lunedì 5 aprile 2021

Recensione:"The Witcher - Il guardiano degli innocenti" di Andrzej Sapkowski.

Sono sempre rimasta affascinata dalla saga di "The Witcher", non soltanto per la serie Tv che dovrei recuperare al più presto, ma anche dal personaggio di Geralt. Una raccolta di racconti che abbraccia diverse linee temporali, ecco cosa ci presenza Sapkowski. Combatteremo affianco dello strigo dei mostri terribili. Ma dietro quelle creature si nasconde la malvagità umana e, non si riuscirà più a distinguere chi assuma delle sembianze mostruose.

THE WITCHER - IL GUARDIANO DEGLI INNOCENTI
Andrzej Sapkowski

 

Editore: Nord 
Formato: Copertina Flessibile & Ebook
Prezzo: Flessibile 14,90€ Ebook 4,99€
Pagine: 372
Trama: Geralt è uno 'strigo', un individuo più forte e resistente di qualsiasi essere umano, che si guadagna da vivere uccidendo quelle creature che sgomentano anche i più audaci: demoni, orchi, elfi malvagi... Strappato alla sua famiglia quand'era soltanto un bambino, Geralt è stato sottoposto a un durissimo addestramento, durante il quale gli sono state somministrate erbe e pozioni che lo hanno mutato profondamente. Non esiste guerriero capace di batterlo e le stesse persone che lo assoldano hanno paura di lui. Lo considerano un male necessario, un mercenario da pagare per i suoi servigi e di cui sbarazzarsi il più in fretta possibile. Anche Geralt, però, ha imparato a non fidarsi degli uomini: molti di loro nascondono decisioni spietate sotto la menzogna del bene comune o diffondono ignobili superstizioni per giustificare i loro misfatti. Spesso si rivelano peggiori dei mostri ai quali lui dà la caccia. Proprio come i cavalieri che adesso sono sulle sue tracce: hanno scoperto che Geralt è gravemente ferito e non vogliono perdere l'occasione di eliminarlo una volta per tutte. Per questo lui ha chiesto asilo a Nenneke, sacerdotessa del tempio della dea Melitele e guaritrice eccezionale, nonché l'unica persona che può aiutarlo a ritrovare Yennefer, la bellissima e misteriosa maga che gli ha rubato il cuore...

Sentendo solo commenti entusiasti verso la serie Tv di "The Witcher", non posso negare di aver preferito prima leggere il libro. Questa raccolta di racconti di mi ha dato la possibilità di conoscere di più sul protagonista della storia, abbracciando anche diverse linee temporali della sua vita. Una psicologia complessa è sicuramente quella dello strigo, non soltanto segnato dal passato e dal disacco dai genitori dovuto prematuramente. 
Il protagonista sicuramente è molto taciturno, determinato e allo stesso tempo astuto. D'altronde è sicuramente nella sua natura esser così, ma dentro il suo cuore noi riusciamo a percepire un vuoto. Quel vuoto che non riesce a colmare, che lo scava dentro e lo chiama dal suo Abisso più profondo. Durante la lettura sicuramente non potremo fare a meno di notare della fragilità umana di cui è caratterizzato il personaggio. Un elemento essenziale della sua psicologia, che ho apprezzato molto, anche perchè dona nel complesso naturalezza e allo stesso tempo realismo al personaggio.
Lo strigo non sarà solo in queste sue avventure, incontreremo molti personaggi secondari ma di certo quelli che ci colpiranno di più saranno: Ranuncolo e Yennefer. Ranuncolo poeta e cantore canta le sue avventure assieme a Geralt, la sua psicologia seppur definita superficialmente ci fa comprendere che genere di uomo sia. Le sue passioni oltre alla poesia sono: le donne, infatti all'interno del romanzo verranno citate delle situazioni abbastanza divertenti.
Di Yennerfer conosciamo ben poco, ma quello ci basta per farci un quadro generale sulla sua personalità. Maga potente e allo stesso tempo affascinante, la donna è sicuramente ammaliata dal potere e da ciò ne deriva il suo egoismo. Irretita sempre di più da ciò che le manca, come se anche lei dovesse colmare un vuoto interiore che le squarcia il petto. 
Passato e presente s'intrecciano sotto i nostri occhi, lasciandoci attoniti di fronte alla complessità dei personaggi e al mondo creato dall'autore.

«Il mio destino? 
Mi segue passo passo, ma io non mi guardo mai le spalle.»
In alcuni racconti coglieremo sicuramente delle similitudini o comunque dei retelling delle stesse favole della Disney. Ovviamente vi sono anche dei riferimenti ad altre storie, ma sempre in una chiave dark e cupa. Infatti questa visione dei racconti ci ammalia e stupisce, poichè le tematiche al loro interno sono così attuali che ci spaccano il cuore.
Possiamo trovare molti insegnamenti tra cui: il razzismo, l'odio e sicuramente la crudeltà. Gli umani spaventati dalle terrificanti creature ricorrono all'odio e alla violenza per isolarle o ucciderle. Un argomento molto importante, che sicuramente colpisce anche il nostro protagonista visto da tutti come: un semplice strigo che necessita di un compenso per le uccisioni.  
Molto spesso sono le stesse creature che si mostrano ai nostri occhi indifese e che necessitano di una sorte migliore. In particolare vi è il racconto "Un briciolo di verità", che vi spaccherà il cuore e allo stesso tempo vi farà dubitare sull'indole umana. Infatti come ho preannunciato, Sapkowski ci fa intuire che molto spesso i mostri che incontriamo non sono malvagi, e al contrario gli uomini possono essere sotto delle mentite spoglie. 

All'inizio della raccolta possiamo sentirci spaesati, anche in assenza di una mappa illustrativa, ma la scrittura dell'autore ci fa immergere in un mondo tutto diverso. Un amante del fantasy come me non può fare a meno di constatare: che il worldbuilding creato dall'autore sia sensazionale.  Le descrizioni sono fotografiche, cupe ed angosciose accompagnate da un velo di mistero. L'autore ci narra di: luoghi di guerra, popoli di combattenti e leggende che ci spiazzano a tal punto da venir assorbiti dalla storia stessa. I nomi e i luoghi sono molti da memorizzare, ma Sapkowski fa in modo che il lettore non si stanchi e non si confonda durante i racconti anzi lo invoglia a continuare. I popoli che incontreremo e così come le singole persone ci rimarranno addosso per le storie e le vicende che li colpiscono. 

«Gli uomini amano inventare mostri e mostruosità. 
Così hanno l'impressione di essere loro stessi meno mostruosi.»
Quando ci si approccia a una raccolta di racconti fantasy, ci si può aspettare una narrazione serrata o confusionaria specialmente per le diverse linee temporali. Ma grazie all'autore mi sono dovuta ricredere. La penna do Sapkowski ci apre una visione diversa sulla narrazione: dove il sarcasmo e la schiettezza pregnano tutta l'opera. Devo dire che sono rimasta ammaliata dalla presentazione della storia e della sua fluidità, mi sono persa tra le pagine senza rendermene conto accompagnando lo strigo in ogni sua avventura. 
Il lessico utilizzato è ricercato e allo stesso tempo d'uso quotidiano, non troviamo descrizioni o vocaboli che possano appesantire il testo anzi si sente proprio la fluidità della storia anche da semplici parole. Le ambientazioni dark ci ammaliano e ci tengono incollati alle pagine, poichè è qualcosa fuori dall'ordinario comune del fantasy d'oggi. Ho sicuramente apprezzato il ribaltamento delle favole che conosciamo, infatti l'autore è riuscito a rendere ciò che era incanto in disincanto e crudeltà.
Sicuramente ciò che mi ha lasciata un po' perplessa è il finale, ma anche perchè mi aspettavo di conoscere ancora di più la storia di Geralt. La raccolta ci lascia proprio sul più bello, dove l'adrenalina è a mille e le emozioni ci travolgono, non vedo l'ora di scoprire il destino del nostro strigo.

Affilate le lame e sellate i cavalli, assieme al nostro strigo ci dirigeremo verso nuove avventure!

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