di più di un semplice libro: è fatto da emozioni vere e forti. I temi sono tantissimi all'interno del romanzo, come l'amore ma soprattutto il dolore.
Un dolore sordo dove i protagonisti sono legati sin dalla nascita, dove si riesce a percepirlo attraverso le pagine e ad abbracciarlo per farlo nostro. La sfida è l'elemento centrale: sfidare il proprio essere ma anche l'altro. Superare ogni limite che ci poniamo, combattere per ciò che vorremmo e ciò che siamo. Arriviamo al punto di comprendere le verità narrate tra le righe del romanzo.

«Andare a pezzi è la cosa più facile, si rende conto.
Il difficile è ricomporli.
É come quando da bambina si guariva la punta delle dita, ma portato all’estremo.
C’è così tanto da riequilibrare, mentre prova a far ricombaciare i lembi.
Sarebbe facile arrendersi.
Sarebbe più semplice.
Meno doloroso.»
La magia si muove tra le pagine e i tendoni del circo, come un venticello che smuove gli alberi. L'autrice non ci spiega la componente magica all'interno del romanzo, sebbene all'inizio possa sembrare un difetto è forse dettato dalla voglia di far comprendere al lettore l'essenza del romanzo.
Un libro che insegna a come sognare, o dove i sognatori sono i benvenuti. "Il Circo della Notte" si fonde con la realtà del 1800, dove cene magia sono all'ordine del giorno. Il circo non è come lo si aspetta, anzi non vi sono animali o fenomeni da baraccone. All'interno di quei tendoni vi sono in atto delle magie vere e proprie, che seppur il più ingenuo possa pensare che sia una semplice illusione. Ma chi siamo noi per dire ciò che è reale e ciò che non è. Lo stato onirico delle pagine all'inizio ci spiazza, ci vuole prima che si entri nel grande ingranaggio della trama. Ma successivamente staccarsi da esse è così difficile, poichè non si vuole abbandonare il sogno ad occhi aperti che il romanzo ci dona. 
Il Circo è il protagonista indiscusso di questo libro: sfondo, scena e burattinaio. Una macchina creata per far sognare che prende vita e si trasforma, cambia ed evolve. La storia dei personaggi diventa la Storia del Circo e viceversa, fino a creare un'indistricabile memoria.
Il worldbuilding è fantastico. Le descrizioni dei tendoni, delle attività e ogni cosa non è lasciata al caso. Vi sono delle descrizioni visive e anche olfattive che ci teletrasportano all'interno, catapultandoci nei tendoni più belli. Verremo accompagnati tra le diverse epoche, dove le due linee temporali si uniscono e si fondono. Le immagini descrittive ci lasciano esterrefatti, un romanzo curato nell'estetica sia a livello lessicale ma anche per la costruzione della realtà che ci viene proposta. Aleggia il mistero dietro a questo circo, che a lungo andare acquisterà sempre più successo. La gente ne rimane ammaliata, e non si spiega perchè apra solo la notte ma allo stesso tempo lo "inseguono" di paese in paese alla ricerca di nuove avventure ma anche i nuovi tendoni. 

La sfida è l'elemento centrale. I due protagonisti devono sfidarsi, e ovviamente vi è sempre un prezzo da pagare e questa volta è molto alto. Tutto incomincia così, non comprendendo la vera natura della base di questo "duello" magico. Ma man mano diventa sempre più comprensibile, più palpabile l'ansia che cresce e soprattutto ci domanderemo: "chi sarà tra i due a vincere?"
 I due duellanti hanno doti differenti ma allo stesso tempo riescono a colmare i vuoti dell'altro, come due puzzle s'incastrano alla perfezione. 
Ma il destino è stato già scritto e la loro vita è giù segnata, ci sarà tanto da comprendere e da fare. Ma molto spesso i protagonisti prendono delle scelte, e le conseguenze saranno irreparabili. Come faranno a liberarsi del fato che ha già deciso tutto per loro? Come riusciranno a sopravvivere a un destino già scritto?

«Sono stanca di cercare di tenere insieme cose che non possono essere tenute insieme» dice Celia quando lui le si avvicina. «Di controllare ciò che non può essere controllato. Sono stanca di negare a me stessa ciò che desidero per paura di rompere cose che non sono in grado di riparare. Si romperanno comunque, nonostante tutto.»
Elementi esoterici si mescolano per dar vita al romanzo. É stato davvero difficile scindere le emozioni che mi ha lasciato il romanzo, non potevo perdermi questa nuova edizione Fazi essendo uno dei miei libri preferiti. 
Talvolta i libri ci lasciano inspiegabilmente un pezzetto di loro, come noi lo lasciamo tra le loro pagine. Così la vicenda che conosciamo ci scava dentro lasciandoci mille emozioni. La componente emozionale fa parte di essa, ci ammalia e scava all'interno fino a rubarci quel piccolo ricordo che vorremmo tenere solo per noi. Ritrovarsi nei personaggi è facilissimo, ma sentirsi parte integrante della storia e vivere il tutto con i loro occhi è un'altra cosa. La Morgenstern punta a stupire il lettore attraverso la bellezza e la magnificenza di ogni frase o descrizione.

«Il passato ti si appiccica addosso come lo zucchero a velo alle dita. 
Alcuni tentano di spolverarlo via, però non c’è niente da fare: gli eventi e le cose che ti hanno portato dove sei ora restano lì per sempre.»
La narrazione seppur lineare all'inizio ci fa un po' sentire sballottati per via delle diverse linee temporali che s'intrecciano, oppure dell'utilizzo del presente come se dovessimo vivere in prima persona ogni cosa. A livello lessicale i termini utilizzati sono vari, ma in particolar modo l'autrice utilizza frequentemente le similitudini che accompagnano il discorso. Come ho già anticipato, la cura dei dettagli è maniacale e allo stesso tempo la magnificenza ci accompagna durante la lettura e tutto ciò mi rimanda ai romanzi classici (vecchio stampo).
La storia seppur abbia un decorso lento, tra le pagine vi è un crescendo che ci lascerà stupiti dal sogno che avremo appena vissuto.
Sì, perchè "Il Circo della Notte" è fatto di: sogni, velluto ed emozioni. Il tutto amalgamato dalla magia, che fa da collante. 
L'autrice è riuscita a trasmettermi tanto e a donarmi tanto attraverso questa storia, ammetto che la rilettura è stata proficua. Sono ritornata anch'io al Circo ma questa volta con consapevolezza ed emozioni diverse da quando lo lessi anni fa. 
Il finale sicuramente ci lascia un po' attoniti, ho sempre pensato fosse frettoloso ma col senno di poi ho compreso il perchè di questa scelta. Il Circo di giorno sembra addormentato, è di notte che avviene il suo risveglio.


Sei pronto ad avventurarti tra i tendoni e le magie del Circo, Celia e Marco ti aspettano... Al Circo della Notte.