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lunedì 28 dicembre 2020

Recensione: "Una storia d'Inverno - Parte prima" di Sabrina Pennacchio.

Una storia che ci porta nella Valle dei fiori di Loto. Un romanzo struggente e allo stesso tempo adatto al periodo natalizio. Ho scelto di leggere il romanzo di Sabrina Pennacchio il giorno di Natale, e in men che non si dica mi sono ritrovata a fine libro con le lacrime agli occhi. Fēng Sì Mӑ ci ammalierà con la sua solarità e determinazione. Una fantastica ispirazione di una leggenda cinese, la penna di Sabrina vi lascerà senza fiato.


UNA STORIA D'INVERNO - PARTE PRIMA
Sabrina Pennacchio


Editore: Amazon Publishing
Formato: Copertina Flessibile & Ebook
Prezzo: Flessibile 6,50€ Ebook 1,99€
Pagine: 142
Trama: " Fin dove può spingerci il sentimento chiamato amore? " La Principessa Troll Fēng Sì Mǎ, Padrona de La Valle dei Fiori di Loto del Mondo Immortale, ama molto visitare il mondo degli umani: come Spirito dell’Acqua, non è difficile per lei nascondersi nel lago per osservare coppie di innamorati scambiarsi dolci della luna chiamati “Bacio d’Inverno”, di cui lei stessa è ghiotta. Ma è proprio la sua curiosità verso gli umani che la metterà nei guai, da cui verrà salvata da un misterioso pescatore di nome Guò Duàn Mù. Il loro incontro, tuttavia, crea inevitabilmente una connessione pericolosa tra i due. Per la giovane Fēng, che ha vissuto trentamila anni senza mai provare simili sentimenti verso qualcuno, è tutto nuovo ed eccitante, ma il Mondo Mortale è per lei molto più pericoloso di quanto si possa pensare… E quello che è successo allo Spirito con la coda di mucca ne è una dimostrazione.

L'autrice prima di avvicinarci alla lettura del suo romanzo ci fa una premessa. "Una storia d'inverno" è una rivisitazione di una leggenda, dove un Troll dalla coda di mucca riceveva attraverso i fori nel ghiaccio dei dolcetti. Un giorno gli uomini non si presentarono e morì bloccata a causa della superfice ghiacciata.

Fēng Sì Mǎ è un'immortale dalla bellezza stupefacente. I suoi lunghi capelli argentei, che arrivano sino ai piedi, la fanno apparire come una Dea. Notiamo sin dalle prime pagine che la principessa ha un certo interesse per il Mondo Umano. Allo stesso tempo il suo carattere ribelle e solare spicca tra le pagine del romanzo, la sua è una psicologia a cui ci si affeziona sin da subito. Il suo essere uno Spirito d'Acqua la fa apparire limpida e pura ai nostri occhi, come se fosse fatta della stessa essenza di cui è padrona.
Ma l'incontro casuale con un mortale la porterà su una strada, quella dell'amore. Un sentimento così forte, struggente e per cui lotterebbe contro tutti. La protagonista è agguerrita per rivendicare il suo sentimento, e la stessa cosa vale per Guò Duàn Mù. L'uomo, all'apparenza molto più grande di lei, riesce finalmente a sentire il morso pungente dell'amore. La leggenda del filo rosso gli porterà la felicità meritata, ma a volte il destino è beffardo come li ha fatti unire li potrà separare. Come anime gemelle, legate da un solo destino il loro sentimento è qualcosa di forte e allo stesso tempo che va a sfidare ogni persona. 

"Si diceva che un Immortale potesse non innamorarsi mai o, nel momento in cui il suo sguardo avesse incontrato quello predestinato, sarebbe bastato un attimo, un solo sorriso, a fargli amare per sempre quell’unica persona."
A volte basta un istante. Anche uno sguardo, o un semplice atteggiamento per attirare l'attenzione su una persona. Il sentimento di cui i protagonisti sono "vittime" è qualcosa di totalizzante. L'amore può essere allo stesso tempo dolce ma anche doloroso, ed è proprio questo a cui i due vanno incontro. Narrare di un sentimento così complesso, soprattutto in un romanzo così breve, a molti potrebbe sembrare l'istalove per eccellenza. Ma ammetto, da grande scettica quale sono, che l'emozione che troviamo all'interno del libro mi ha totalizzata e paralizzata di fronte la sua impotenza. L'autrice ci fa riflettere su ciò che proviamo, ci narra di questo amore potente e allo stesso tempo burrascoso. Come un fulmine a ciel sereno l'amore squarcia la solitudine del pescatore, e nella sua vita viene catapultata una giovane ragazza Immortale. Ma il loro rapporto fuoriuscirà allo scoperto o saranno costretti a nascondersi?

"Voleva memorizzare ogni suo dettaglio, ogni suo lineamento, quasi temesse che tutto potesse svanire da un momento all’altro."
 Dimenticate le lucine di Natele e ogni cosa ricollegata alle festività, qui ci viene narrata una Cina magica ed estemporanea. Il worldbuilding è magistrale, il lettore riesce a immergersi nella lettura senza che questo sia troppo pesante e didascalico. Le scene al lago o nel paesino sono magiche. Riusciamo persino a sentire l'aria fredda che ci sfiora il viso, o sentire l'odore pungente dei dolci appena sfornati. Molto particolari e allo stesso tempo affascinanti sono i dettagli per ogni inizio capitolo, ovvero i proverbi cinesi che ci vengono proposti. Che analizzando singolarmente, e poi in una visione complessiva del capitolo ci fanno capire tante cose.

"Si dice che vi sia un filo invisibile che lega il mignolo di una persona con quella a lei destinata. Tutto ciò è voluto dai Cieli e da colui che si occupa del nostro Fato. Se viene scritto che quella persona è a noi destinata, nulla potrà cambiarlo."
La narrazione è fluida e allo stesso tempo coinvolgente. Il lettore viene rapito dalle pagine e ci si trova a leggere senza sosta. Il lessico utilizzato è molto semplice ma allo stesso tempo ricercato, infatti vi sono delle piccole accortezze all'interno del romanzo che ho apprezzato. Sono stata sempre affascinata dalle leggende, e questa sorta di rivoluzione della leggenda cinese mi ha fatto ancor di più appassionare alla lettura. Sabrina Pennacchio ha una penna che ammalia e allo stesso tempo dolce, riusciamo a percepire ogni cosa grazie al suo stile particolare. L'intensità del romanzo ci attanaglia l'anima con un colpo, ci rapisce e ci fa sorridere tra le lacrime. A questa storia non vi è un vero e proprio lieto fine, e perciò non è proprio come non ci si aspetta. "Una storia d'inverno" si può riassumere in tre parole: amore, dolcezza e dolore. Un libro malinconico ma allo stesso tempo magico, che ci trasporta alla Valle. Ho quasi pensato di paragonare la storia a una fiaba, poichè è proprio questo che ho sentito leggendola. La sua brevità mi ha spiazzato, avrei voluto leggere molto di più e assaporare ogni emozione, ma d'altronde era così che la sorte ha scelto come dovesse andare.

Vi piacciono le leggende?Non potete assolutamente perdervi questo romanzo. Verrete ammaliati dalla scrittura dell'autrice e dalla storia dei due innamorati.

mercoledì 23 dicembre 2020

Recensione: "La ragazza degli orsi" di Sophie Anderson.

 Il romanzo di Sophie Anderson ha molto da insegnare, sia a grandi che piccini. Verremo catapultati in un paesino russo dove ormai l'inverno è alle porte, il gelo colmerà tutte le nostre insicurezze. Yaka è una ragazzina alla ricerca di sè stessa e della sua storia. Intraprenderà un viaggio all'interno della foresta, dove conoscerà e scoprirà che nelle storie c'è sempre un fondo di verità.


LA RAGAZZA DEGLI ORSI 
Sophie Anderson

  

Editore: Rizzoli Libri
Formato: Copertina Rigida & Ebook
Prezzo: Rigido 17,00€ Ebook 9,99€
Pagine: 370
Trama: La mia mamma adottiva, Mamochka, dice che avevo all'incirca due anni quando mi trovò fuori dalla grotta dell'orsa. Dice che me ne stavo in piedi nuda nella neve, ma con le guance rosa e calde e il più grande dei sorrisi. Capì all'istante che eravamo destinate a stare insieme. Yanka si interroga da sempre sulle proprie origini: è sicura che il mistero che avvolge la sua nascita abbia a che fare con l'irrequietezza che le agita il cuore. Per quanto ami il villaggio in cui è cresciuta con la madre adottiva, infatti, Yanka sente di appartenere a un altro mondo. La natura sembra parlarle; la foresta che circonda la sua casa le sussurra richiami sempre più insistenti. È lì, lei lo sente, che si nascondono le risposte che cerca. È lì, tra fiumi gelati e vulcani infuocati, che vive il ricordo di una storia scintillante come il più limpido cielo notturno. La sua storia: quella di Yanka l'orsa. Età di lettura da 9 anni.

Leggo romanzi per ragazzi da anni, e quando ho visto la copertina de "La Ragazza degli orsi" ne sono rimasta affascinata. Come suggerisce la sinossi, la storia è quella di Yaka una ragazzina che vive al villaggio con la sua Mamochka. E' stata portata al villaggio quando era ancora molto piccola, dentro di sè il dubbio per le sue origini cresce sempre di più. La curiosità è padrona della ragazzina, la quale non sentendosi appartenente al villaggio fa delle scelte significative per la propria psicologia. Il personaggio di Yaka, è uno di quelli che o si ama o si odia. Per me è stato molto difficile amarla, non avrei fatto molte scelte e molti dei suoi comportamenti mi sono apparsi azzardati. La protagonista ha molte domande sul suo passato, sulla sua famiglia di origine e su chi è lei ma riuscirà a comprenderlo durante il suo viaggio nella foresta?

La vita di Yaka è circondata da molte persone che la amano. Quindi veniamo a conoscenza dei personaggi secondari come: Mamochka, Anatoli e Sasha. Con la madre adottiva la bambina ha costruito un rapporto fantastico, l'amore e la dolcezza è il fulcro principale della relazione tra le due. Nonostante l'amore incondizionato, c'è sempre qualcosa di rotto nell'anima di Yaka dove le domande si fanno sempre più insistenti e la voglia di trasgredire alle regole è tanta. 
Ho apprezzato la figura sfuggente e coinvolgente di Anatoli, il quale riesce a percepire le domande della ragazzina e attraverso le sue storie raccontarle delle piccole verità. Nella mente di Yaka ogni storia raccontata dall'uomo, le fa sperare che ci sia davvero un passato nebuloso nella sua vita. 
La protagonista ha un amico in particolare, per cui farebbe di tutto persino sacrificare la propria vita ovvero Sasha. Il ragazzo, poco più grande di lei, la fa sentire a casa nonostante i momenti di inadeguatezza nel villaggio. Il loro rapporto d'amicizia è forte e allo stesso tempo magico, riusciamo a percepire ciò che provano soltanto leggendo. 

"Io mi ricordo di te, ma tu non ricordi te stessa."
Attraverso il personaggio di Yaka apprenderemo molte cose. Il nostro passato è importante, bisogna conoscerlo e allo stesso tempo accettarlo per comprendere noi stessi e ciò che siamo diventati. Ci insegna ad andare oltre l'apparenza, di conoscere la storia di ogni persona che s'incontra per poter lasciare un piccolo pezzo di noi in lui e viceversa. Yaka ci fa comprendere quanto sia importante l'appartenere a un luogo, che sia la nostra casa e il nostro posto sicuro. Il villaggio per lei è stato sempre qualcosa che la opprimeva e le persone non facevano altro che ricordarle che lei non era nata lì. Guardiamo il mondo con i suoi occhi, e con i sentimenti contrastanti che prova facendoci riflettere e interrogare. Quanto conosciamo sul nostro passato? Quante scelte dettate dall'apparenza abbiamo fatto? Quanto conosco quella persona?
Sono queste le domande che ci poniamo durante la lettura, a cui sul momento non possiamo dare una risposta ben precisa ma che ci accompagneranno anche dopo aver terminato il libro. 
Le radici e la famiglia si fondono in un unico argomento, che intinge le pagine del romanzo.  "La ragazza degli orsi" si può riassumere in tre parole chiave: amore, rapporti e casa. Questi tre termini si sposano alla perfezione col messaggio che l'autrice vuole dare, ma che soprattutto ci spinge ad azioni per la crescita personale di noi stessi. 

"Il dolore non era scomparso, ma era soffocato e lontano, come sepolto sotto un grande cumulo di neve."
Un punto di forza del romanzo è sicuramente il worldbuilding. Riusciamo a immergerci in uno scenario invernale, fatto solo di neve e freddo. Attraverso gli occhi della protagonista riusciremo a vivere un'avventura a 360°. Ci si trova in un'atmosfera mista tra la favola e la realtà. Le illustrazioni all'interno del romanzo non solo riescono a prefigurarci i personaggi, ma anche il mondo che li circonda. Come in una cartolina venuta da lontano, attraverso le immagini riusciamo a pregustarci le atmosfere candide di neve. 

"Un giorno mi piacerebbe scoprire la storia del mio passato, e spero che sia un racconto pieno di meraviglia, che spieghi chi sono e perché sono diversa, perché sento gli alberi che sussurrano segreti, e perché avverto sempre la presenza della foresta, che mi chiama a sé."
La pecca che forse mi ha fatto un po' storcere il naso, è sicuramente la narrazione altalenante. Ho trovato il romanzo ricco di dettagli ma allo stesso tempo che appesantivano il testo, quindi mi ha rallentato parecchio la lettura. La penna di Sophie Anderson è semplice ed elegante, l'utilizzo del lessico è magistrale poichè vi sono termini sia per i più piccoli ma anche per i più grandi. A fine lettura troveremo un glossario, fornitoci soprattutto per le parole russe che non conosciamo. Non sono riuscita ad apprezzare nel pieno il personaggio di Yaka, ma non posso fare a meno di denotare in lei una spiccata crescita psicologica e l'evoluzione del personaggio. Come sempre, nell'ultimo periodo, consiglio vivamente la lettura sia ai più piccoli ma anche agli adulti. Gli insegnamenti che traiamo da questo romanzo sono molti, e in un momento così delicato della nostra vita potrebbe essere d'aiuto. 


L'avventura di Yaka L'Orsa è appena iniziata, e tu la accompagnerai nella Foresta per ritrovare le sue radici?

venerdì 18 dicembre 2020

Recensione: " L'Ickabog" di J.K Rowling.

J.K Rowling torna in libreria con una favola rivoluzionaria e adatta a grandi e piccini. Da amante del maghetto che ha riempito i nostri cuori, ma soprattutto l'infanzia di molti (compresa io), mai mi sarei aspettata un ritorno in questo periodo tumultuoso. Veniamo catapultati in un regno idilliaco, dove le lotte intestine sono sempre in agguato... E arriverà l'Ickabog a stravolgere la situazione, ma voi ci crederete alla sua esistenza?


L'ICKABOG
J.K Rowling

 

Editore: Salani Editore
Formato: Copertina Rigida & Ebook
Prezzo: Rigido 19,80€ Ebook 11,99€
Pagine: 312
Trama: C'era una volta un regno chiamato Cornucopia. Una minuscola nazione ricca e prospera, famosa per i suoi formaggi, gli ottimi vini, i dolci deliziosi e le salsicce succulente. Sul trono siede un sovrano benevolo, Re Teo il Temerario, le cui giornate trascorrono pigre, tra banchetti sontuosi e battute di caccia, con la fida compagnia dei suoi lord, Scaracchino e Flappone. Tutto è perfetto... O quasi. Secondo la leggenda, infatti, un terribile mostro è in agguato nelle Paludi del Nord. Ogni persona di buonsenso sa che l'Ickabog è solo una leggenda inventata per spaventare i bambini. Ma le leggende sono strane e a volte prendono una vita propria... Quando questo accade, toccherà a due giovani amici, Robi e Margherita, affrontare un'incredibile avventura e svelare una volta per tutte dove si nasconde il vero mostro. Solo così speranza e felicità potranno tornare a Cornucopia. 

Un regno all'apparenza perfetto, ma che al suo interno nasconde i suoi lati d'ombra. A partire dal sovrano, Re Teo è vanitoso, irrispettoso ma soprattutto fesso. Si circonda di persone, ma soprattutto due che fanno in modo di acquistare e manipolare il potere del reggente del regno. I sotterfugi sono all'ordine del giorno, tant'è che verrà rievocata la leggenda dell'Ickabog. Ma effettivamente cos'è un Ickabog? Per tutta la storia ci immagineremo un mostro alto come due cavalli, spietato e allo stesso tempo assassino. Ma in realtà gli uomini sono stati accecati dall'odio verso la bestia, se solo conoscessero la sua storia forse riuscirebbero a comprendere la sua vera natura. Una leggenda e una storia da raccontare, ma come faremo a capire cosa sia credibile o no?

I due protagonisti: Robi e Margherita, saranno segnati da degli eventi molto dolorosi nella loro vita. Entrambi hanno una determinazione e un coraggio, che li denotano a tal punto da farci vivere la storia assieme a loro. Le lotte intestine e il popolo terrorizzato sarà diffidente di fronte alla nuda verità, ma molto spesso la stanchezza prende il sopravvento e si diventa dei rivoluzionari. Le pagine sono intinse di soprusi e vite raccontate nel dolore. 

"Perchè le lacrime possono guarire la mente, proprio come le risate."
L'autrice nonostante dedichi questa lettura a un pubblico più giovane, credo che molti possano trarre insegnamento dal romanzo. Un messaggio molto importante è quello di andare oltre le apparenze. Ci insegna a essere umili e allo stesso tempo di conoscere la persona o l'animale che ci troviamo di fronte. Riusciamo a cogliere questo messaggio con gli occhi di un bambino, quel nostro Io interiore che è sempre presente nella nostra vita. 
In un ottica grottesca viene visto l'animo umano, il quale è segnato dalla cattiveria. Guardiamo il mondo con occhi diversi, forse con un po' di cinismo da parte dell'autrice. La quale ci mostra la sua visione della corruzione e della povertà agli occhi dei politici, sotto questa fiaba infatti si può denotare una visione politica. 

"Quando mi mangerai, Ickabog, lascia il cuore per ultimo. 
Vorrei mantenere i miei genitori in vita il più possibile."
 Ammetto che mi sarei aspettata un libro diverso, pieno di immagini e meno storia. Ma in realtà la Rowling è riuscita a sorprendermi, facendomi compagnia in queste sere in vista di un esame. Un libro da leggere comodamente sul divano o ai nostri fratelli più piccoli, per farli appassionare alla lettura. All'interno del romanzo vi sono delle illustrazioni di bambini, scelti da una giuria, e credo sia stata un'idea fantastica. Soprattutto coinvolgere i piccoli lettori, che hanno donato una forma alle vicende narrate. I disegni ci fanno pensare quando anche noi eravamo piccoli, e ci trasportano nella storia di Cornucopia. 

"Quella sera però avrebbe voluto credere anche lei nel mostro, invece che nella malvagità umana che aveva visto negli occhi di Lord Scaracchino."
La penna di J.K Rowling è di certo inconfondibile e coinvolgente. La narrazione inizialmente mi ha dato un po' di difficoltà, per due cose: non mi sarei aspettata di trovarmi di fronte a un romanzo, e l'inizio l'ho trovato particolarmente lento. La storia, a mio parere, ci ha messo un po' a ingranare prima di catapultarmi nel Regno di Cornucopia. Il lessico utilizzato, come già detto in precedenza, è semplice e diretto proprio adatto ai giovani lettori. Dalla lettura del libro possiamo trarre degli insegnamenti e degli spunti di riflessione, i quali a fine lettura ci interrogheranno. Leggendo ci troviamo di fronte molte domande, che solo con l'animo di un bambino potremmo comprendere. Consiglio caldamente di leggere questo romanzo, non diretto solo a un pubblico giovane. 


L'Ickabog sembrerebbe una leggenda, ma c'è molto da scoprire e capire... E voi siete pronti per questa avventura?

giovedì 17 dicembre 2020

Cover Reveal: "Una storia d'Inverno - Parte prima" di Sabrina Pennacchio.

Colgo finalmente l'occasione di parlarvi di questo libro! Dopo anni di conoscenza con l'autrice, non ho potuto fare a meno di partecipare per farvi scoprire la cover del suo libro! Sabrina Pennacchio ci trasporta in una storia particolare, dai toni orientali e adatta al periodo Natalizio. In uscita il 20 dicembre!


UNA STORIA D'INVERNO - PARTE PRIMA
Sabrina Pennacchio 

Editore: Amazon
Formato: Copertina Flessibile & Ebook
Prezzo: Flessibile 6,50€ Ebook 1,99€
Pagine: 140
Trama: " Fin dove può spingerci il sentimento chiamato amore? "La Principessa Troll Fēng Sì Mǎ, Padrona de La Valle dei Fiori di Loto del Mondo Immortale, ama molto visitare il mondo degli umani: come Spirito dell’Acqua, non è difficile per lei nascondersi nel lago per osservare coppie di innamorati scambiarsi dolci della luna chiamati “Bacio d’Inverno”, di cui lei stessa è ghiotta.Ma è proprio la sua curiosità verso gli umani che la metterà nei guai, da cui verrà salvata da un misterioso pescatore di nome Guò Duàn Mù. Il loro incontro, tuttavia, crea inevitabilmente una connessione pericolosa tra i due .Per la giovane Fēng, che ha vissuto trentamila anni senza mai provare simili sentimenti verso qualcuno, è tutto nuovo ed eccitante, ma il Mondo Mortale è per lei molto più pericoloso di quanto si possa pensare…E quello che è successo allo Spirito con la coda di mucca ne è una dimostrazione.


Biografia autrice:
Sabrina Pennacchio nasce a Napoli, il 10 febbraio del 1991. Costretta ad abbandonare gli studi di arte e moda, decide di dedicare gran parte del tempo alla sua più grande passione: la scrittura. Nel 2018 si aggiudica il premio della critica letteraria con il suo romanzo d’esordio intitolato At World’s End: Wanted Pirates. Nel 2019 pubblica Dark and Light - Amore Impossibile -, primo capitolo di una saga di tre romanzi, il quale supera le 2000 copie vendute in soli sei mesi, restando primo nella classifica bestsellers Amazon. Nel 2020, il suo racconto inedito Blue Sea viene pubblicato in anteprima in un’antologia che riunisce vari autori intitolata “Rebirth”; è seguito a ruota dall’uscita di The Devil and The Lady. Quest'ultimo diviene un nuovo successo in soli tre mesi.




Vi lascio un piccolo estratto:
«Davvero non hai paura di me?» Gli chiese solo qualche ora più tardi, sdraiati sul letto di quella che aveva scoperto essere casa di Guò.
Era spoglia, piccola e abbastanza semplice. Diceva tanto di lui, gli si addiceva e a Fēng piaceva.
Lui le carezzò un fianco, abbassando solo in quel momento lo sguardo su di lei, poggiata al suo petto. «Perché dovrei? Gli esseri umani fanno molta più paura di te.»


Leggerò il romanzo nelle vacanze di Natale, anche se devo dire che ho già dato una sbirciatina! Conoscevate l'autrice? Avete letto qualcosa di suo? Fatemi sapere, vi aspetto nei commenti!

martedì 15 dicembre 2020

Recensione: "Fairy Oak - La storia perduta" di Elisabetta Gnone.

Ritornare dopo anni a "Fairy Oak" è stato suggestivo. La Gnone è stata l'autrice che mi ha avviato alla la lettura del genere fantasy, e parlare in una recensione di questo libro mi fa emozionare come se ritornassi improvvisamente bambina. Tornare in un posto in cui si è stati bene non è mai stato così emozionante. Vì e Babù, assieme alla banda, vi aspettano per questa fantastica avventura!


FAIRY OAK - LA STORIA PERDUTA 
Elisabetta Gnone 


Editore: Salani Editore
Formato: Copertina Rigida 
Prezzo: Rigido 18,00€ 
Pagine: 400
Trama: Il tempo è passato e molte cose sono cambiate a Fairy Oak, e così capita di immelanconirsi riguardando vecchie fotografie davanti a un tè, ricordando vecchi amici e grandi avventure. Ma quando i ricordi approdano all'anno della balena, i cuori tornano a battere e i visi a sorridere. Che anno fu! Cominciò tutto con una lezione di storia, proseguì con una leggenda e si complicò quando ciascun alunno della onorata scuola Horace McCrips dovette compilare il proprio albero genealogico. Indagando tra gli archivi, le gemelle Vaniglia e Pervinca, con gli amici di sempre, si mettono sulle tracce di una storia perduta e dei suoi misteriosi protagonisti. E mentre il loro sguardo ci riporta nella meravigliosa valle di Verdepiano, si consolidano vecchie amicizie, ne nascono di nuove, si dichiarano nuovi amori e si svelano sogni che diventano realtà.

Dopo ben quindici anni dalla pubblicazione del primo romanzo di "Fairy Oak - Il segreto delle gemelle", l'autrice ci presenta una storia delle due sorelle. Il tempo a Fairy Oak ne è passato, e pure tanto, infatti incontreremo le nostre protagoniste non più delle pre-adolescenti. Questa scelta, è stata fatta dall'autrice per specificare l'importanza degli anziani in questo momento così delicato e particolare. Nel caratteristico paesino le tradizioni di certo non si sono perse, anzi si sono intensificate e radicate in ogni abitante. Fotografie come ricordi rievocano ogni storia che sembra perdersi nella memoria, ma grazie ad esse vivremo un'esperienza unica e fantastica assieme alla banda.
Vaniglia e Pervinca hanno delle psicologie ben delineate, e allo stesso tempo così reali che possiamo vederle nel quotidiano. Sono le facce della stessa medaglia, una dolce e l'altra non incline all'amore. Ma conoscendole più approfonditamente, durante tutti gli altri libri, possiamo vedere quali atteggiamenti hanno preso l'una dall'altra. Mi sono sempre rispecchiata nella giovane Strega del Buio, Pervinca, e devo dire che questo libro non ha fatto altro che confermare ogni mia supposizione sulla mia somiglianza con lei. 

Tutto incomincia con una lezione di storia noiosa e snervante, dove ovviamente le gemelle sono costrette a seguire. Il compito che gli sarà assegnato, sarà speciale e allo stesso tempo rivoluzionario. Ritrovare le proprie radici, è questo secondo me che l'autrice è riuscita a trasmetterci ovvero scoprire quanto più si più sulla nostra famiglia. 
Con delicatezza e passione la banda si ritroverà in una vicenda, forse, più grande di loro ma che ci sorprenderà alla ricerca della maestosa Balena. 

"Le radici dei popoli sono come le radici degli alberi: consolidano il terreno per le generazioni future. E ogni storia perduta, o dimenticata, può contenere molte verità."
 Leggere questo romanzo, soprattutto in questo periodo, mi ha fatto tornare a guardare il mondo con gli occhi di una bambina. Quell'Io bambino che ogni giorno, chi più e chi meno, alimenta nella propria vita. Come ha detto la stessa autrice, al meeting di giorno 10 dicembre (a cui sono riuscita a partecipare), ritornare in un posto in cui si è stati bene non è facile. Bisogna riprendere in mano dei vecchi ricordi, fare collegamenti che nel corso del tempo si è perso ma soprattutto è come tornare a casa. Come se i personaggi che abbiamo lasciato per così tanto tempo fossero sempre lì pronti ad accoglierti, trasmettendo un sacco di valori e lezioni che mai avrei immaginato. 
La dolce Felì, che accompagna da sempre le gemelle ci insegna ad amare, la sincerità di un gesto, il rispetto per gli altri ma anche per la natura. Il suo modo di vedere il mondo è dolce e pacato, attraverso le sue parole riusciamo a visualizzare ogni gesto e ogni azione della banda. 

In questo romanzo vi sarà un elemento cardine ovvero: la tenacia. Formare il gruppo, scovare indizi e darsi anche dei turni stabiliti renderà i giovani più uniti e compatti. Come una rivoluzione di loro stessi, alcuni sfideranno le proprie paure come quella di non essere all'altezza della situazione. Il coraggio è dentro ogni uomo e bambino, e sarà propri lì che i nostri protagonisti avranno a che fare con questo sentimento che ci alimenta il cuore. 

Le meravigliose illustrazioni non mancheranno, infatti ne vedremo un paio delle gemelle intente nella loro ricerca. La scelta dell'animale ovvero: la balena. E' sensazionale e allo stesso tempo stravolgente. Con le accurate descrizioni della Gnone riusciamo a visualizzare pienamente la grande coda dell'animale che si alza dall'acqua. Una scena meravigliosa e con mille significati, quali tra questi la libertà.

I messaggi che racchiude il romanzo sono molteplici, i quali ci invogliano a essere più coraggiosi e a sfidare ogni cosa. Come sempre l'autrice ci dona un grande insegnamento sulla natura, ormai al giorno d'oggi lasciata sempre più di lato. E ci invita anche a trattare bene i nostri animaletti pelosi, malgrado io non abbia nè cani e nè gatti, lancia un bellissimo messaggio ai bambini che si approcciano alla lettura. 

La penna dell'autrice è inconfondibile, con il suo lessico forbito ma allo stesso tempo adatto a un pubblico più giovane ci avvolge completamente nella lettura. La narrazione in apparenza lenta, è sempre un crescendo. Come ogni libro di Fairy Oak l'intreccio nasce e s'infittisce nel corso della lettura, dove ci ritroveremo spiazzati. Ammetto che i sentimenti durante la lettura siano stati molti, a fine libro mi sono ritrovata quasi in lacrime abbracciando il romanzo. E' stato un momento bellissimo rincontrare le gemelle, ma soprattutto vederle cresciute e avanti con gli anni. Mi ha fatto capire quanto siano importanti i ricordi, e anche le fotografie, per passare dei pomeriggi a pensare davanti a una fumante tazza di caffè o the.


Non perdete l'occasione di tornare a Fairy Oak, la banda vi aspetta!

giovedì 10 dicembre 2020

Recensione: "Biblion" di Merilù Lanziani.

 Cosa faresti se alla tua morte ti si offrisse una possibilità? Un'occasione unica e irripetibile, quella di diventare un'Esordiente. Il romanzo di Merilù Lanziani mi ha tenuto compagnia per tutta la metà di novembre, perchè ve ne parlo solo ora? Perchè il romanzo offre degli spunti di riflessione non facili da digerire, complessi e allo stesso tempo affascinanti. Arianna Hiemis, in arte Camelia, sta per "vivere" la sua avventura tra gli scaffali della Biblioteca Universale. 


BIBLION
Merilù Lanziani


Editore: Self Publishing 
Formato: Flessibile & Ebook
Prezzo: Flessibile 14,00€ Ebook 2,99€
Pagine: 414
Trama: Immagina che alla tua morte ti sia data una seconda possibilità. Un’occasione unica, irripetibile, concessa solo a pochi eletti: quella di diventare un Esordiente di Biblion, e di poter scrivere la vita di chiunque stia per nascere sulla Terra, affiancando il dio-scrittore, l’Ingobbito, nel decretare i destini dell’intera umanità. Chiudi gli occhi. Riesci ad accarezzare l’idea? Dimmi, non ti senti mancare il fiato? E ora immagina, ancora: una cattedrale di romanzi senza fine, con migliaia di scaffalature, ascensori dorati, volumi polverosi e stanze suggestive quanto segrete, in cui s’innalzano in volo libri alati, draghi di carta e getti d’inchiostro multicolore…Questa è Biblion, la Biblioteca Universale. E al suo interno, tra misteri, omicidi e storie di sangue, tutti gli indizi portano a un’unica, grande domanda: chi sta scrivendo davvero la tua storia?

Sicuramente la prima cosa che colpisce è la copertina, infatti quando l'autrice mi propose la lettura del suo libro rimasi completamente rapita dall'illustrazione. Camelia è un personaggio particolare, la sua psicologia è definita a tal punto da percepirla con noi anche al di fuori delle pagine. Inizialmente ci sembra una ragazzina ottusa e con un solo scopo: diventare la favorita dell'Ingobbito.  Sopprime ogni forma di empatia con la razionalità, volendo persino sostituirsi a un Dio. Nel corso della lettura in realtà, si rivelerà diversa e raggiungerà l'apice della maturità. Morire per diventare un'Esordiente sembra essere una cosa meravigliosa, ma non tutto è oro ciò che luccica. La Biblioteca Universale nasconde oscuri segreti, sempre più presenti tra le pagine degli Esordienti. 
E' sorprendente come l'autrice sia riuscita a rappresentare i personaggi non solo nella loro forma psicologica e fisica, ma come queste due andassero di pari passo. Poichè essendo forme "eteree" tutto ciò si riflette sulla loro coscienza, e quindi l'aspetto visibile agli altri. 

Camelia non sarà sola, infatti il centro della storia non solo si sposterà ma diventerà il fulcro della trama sulla figura di Altair. Un personaggio non solo sfuggente, inizialmente lo si vede ben poco, ma soprattutto enigmatico e particolare. Come se la Biblioteca Universale non fosse necessaria per la sua esistenza, i romanzi che scrive non sono grandiosi ma sfiorano sulla mediocrità. Degli eventi in particolare lo segneranno, e arriveremo anche a pensare che tutto sia frutto della follia sopraggiunta. Ma non è così, Biblion nasconde dei segreti impronunciabili come se il grande orologio che governasse il mondo si sia rotto. 

"Chi sono veramente? Perchè mi sforzo di recitare ancora il ruolo del personaggio che ormai non sento più mio da tempo?
Molto importante è il worldbuilding che viene costruito per la Biblioteca Universale. Immaginate una biblioteca enorme dove non è possibile visitarla a piedi, e nemmeno basterebbe il tempo a disposizione per poterla ammirare. Ma non fermiamoci qui, all'interno del romanzo vi sono degli animali molto particolari che allo stesso tempo ci faranno sorridere. Maperò, un draghetto Avversativo, Siabbia la Lice dell'ausilio e le Lucivirgole, i quali sono essenziali per la produzione degli esordienti e si occupano di qualsiasi refuso all'interno del romanzo. 
Essenziale della scrittura di Merilù Lanziani è l'immedesimazione nei suoi personaggi. La voglia di scrivere e diventare qualcuno, scavalcando le vette è forte. Ci s'immerge in una lettura diversa, e sotto molti aspetti complessa. Immaginate che tutto ciò che noi facciamo durante la nostra vita sia scritto da qualcuno di superiore, che a sua volta sia scritto da un'altra persona. Un concetto complesso e inserito alla perfezione dentro il romanzo, che ci fa domandare: "Ma noi chi siamo realmente?" Non stiamo parlando del cosiddetto "Paradiso degli Scrittori", poichè non è ciò che "Biblion" vuole trasmettere. Ma dietro questo concetto c'è qualcosa di più profondo e insito.   

"Quando uno scrittore inventa un personaggio, Arianna, riversa in esso una parte di sè. E' inevitabile che succeda...i personaggi sono frammenti del carattere, dell'anima del loro autore."
I messaggi da cui traiamo insegnamento all'interno del romanzo sono molteplici. Sono camuffati così bene da farci interrogare e allo stesso tempo riflettere. Un argomento così enigmatico come la morte viene trattato in tutte le sfumature. Ci fa riflettere su chi vorremo diventare e chi siamo al momento, cosa faremo della nostra vita e se vi fosse un destino già scritto. Riflettiamo così tanto durante la lettura, che per un attimo mi sono rallentata ma non in senso negativo ma erano delle argomentazioni che non andavano assimilate alla leggera. La trama del romanzo è complessa, articolata e allo stesso tempo intricata. Ci sembra di aver capito tutto ma in realtà non ci abbiamo capito un bel niente! 

"Il tuo Esordio sei tu. Se viene danneggiato, la tua stessa vita viene messa in discussione."

Una narrazione fluida e scorrevole, che ci sorprende a lungo andare nella lettura. Mi sono rallentata un attimo semplicemente per gli argomenti trattati, che sono degli spunti riflessione molto importanti. Infatti, ci mettono di fronte alle domande della vita che solitamente ogni uomo si pone e s'interroga per questo. Ci fa capire che molto stesso siamo vincolati "dal destino", ma che in realtà possiamo vivere la nostra vita al di fuori di ogni regola e visione. Il lessico utilizzato sembra semplice e diretto, ma in realtà è ricercato e forbito. Ci si trova di fronte a un romanzo fantasy diverso, e allo stesso tempo adatto per ogni età. Lo rileggerò sicuramente più avanti e spero di riprovare le emozioni della prima volta. Grazie a "Biblion" ho appreso molto, e allo stesso tempo mi sono conosciuta nel profondo. Camelia ha molto da insegnare e non dimentichiamo Altair, a cui ho lasciato il mio cuore. Consiglio il romanzo a tutti quelli che amano interrogarsi a tutte le età.


Sei pronto a vivere questa fantastica avventura nella Biblioteca Universale? Camelia e gli altri vi aspettano, non perdete questa occasione.

lunedì 7 dicembre 2020

Recensione: "Civico-19" di Gloria Bertolasi.

Parlare di questo libro non è affatto semplice, come un pugno allo stomaco ci porta a vivere la nostra situazione che da quasi un anno affligge tutto il mondo. "Civico-19" non è solo un romanzo, ma una storia di vita di una donna partita per l'Italia per dare una vita migliore ai propri figli. Veniamo catapultati nella sua vita, dove il Covid prende piede con irruenza e violenza. Un romanzo di dolore e crescita personale, "Civico-19" aiuta nella sensibilizzazione della situazione che stiamo vivendo. 


CIVICO-19
Gloria Bertolasi

 (4-)

Editore: EdiKit
Formato: Cartaceo & Ebook
Prezzo: Cartaceo 14,00€ Ebook 3,49€
Pagine: 162
Trama: Tutte le certezze di Irina si sgretolano quando il marito la lascia. Si vede perciò costretta ad abbandonare il suo Paese, l’Ucraina, sua madre e i suoi figli per cercare un futuro in Italia, dove riesce a trovare lavoro .È in un paesino tra le colline emiliane che si stabilisce per fare la badante a Teresa, una vecchia conoscente di suo padre. Qui si costruisce una nuova vita, una nuova routine, ricominciando a sperare di riabbracciare un giorno i suoi cari. Farà nuove amicizie e consocerà anche un uomo interessante, il medico del paese, che le farà di nuovo battere il cuore. Ma non ha fatto i conti con una pandemia globale, quel Covid-19 che in pochi giorni sconvolgerà ancora una volta la sua vita, e quella di tutto il mondo.

Irina è una donna che conosce bene la sofferenza, la perdita di una persona cara la segnerà nel profondo per tutto il corso della storia. E' un personaggio complesso, che si ama o si odia. A volte riusciamo a comprendere la sua visione mutevole, e altre volte la vedremo nelle vesti di madre che farebbe tutto per i propri figli. Una donna che è cresciuta troppo in fretta, e che a volte vorrebbe rivivere quelle esperienze adolescenziali che si è lasciata dietro. 
Ciò che affronterà sarà una vera e propria lotta per la sopravvivenza, il Covid-19 arriva nella sua vita inaspettatamente come è accaduto a tutti noi. 
Riusciamo a sentire la sua voglia di vivere, la preoccupazione della morte che ogni giorno segna i suoi giorni di "reclusione". Durante la lettura riusciremo a percepire i dolori della malattia, l'affanno e la paura che possa spaventare i suoi bambini per la sua condizione. Cerca sempre di rasserenare le persone lontane, come se fosse possibile farlo con la bacchetta magica.

La sua vita in Italia è diversa da quella che viveva in Ucraina, lontana dai figli e dalla madre si ritrova a far la badante a Teresa. Una conoscente di suo padre, la donna è la tipica anziana d'altri tempi che con la sua simpatia e schiettezza ci riesce a strappare un sorriso. Per gli anziani la vita al tempo del Covid è stata stravolta, abbandonati a loro stessi mentre il pericolo è sempre dietro l'angolo. La malattia s'insinua nella loro quotidianità, i momenti di paura e sconforto saranno molti. 

"Una crisalide che riesce a liberarsi del guscio per poi volare come farfalla. 
La forza della vita passa attraverso i vetri. 
Spettatrice nascosta, io non posso essere altro, ora."
Le emozioni narrate nel romanzo sono molteplici e allo stesso tempo reali. Durante il primo lockdown eravamo spaventati, come se ancora io non lo fossi, per l'aggressività della malattia e per le perdite. Ognuno di noi ha vissuto il dolore di quei giorni, e tutt'ora se li porta dietro come se fossero un fantasma senza dimora. La paura della morte e della situazione impregnano i giorni della protagonista, con una visione dolce e allo stesso tempo determinata a vivere. Una vita che per giorni viene vissuti tra quattro muri, dove il paese incomincia a svegliarsi per la fine del lockdown e da dietro le finestre s'iniziano a vedere le persone per strada. Pagine emozionanti e allo stesso tempo intinse di paure.
La situazione che attualmente stiamo vivendo ci fa vivere una vita fuori dal normale, per salvaguardare noi stessi e chi amiamo. Questo libro deve essere da monito per tutti, un esempio di vita e paure che ancora oggi turbano il nostro animo. Un esempio che possa sensibilizzare anche le persone scettiche sulla malattia, e che la consapevolezza possa condurci verso qualcosa di migliore. 

"Il Covid ci ha reso tutti uguali"

La narrazione del romanzo è veloce e scorrevole, l'autrice riesce a catapultarci nel pieno della storia. Una cosa che mi ha fatto storcere il naso è la scrittura un po' acerba, e dei refusi all'interno del romanzo. Sicuramente il punto di forza, come ho detto in precedenza, sono le emozioni narrate all'interno del romanzo. Sentimenti veri e reali che ci squarciano l'animo e ci fanno interrogare per tutto il tempo durante la lettura. Ci fanno riflettere su quei mesi passati a casa, tra i nostri pensieri e paure, ci fanno raffrontare sulla realtà che abbiamo vissuto e stiamo vivendo. Il Covid è arrivato nelle nostre vite improvvisamente, mettendoci di fronte a noi stessi in questi mesi e tutt'ora ci fa interrogare i nostri animi giornalmente. 

Un libro che fa da esempio e monito sulla realtà che merita di essere letto. Che ci aiuta a guardarci dentro e allo stesso tempo realizzare la situazione che stiamo vivendo con delicatezza. Questa è la storia di Irina e Teresa, ma allo stesso tempo di molte persone, e tu sei pronto a scoprirla?

mercoledì 25 novembre 2020

Blogtour: "La vita invisibile di Addie LaRue" di V.E Schwab.

 


Victoria Schwab ci propone un libro diverso, che ci entra nell'anima per i temi trattati. Addie è dimenticata da tutti e da tutto, non ha un'identità personale è come un fantasma. Lei stessa si sente un fantasma che girovaga per le città. Ma perché è dimenticata? Perchè la sua vita è ridotta a un ricordo? Nella mia tappa di questo blogtour parleremo: dell'immortalità e delle costellazioni trattate nel libro.


LA VITA INVISIBILE DI ADDIE LARUE
V.E Schwab


Editore: Oscar Mondadori
Formato: Copertina Rigida & Ebook
Prezzo: Rigida 24,00€ Ebook 10,99€
Pagine: 492
Trama: "Non pregare mai gli dèi che sono in ascolto dopo il tramonto.". E se potessi vivere per sempre, ma della tua vita non rimanesse traccia perché nessuna delle persone che incontri può ricordarsi di te? Nel 1714, Adeline LaRue incontra uno sconosciuto e commette un terribile errore: sceglie l'immortalità senza rendersi conto che si sta condannando alla solitudine eterna. Tre secoli di storia, di storie, di amore, di arte, di guerra, di dolore, della solennità dei grandi momenti e della magia di quelli piccoli. Tre secoli per scegliere, anno dopo anno, di tenersi stretta la propria anima. Fino a quando, in una piccola libreria, Addie trova qualcuno che ricorda il suo nome. Nella tradizione di "Vita dopo vita" e "La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo", "La vita invisibile di Addie LaRue" si candida a divenire una pietra miliare nel genere del "romanzo faustiano".

L'immortalità è ciò ogni uomo desidererebbe, ma ogni cosa ha un prezzo. Addie sa che ciò ha un peso sulla sua esistenza, si pensa che prima o poi non ci si stuferebbe della propria vita. Dopo 300 anni a errare sulla Terra, dove si ha visto e conosciuto il mondo la persona ha una conoscenza profonda. L'immortalità ha di certo dei pro e dei contro.

Essere immortale, è colui che non può morire e che vivrà senza affrontare la morte. Ovviamente chi non vorrebbe esserlo, forse come Addie potrete amare questa condizione? Ma ci sono dei risvolti che forse vi segneranno nel profondo. Vivere in eterno contribuirebbe a vedere il mondo nella sua evoluzione e interezza, viaggiare e conoscere ciò che in una vita non potremmo mai imparare. Ma non è tutto oro ciò che luccica, se non si tiene conto dei sentimenti che una persona possa provare. Ci innamoriamo nel corso della nostra vita, stringiamo amicizie e soffriamo per le perdite. Essere una persona la cui vita non è vincolata dalla morte, implicherebbe vivere costantemente delle sofferenze. Le persone che amiamo invecchierebbero e tutto ciò che ci circonda diventa buio. Addie conosce la sofferenza nel suo percorso di vita, conosce la perdita sin dal primo momento in cui lei viene dimenticata.
Il patto che lei stringe ha un prezzo troppo alto, e forse all'inizio non consapevole che questa cosa la possa condurre molte volte fuori strada. La protagonista all'interno del romanzo intraprende un percorso di autoconsapevolezza, e di concetti che le rimarranno impressi nella pelle. 

Le costellazioni nel romanzo vengono trattate in modo superficiale, ma ho dato un'interpretazione personale a ciò. Fin da sempre conosciamo il cielo sopra la nostra testa, così vasto e colmo di stelle che affascinano e ammaliano. All'interno del libro, la nostra protagonista esprime il desiderio impellente di alzare la testa e guardare il manto nero colmo di tante stelle. Credo bisogna interpretare questo gesto come quello di appartenere a un ricordo. Addie sente di dover appartenere a un luogo ben specifico, che sia il cielo o alla sua vecchia vita a Villon. Con i greci sappiamo e conosciamo che le costellazioni sono le rappresentazioni degli Dei, un riferimento antico ed eterno. 
Il viso della protagonista è caratterizzato da sette lentiggini come se fossero delle stelle, e facendo qualche ricerca ho pensato che l'autrice avrebbe potuto riferirsi alla costellazione del Gran Carro o persino la costellazione di Cassiopea. 


Victoria Schwab ci presenta un libro diverso, un percorso di vita non indifferente. L'immortalità ha sempre un prezzo, e Addie lo capirà un po' tardi. Ma la nostra protagonista saprà sorprenderci.

sabato 21 novembre 2020

Review Party: "GraveYard" di Sabrina Soldati.



Ho sempre amato le favole illustrate, ma mai pensavo che avrei letto di una favola illustrata dark. L'opera di Sabrina Soldati è pungente e coinvolgente al tempo stesso, adatto a chi ama Tim Burton. La storia è un mix perfetto tra gotico e fiabesco, per gli amanti del genere sarà una vera chicca.


GRAVEYARD
Sabrina Soldati
 (4-)

Editore: Self Pubblishing
Formato: Cartaceo & Ebook
Prezzo: Cartaceo 15,00€ Ebook 3,99€
Pagine: 111
Trama: La serenità del tranquillo villaggio Nameless sta per essere sconvolta dall'arrivo di un'anziana straniera, la quale, lancerà una maledizione su tutti gli abitanti rendendoli immortali e violenti. Il loro destino verrà lasciato in mano a due giovani che, secoli dopo, avranno il compito di sistemare le cose prima che la situazione precipiti.


Essendo una fiaba le pagine scorrono veloci, assieme alle illustrazioni che fanno da sfondo riusciamo ad entrare nel vivo della storia. Nameless è un paese apparentemente tranquillo, ma quando una terribile maledizione si abbatterà sugli abitanti tutto cambierà. In particolar modo la narrazione della maledizione che avveniva sul villaggio, mi ha fatto pensare a quella de "La bella e la bestia". Credo che l'autrice abbia voluto dare un piccolo tributo Disney, per la vicenda. La fiaba conta soltanto 111 pagine, e ciò mi ha dato la possibilità non solo di una lettura iniziale ma anche di poter rileggere la storia e comprenderla. 


Dietro la visione fiabesca, il libro nasconde dei messaggi universali adatti sia ai più grandi ma anche ai più piccini. Ci trasmette come l'odio possa superare ogni cosa, ma dove prevarrà le persone buone sapranno divincolarsi da quella stretta. Un messaggio di speranza e di amicizia, ecco cosa GraveYard ci trasmette durante la lettura. Non importa quanto tempo sarai lontano dai tuoi amici, ci sarà sempre la possibilità di ricongiungersi e niente sarà mai cambiato. La storia ci insegna cosa può fare l'odio e il rifiuto per l'altro, ci fa comprendere che non tutto è perduto e che ci sta sempre un po' di luce nelle tenebre. 


Ho apprezzato particolarmente l'impaginazione costellata da elementi gotici e sfondi in nero. Il font utilizzato è accattivante e conferisce alla storia quel tocco in più di gotico, che già le appartiene. Le illustrazioni sebbene siano ben fatte mi hanno fatto storcere il naso per la troppa somiglianza con Tim Burton. Nonostante io sia una fan sfegatata di Burton, avrei preferito una leggera disconnessione da quest'ultimo ma ciò non ha inficiato in alcun modo l'opera (come potete ben vedere dalle illustrazioni sparse per la recensione). Il lessico utilizzato è molto semplice e diretto, una scelta perfetta per i più piccini e per donargli una lettura diversa dal solito. 






Una fiaba diversa dal solito. Dove l'ambientazione gotica vi travolgerà. Tra amore, amicizia e rivalità tra famiglie GraveYard vi aspetta!