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lunedì 20 dicembre 2021

Recensione: "A Fairy Kiss - Storia d'Amore e Magia" di Sabrina Pennacchio & Sabrina Guaragno.

Un'opera scritta a quattro mani, da due autrici di cui ho letto in precedenza i loro romanzi. "A Fairy Kiss - Storia d'Amore e Magia" mi ha travolto per la sua genuinità e la sua scorrevolezza. Un romanzo rivolto sicuramente ai più giovani, ma anche ai sognatori che non hanno mai smesso di credere nelle Fate (proprio come in Peter Pan). 


A FAIRY KISS - STORIA D'AMORE E MAGIA
Sabrina Pennacchio & Sabrina Guaragno

 

Editore: Self Publishing
Formato: Copertina Flessibile & Rigida, Ebook
Prezzo: Flessibile 13,99€, Rigido 20,00€ Ebook 3,50€
Pagine: 243
Trama: Muirín è la bella e desiderata reginetta della scuola, nipote della preside dell’Istituto Lynch, nel piccolo paesino di nome Florence. Segretamente, frequenta le lezioni dell’Istituto Specchio assieme ai suoi amici più stretti, Niall, Tuathla e Riona: in realtà, loro sono Fate, e Muirín è l’erede al trono dei regni delle Fate Bianche e Nere della realtà parallela di Enchanted. Qualche settimana prima del suo diciassettesimo compleanno, però, giungono alla Lynch il tenebroso Sealgair e il timido Yoru. Chi sono davvero i due nuovi studenti? Muirín potrà fidarsi del ragazzo dai lunghi capelli rossi, o dovrà proteggersi da lui, in quanto prossima Regina delle Fate?

Tutti i migliori libri iniziano con "C'era una volta" e una principessa da salvare, ma questo non è il caso di Muirìn. La bella ragazza dai lunghi capelli ramati non è soltanto la ragazza più popolare ma anche una delle Fate più potenti. La giovane nonostante la sua natura, perchè si sa le Fate sono avide e allo stesso tempo egocentriche, dentro di sè nascondo un mondo tutto da scoprire. 
Muirìn ha un animo dolce e allo stesso tempo spigoloso, una caratterizzazione psicologica non indifferente. L'arrivo del nuovo ragazzo dai capelli rossi e lunghi le stravolgerà la vita. Ma cosa si cela sotto l'animo di Sealgair? All'inizio mi è sembrato il semplice "bello e dannato" della situazione. Ma il ragazzo ha un animo camaleontico, il quale muta e si cela agli occhi altrui. La sua psicologia mi ha fatto pensare molto e riflettere su quanto l'animo umano possa soffrire. Il suo personaggio mi ha letteralmente stravolta per via delle sue sensazioni contraddittorie e allo stesso tempo vivide. Le autrici sono riuscite a mescolare alla perfezione l'introspezione psicologica dei personaggi principali alla vicenda e/o trama.

Un aspetto che sicuramente avrei maggiormente curato sono i personaggi secondari. I quali ci appaiono sfuggenti e allo stesso tempo l'accenno del loro delineamento psicologico ci invoglia a sapere di più. Ho ritrovato un po' delle scrittrici in questi personaggi, ma non vi svelerò chi delle due ;).
Tra i migliori amici dei personaggi, sicuramente il personaggio di Tuathla mi ha rapito il cuore, sia per la sua dolcezza ma soprattutto la sua genuinità. 

«Quale Cacciatore avrebbe mai pensato che una Fata potesse decidere di mischiarsi ai mortali?»
Le due autrici hanno costruito alla perfezione il worldbuilding. Solitamente quando si legge un romanzo a quattro mani si teme che vi siano buchi di trama o mancanze nella vicenda. Ciò che ho riscontrato nell'opera è sicuramente la ricercatezza delle informazioni. 
Quest'ultime sono dettagliate, peculiari e ponderate ciò non è dettato dal caso ma le due Sabrina riescono ad amalgamare perfettamente trama con informazioni.
Sicuramente molto interessante il prologo, il quale mi ha fatto sognare un po' quasi stessi vedendo un film della Disney. Ma soprattutto mi ha fatto sperare in un piccolo spin-off della vicenda. 
Il destino delle Fate e dei Cacciatori si mescola alla nostra realtà, creando un connubio perfetto e tipico da film da guardare sotto le coperte in una sera d'inverno. 

Elementi cardine, sicuramente per un pubblico più giovane sono l'amicizia e l'amore. Come un buon romanzo fantasy che rispetti gli elementi relazionali che siano amorosi o in ambito di amicizia sono trattati e/o semplicemente delineati. 
Le autrici con maestria sono riuscite a farmi battere il cuore o sospirare per amore, facendomi riscoprire quella sensazione di attesa che si trasforma in dolcezza. 
I nostri personaggi sono giovani, alle prime prese con i sentimenti di grande spessore e tutto ciò ci riporta indietro alla loro età. Ci fanno sognare, sospirare e anche sorridere mentre il dolore dolce che hanno nel cuore albergherà anche nel nostro. 
Tutte le sfumature dell'amore sono trattate in questo romanzo, dal più puro e semplice al complesso e strutturato della famiglia o degli amici. L'amicizia cardine e motore della vita della nostra protagonista Muirìn, la quale sacriferebbe sè stessa per i suoi amici i quali ormai sono la sua famiglia. 

«Mi chiedi se ti aspetterei?»
«Potrei aspettarti per sempre, o inseguirti fino in capo al mondo, se è quello che intendi»
La scelta che sicuramente incuriosisce è la vera natura del villain, il quale mi ha semplicemente intrigata e soprattutto incuriosita. Ammetto che se il romanzo avesse avuto almeno 100/150 pagine in più riuscendo anche a spiegare quegli scorci lasciati in sospeso, la vera minaccia del romanzo sarebbe stata più "presente".
Ammetto che questa componente mi ha un po' fatto storcere il naso, ma fidatevi quando vi dico che il cattivo è proprio intrigante!

Nonostante la paura di una narrazione differente, a causa della stesura a quattro mani, posso dire che quest'ultima è scorrevole e lineare. Le pagine scorrono veloci, ma non solo per la potenza della narrazione ma anche per l'utilizzo di un lessico sicuramente elementare e diretto. Ho notato qualche errore di battitura e/o refuso, ma davvero superfluo che a momenti nemmeno ci fa storcere il naso. 
La vicenda mi ha un po' ricordato "Serpent&Dove" della Mahurin, e la cosa mi ha intrigato maggiormente. Il romanzo è contrassegnato da colpi di scena e segreti da rivelare. Sicuramente avrei preferito maggiore suspense, su un elemento cardine della vicenda, il quale avevo quasi dedotto dalla metà del romanzo. La Pennacchio e la Guaragno sono riuscite a conquistarmi con i loro personaggi singolari e la loro storia, non aspetto altro che conoscere la loro sorte.  

Sei pronto a vivere un'emozionante vicenda? Con chi ti schiererai: Fate o Cacciatori? A te la scelta!

sabato 11 dicembre 2021

Recensione: "Lore Olympus vol.1" di Rachel Smythe.

Innamorata da sempre della storia di Ade e Persefone, non potevo farmi sfuggire il famoso webcomic. Negli anni ne ho sentito parlare veramente tanto, e devo dire che nonostante tutto questo primo volume ha soddisfatto ogni aspettativa. La Smythe ci anticipa che non è una storia per tutti, vi sono argomenti molto delicati tra queste pagine e tutto ciò è presentato con delicatezza e maestria. 


LORE OLYMPUS
Rachel Smythe

 

Editore: Edizioni BD
Formato: Copertina Rigida
Prezzo: Rigido 25,00€
Pagine: 384
Trama: Pettegolezzi scandalosi, feste sfrenate e amore proibito: assisti a cosa fanno gli dei dopo il tramonto in questa rivisitazione elegante e contemporanea di una delle storie più famose della mitologia greca, dalla geniale creatrice Rachel Smythe. Persefone, giovane dea della primavera, è nuova nell'Olimpo. Sua madre, Demetra, l'ha allevata nel regno dei mortali, ma dopo che Persefone ha promesso di addestrarsi come vergine sacra, le è permesso di vivere nel mondo affascinante e in rapido movimento degli dei. Quando la sua coinquilina, Artemide, la porta a una festa, la sua intera vita cambia: finisce per incontrare Hades e sente una scintilla immediata con l'affascinante ma incompreso sovrano degli Inferi. Ora Persefone deve navigare nella confusa politica e nelle relazioni che governano l'Olimpo, scoprendo allo stesso tempo il proprio posto e il proprio potere.


Persephone ha sempre vissuto la sua vita sotto una campana di vetro. É una Dea Minore e si sente pesare sempre di più il ruolo che ricopre, ha voglia di vivere e allo stesso tempo cerca di comprendere la scelta di ogni sua azione. Il personaggio della giovane Dea è la purezza. Il suo animo è puro e dolce come i ciliegi in fiore, d'altronde è lei la Dea della Primavera. 
Amo le tavole e i particolari con cui sono curati i disegni, in particolar modo il mutare continuo dei capelli di Persefone. I quali quando vengono tagliati le ciocche si disperdono nel vento come petali, oppure quando la giovane Dea avrà il suo primo incontro con il Principe dell'Erebo nei suoi capelli spunterà una coroncina di fiori blu.
Hades d'altro canto il suo animo oscuro, costellato da un velo di tristezza. Uno dei tre fratelli più potenti, il signore dell'Oltretomba col suo fascino "mortale" nasconde delle sfumature non indifferenti del suo carattere. 


Questo primo volume è solo un assaggio di ciò che ci aspetteremo nei prossimi volumi. L'autrice con un'attenta ironia e qualche pizzico di stereotipo ci presenta gli Dei della mitologia greca. Con delicatezza e attenzione il volume tratterà di abusi fisici e psicologici, infatti non è una lettura adatta a tutti. 
Ammetto che questo argomento è trattato e delineato alla perfezione, per farci comprendere lo stato d'animo di chi ha subito tale violenza. 
Molto importante è tratteggiare le relazioni instaurate, che possono essere di natura tossica e anche qui la Smythe riesce a destreggiarsi alla perfezione. 
Il worldbuilding è di vitale importanza, e grazie alle favolose tavole riusciremo a cogliere anche i più piccoli dettagli. Molto importante è l'utilizzo dei colori, infatti i due protagonisti della storia hanno dei colori sgargianti.
Ho interpretato la scelta del rosa di Persephone come la purezza e la dolcezza del suo animo. Mentre Hades dal tono blu quasi che il suo essere si portasse dietro non solo il nome di Principe dell'Erebo, ma anche si fosse vestito di una tristezza invisibile sul suo corpo. 

Una rivisitazione importante della mitologia ma soprattutto una costruzione importante e ricca di ricerca. Ciò che ci presenta Rachel Smythe è una visione diversa, quasi moderna e dai tratti ricchi di ironia e comprensione. Uno sguardo rivolto sempre ciò che conosciamo e allo stesso tempo viene rivoluzionato presentandoci scenari e tematiche su cui riflettere. 

Il mito più amato di sempre, Hades e Persephone ti aspettano per vivere questa meravigliosa storia.

lunedì 29 novembre 2021

Recensione: " Diario di una Schiappa - Colpito e Affondato" di Jeff Kinney.

Le avventure di Greg Heffley tornano in Italia. In questo volume così esilarante e dai toni ironici, tratti distintivi dello stesso autore, verremo travolti dalle (dis)avventure che si possono vivere in vacanza. La famiglia Heffley parte per un viaggio on road, ma sulla strada non ci saranno soltanto i bei ricordi di una vacanza ma tante situazioni davvero spassose. 


DIARIO DI UNA SCHIAPPA - COLPITO E AFFONDATO
Jeff Kinney


Editore: Nome Editore
Formato: Il Castoro Libri 
Prezzo: Rigido 13,00€ Audiolibro 1,00€
Pagine: 224
Trama: Torna Greg, la Schiappa più amata del mondo. Quando Greg Heffley e la sua famiglia partono per un viaggio in camper attraverso il Paese, sono pronti a vivere la più grande delle avventure. Ma le cose non vanno secondo i piani e così si ritrovano bloccati in un campeggio che non è esattamente un paradiso estivo. Le cose peggiorano quando un violento nubifragio li scaraventa in un mare di guai... come faranno a salvare la loro vacanza?

Greg e la sua famiglia tornano alla ribalta e verranno catapultati in una vacanza a dir poco rilassante. Già conosciamo il nostro protagonista, la sua voce narrante ci trasporta in tutto il romanzo. 
Libro davvero interessante e soprattutto con l'ironia che contraddistingue l'autore. Greg è sull'orlo di un esaurimento nervoso, vivere a stretto contatto con la sua famiglia lo sta facendo uscire letteralmente di testa. Ma la situazione non incomincia a pesare soltanto a lui, si sente proprio il bisogno di evadere e allo stesso tempo cambiare aria. Intraprendere il viaggio, soprattutto dopo aver passato tantissimo tempo insieme non sembra l'ideale. 
Come nel film "Vita da Camper" i protagonisti della vicenda intraprenderanno un viaggio all'insegna dell'assurdità delle situazioni. Questo è un altro di quei libri che ho avuto il piacere di leggere assieme al mio aiutante, mio fratello minore che ama l'autore e la serie da lui creata.
Mi sono resa conto che dietro l'ironia del protagonista vi sia tanta immaginazione e cura dei dettagli. Quando la situazione sembra esser nelle quiete acque, ecco che arriva lo scossone a renderle agitate ma soprattutto le risa saranno molte. 


Le (dis)avventure di Greg ci vengono narrate attraverso i suoi occhi e le vignette, le quali come sempre riescono a cogliere non soltanto i dettagli più minuziosi ma anche le battute più salienti. 
Leggerezza e accessibilità sicuramente fanno pensare alla superficialità, ma il diario di bordo del nostro protagonista ci intrattiene a dovere. Una lettura da gustare sotto il plaid, assieme ai piccoli lettori dove sicuramente le risate non mancheranno. Le emozioni narrate sono genuine e pure, tipiche di ogni ragazzo adolescente. Greg affronta ogni argomento con purezza e ironia, soprattutto per via delle situazioni che possono capitare durante un viaggio in camper. Dimenticate assolutamente la pace e la tranquillità, on the road s'incontreranno moltissimi ostacoli... e qualche orso anche curioso! (Parte che sicuramente sia io che il mio piccolo collaboratore abbiamo apprezzato moltissimo). I libri di Jeff Kinney sono storie e vissuti di ragazzi ma anche per i ragazzi, un connubio perfetto per gli adolescenti o per i piccoli lettori che si approcciano alla lettura. Nelle situazioni narrate potremmo riconoscere anche il nostro vissuto. Il mondo che circonda la famiglia Heffley è sicuramente spietato, come la legge della giungla in cui sopravvive il più forte. 
Un messaggio che si legge sicuramente tra le righe è il voler costudire i ricordi di famiglia. La famiglia luogo di calore ed accoglienza, dove ognuno di noi può trovare il giusto riparo. Questo messaggio lo troveremo attraverso il personaggio della madre di Greg, la quale insiste nel voler rendere questa vacanza memorabile. Sicuramente gli intenti sono anche buoni, ma il destino a volte gioca dei brutti scherzi. 

Le ambientazioni riprendono sicuramente la vita quotidiane, contornate da situazioni particolareggiate e le splendide vignette. La penna dell'autore ci travolge attraverso l'ironia che lo contraddistingue, utilizzando un lessico leggero e dai toni colloquiali (soprattutto per agevolare i piccoli lettori). Ammiro sempre la dedizione che l'autore mette nelle sue storie, soprattutto quando deve lasciare dei messaggi profondi come quello sulla famiglia. 
Ironia, sbadataggine e risate sono le parole cardine di questo fantastico volume della serie, dove la schiappa sarà al centro dei riflettori. 

La normalità non fa di certo parte della famiglia Heffley, ma sarebbe anche una condizione abbastanza noiosa... Quindi non farti scappare questa esilarante avventura.

giovedì 25 novembre 2021

Blogtour: "Fairy Oak - Il destino di una fata" di Elisabetta Gnone.

Buonsalve amici lettori, qualche giorno fa avete potuto leggere la recensione del nuovo romanzo di Elisabetta Gnone. Oggi assieme alle altre colleghe blogger, di cui trovate il calendario e le tappe in foto, ci concentreremo sul blogtour. La mia tappa sarà dedicata alla dolcissima Felì!


FAIRY OAK - IL DESTINO DI UNA FATA
Elisabetta Gnone


Editore: Salani Editore
Formato: Copertina Rigida
Prezzo: Rigido 16,90€ 
Pagine: 288
Trama: Una nuova voce, quella dell’autrice, ci racconta la storia di Fairy Oak. Sa molte cose e moltissime ne svela, arricchendo il dipinto che ritrae il popolo della Valle di Verdepiano di dettagli assai curiosi e di nuove, inaspettate sfumature. Il nuovo romanzo di Elisabetta Gnone rivela tutti i segreti (o quasi) della comunità, buffamente assortita, che convive serenamente nel villaggio della Quercia Fatata. In questi anni all’autrice sono state rivolte tante domande e curiosità a proposito della saga, e ha pensato che un libro potesse colmare quei vuoti e risolvere quei dubbi che in tanti sentono ancora d’avere riguardo i suoi abitanti. Poiché l’autrice sa tutto di questa storia, ed è una voce fuori campo, può svelare segreti, entrare in dettagli e raccontare aneddoti e situazioni che i suoi personaggi non possono conoscere o riferire. Per esempio Elisabetta sa quando Grisam Burdock s’innamorò di Pervinca Periwinkle – il momento esatto – e quando il cuore del giovane inventore Jim Burium diede il primo balzo per la sorella di Pervinca, Vaniglia. Sa cosa pensò la fata Felì la prima volta che vide dall’alto il piccolo villaggio affacciato sul mare ed è soprattutto di lei che vi narra, del primo e dell’ultimo anno che Sefeliceleisaràdircelovorrà passò a Fairy Oak, e di quei pochi istanti in cui si compie il destino di una fata. Un destino comune a molti, come scoprirete...

Il personaggio di Sefeliceiosaròdirvelovorrò, Felì ci accompagna sin dal primo capitolo della storia. La fata-tata, dal nome così lungo e allo stesso tempo da un significato dolcissimo.
Ma perchè le fate a Fairy Oak hanno dei nomi impronunciabili?
Poichè solo gli adulti possono chiamare una fata con il nome completo, anche perchè farlo è dovuto solamente per l'imporre degli ordini. Zia Tomelilla sceglie questo "nomignolo", ma posso dire che mi ha sempre trasmesso un sacco di felicità e sicurezza. 
La fata-tata viene dal Regno delle Rugiade D'argento e ha quasi mille anni, per arrivare a Fairy Oak ha dovuto affrontare un lunghissimo viaggio. A Felì è stata affidata la cura delle bambine, e il suo lavoro lo svolgerà con passione e dolcezza. Sicuramente quest'ultima è una caratteristica cardine del suo carattere, non c'è cosa più bella di ascoltare o di leggere l'emozione della fatina mentre racconta le avventure delle gemelle. L'ora del Racconto si svolge a mezzanotte, Felì si presta come ogni notte da tradizione a raccontare i fatti più salienti della giornata alla zia Tomelilla. Sicuramente ciò che colpisce di Felì non è solo la sua dolcezza, e qualche volta la sua sbadataggine...ma è il suo istinto materno. La dedizione che mette in ogni suo gesto per poter insegnare aneddoti o insegnamenti alle gemelle è straordinario. 
Attraverso il suo personaggio conosceremo o riscopriremo dei valori che nel tempo sembrano essersi persi. 
Solo attraverso i suoi racconti riusciremo a cogliere l'amore che lega le gemelle. Un sentimento reale e dai tratti distintivi che lega le due sorelle indissolubilmente. Ma non solo questo tipo di amore, ma anche varie sfumature di quel sentimento che alberga nei cuori dei vari personaggi di Fairy Oak. 
Molto importante è il tema dell'amicizia, non soltanto tra la Banda ma anche delle fate-tate. Quel rapporto che va oltre la cordialità, ma che ci farà vivere esperienze uniche nel suo genere. Felì ci insegna ad amare e rispettare la natura con una delicatezza tale da insinuarsi dentro di noi. Il suo personaggio è un simbolo di purezza d'animo e sarà davvero difficile non farsi coinvolgere con entusiasmo dalla sua spiccata personalità. 

Felì e le gemelle vi aspettano per questa splendida avventura.

lunedì 22 novembre 2021

Review Party: "Fairy Oak - Il destino di una fata" di Elisabetta Gnone.

Tornare a casa, a Fairy Oak, è stato così emozionante. Elisabetta Gnone ci propone un'opera dai toni: nostalgici, genuini e soprattutto emozionanti. Percepire ciò che la piccola Sefeliceleisaràdircelovorrò, Felì, ci travolge come un uragano. Una lettura adatta per i più piccini, ma anche per chi ha voglia di rivivere una delle storie più magiche di sempre. 


FAIRY OAK - IL DESTINO DI UNA FATA
Elisabetta Gnone


Editore: Salani Editore
Formato: Copertina Rigida
Prezzo: Rigido 16,90€ 
Pagine: 288
Trama: Una nuova voce, quella dell’autrice, ci racconta la storia di Fairy Oak. Sa molte cose e moltissime ne svela, arricchendo il dipinto che ritrae il popolo della Valle di Verdepiano di dettagli assai curiosi e di nuove, inaspettate sfumature. Il nuovo romanzo di Elisabetta Gnone rivela tutti i segreti (o quasi) della comunità, buffamente assortita, che convive serenamente nel villaggio della Quercia Fatata. In questi anni all’autrice sono state rivolte tante domande e curiosità a proposito della saga, e ha pensato che un libro potesse colmare quei vuoti e risolvere quei dubbi che in tanti sentono ancora d’avere riguardo i suoi abitanti. Poiché l’autrice sa tutto di questa storia, ed è una voce fuori campo, può svelare segreti, entrare in dettagli e raccontare aneddoti e situazioni che i suoi personaggi non possono conoscere o riferire. Per esempio Elisabetta sa quando Grisam Burdock s’innamorò di Pervinca Periwinkle – il momento esatto – e quando il cuore del giovane inventore Jim Burium diede il primo balzo per la sorella di Pervinca, Vaniglia. Sa cosa pensò la fata Felì la prima volta che vide dall’alto il piccolo villaggio affacciato sul mare ed è soprattutto di lei che vi narra, del primo e dell’ultimo anno che Sefeliceleisaràdircelovorrà passò a Fairy Oak, e di quei pochi istanti in cui si compie il destino di una fata. Un destino comune a molti, come scoprirete...

Veder crescere le gemelle, Pervinca e Vaniglia, è stato emozionante non soltanto per il lettore ma anche per la piccola Felì. La fata tata che inizialmente vedremo alle prime armi, intimorita e anche un po' eccitata per l'arrivo delle bambine. Il personaggio di Felì mi ha sempre trasmesso una tenerezza e delicatezza incommensurabili. 
La fatina che seguiva ovunque le ragazze, che come una mamma consigliava, riparava e anche aiutava le sue predilette. Mi sono sempre chiesta cosa avesse provato appena ebbe varcato la porta della famiglia Periwinkle. 
I suoi racconti pieni di emozione ci travolgeranno dalla prima all'ultima pagina. 
La dolce Felì che accompagna le gemelle sin dalla nascita, ci insegna tutto ciò che dovremmo sapere sull'amore e sulla cura della natura ma anche dell'altro. 

Ritornare e rivivere ciò che si conosce sono queste le componenti cardine del romanzo. Attraverso gli occhi, non più della dolce fatina, ma della stessa autrice riusciremo a comprendere e rivivere ciò che abbiamo letto. Con delicatezza e dolcezza che contraddistinguono Elisabetta Gnone entreremo nel vivo della storia sin da subito. Ritornare a Fairy Oak, anche quest'anno è stato difficile ma allo stesso tempo dolce. I personaggi che conosciamo e le avventure che abbiamo vissuto erano lì ad aspettarci.
Lo scorso dicembre quando partecipai alla conferenza con l'autrice, posi proprio la domanda di come fosse tornare in un luogo in cui si era stati bene. 
Ritornare a Fairy Oak è come non essersi mai allontanati da casa, e con sguardo pieno di malinconia ci ritroveremo ad ascoltare l'ora del racconto assieme a Felì e la zia Tomelilla. 

«É il destino di una fata, diventare invisibile quando i bambini crescono.
E non è una magia.»
Felì ci ha sempre tenuto compagnia durante la narrazione, ma in questo volume l'autrice ha voluto lasciare spazio alla sua voce. I sentimenti che proviamo sono molteplici e allo stesso tempo intensi. Ho citato molte volte la malinconia ma le pagine di questo volume riescono a rappresentare a pieno questo sentimento. A volte anche attraverso la piccola fata riusciremo a percepire il suo magone prima della partenza, il tempo passato assieme alle gemelle sembra esser volato. Lasciare Fairy Oak la fa sentire spaesata e allo stesso tempo si domanda se ciò che ha lasciato in quelle ragazzine possa rimanere sempre con loro. 
Le sarebbe piaciuto poter rimanere con loro e vedere ciò che il futuro le serbava ma una fata tata deve partire quando non c'è più bisogno del suo aiuto, e lei lo riconosce.  

Questo romanzo è arrivato al momento giusto, come la brezza leggera nelle giornate di autunno. La Gnone dà voce a molti aneddoti e racconti che da fan della serie avrei voluto conoscere e scovare. Facendo luce anche a punti dove gli occhi e le orecchie della piccola fatina non si erano ancora posati. L'autrice con maestria e semplicità riuscirà a coinvolgere il lettore incitandolo nella sua "voglia di conoscenza". 
I messaggi trattati in questo romanzo sono molteplici e allo stesso tempo così intensi da lasciarci senza fiato. 

Il worldbuilding è spettacolare, Fairy Oak è così come la abbiamo lasciata. Delineata, viva e dai tratti reale. Non posso fare a meno di constatare come sia interessante e allo stesso tempo travolgente la veridicità del villaggio che ci troviamo di fronte. 
Ho sempre amato ed apprezzato questa peculiarità dell'autrice di descrivere accuratamente il mondo che ci circonda, senza mai appesantire la lettura (essendo un libro rivolto ai più piccini).
Le descrizioni fotografiche non sono solo la sua chicca migliore, anzi è sbalorditivo il suo modo di coinvolgere il lettore a 360°. 

«Si dice che le fate siano capaci di percepire all’istante i sentimenti degli esseri umani e di provarli a loro volta, immedesimandosi al punto da soffrire e gioire come la persona che hanno davanti.»
La penna dell'autrice è inconfondibile. Il lessico dai tratti forbiti è adatto persino ai giovani lettori che si approcciano alla lettura. La narrazione è sempre un crescendo, attraverso i sentimenti di gioia di Felì fino ai momenti malinconici che possono contrassegnare le ultime pagine. Non posso fare a meno di ammettere di essermi profondamente commossa sul finale, mi sono sentita coinvolta con tutta me stessa. 
Questo libro credo che sia nato come bisogno di dar voce e luce a molte cosa che l'autrice nel corso degli anni ha voluto introdurre. Incontrare Felì, le gemelle e tutti gli abitanti è stato veramente travolgente. Ho sperato fino all'ultimo di avere qualche indizio per un altro volume di questa fantastica serie...mai dire mai.

E tu sei pronto per ritornare a Fairy Oak? Ci sta un sacco di storie che devi conoscere e scoprire... Cosa aspetti?

sabato 20 novembre 2021

Recensione: "Tunnel di Ossa" di Victoria Schwab.

 Abbiamo conosciuto Cass nel primo volume della trilogia di Victoria Schwab. L'autrice con le sue accurate descrizioni ci farà conoscere la ville lumière: Parigi. 
Attraverso gli occhi di Cass e con il suo fantasma-amico ci avventureremo tra i vicoli parigini alla scoperta di un mistero ormai sepolto da tantissimi anni.

TUNNEL DI OSSA
Victoria Schwab

 (4.5)

Editore: Oscar Vault
Formato: Copertina Flessibile & Ebook
Prezzo: Flessibile 15,00€ Ebook 8,99€
Pagine: 342
Trama: Cass è nei guai. Ancora più del solito. Insieme a Jacob, il suo migliore amico fantasma, Cass si trova a Parigi, dove i suoi genitori stanno girando il loro programma televisivo sulle città più infestate del mondo. Certo, mangiare croissant e visitare la Tour Eiffel è un vero spasso, ma sotto Parigi, nelle raccapriccianti Catacombe, c'è in agguato un pericolo spettrale. Quando Cass risveglia un poltergeist terribilmente potente, deve affidarsi alle sue abilità di cacciatrice di spettri, ancora tutte da dimostrare, e chiedere l'aiuto di amici vecchi e nuovi per svelare un mistero. Se fallirà, le forze che ha ridestato potrebbero rimanere a infestare la città per sempre. L'autrice Victoria Schwab torna al mondo di "Città di spettri", regalandoci nuove avventure e una lezione sull'amicizia (perché, a volte, anche i migliori amici fantasma hanno segreti...).

In questo secondo volume della trilogia ho denotato che Cass sia cresciuta, non solo a causa della sua impulsività ma anche per la sua determinazione. La protagonista non ha un'evoluzione così evidente, rispetto al primo volume, ma devo dire che anche qualche suo pensiero mi abbia coinvolto al 100%. In lei si denota la responsabilità di aiutare le anime che sono bloccate nel Traverso, riesce a sentire umanamente il loro dolore e la necessità di dargli pace. 
Ma sullo stesso fronte vediamo il personaggio di Jacob, che nonostante sia riluttante nell'aiutare Cass non perchè non voglia ma semplicemente ha paura per la sua migliore amica. E quindi si denota in netta contrapposizione tra i due: la ragazzina che vorrebbe poter aiutare in modo coscienzioso le anime e il suo amico fantasma che vorrebbe semplicemente proteggerla. In questo volume avremo qualche informazione sul personaggio di Jacob, che sinceramente ho apprezzato maggior mente e credo che nel prossimo volume ci sarà tanta carne sul fuoco. 

Anche qui i personaggi secondari sono semplicemente tratteggiati a livello psicologico. Avrei preferito maggior approfondimento sui genitori di Cass, ma credo che servano semplicemente da sfondo per la vicenda. 
In questo volume la presenza del villain sarà maggiore e soprattutto non sarà delineata superficialmente. Punto a favore per la Schwab è sicuramente la peculiarità in cui ha scelto "il cattivo" in cui si imbatterà nel corso della vicenda la protagonista. Vi è una ricercatezza sia le informazioni ma anche per gli indizi che saranno sulla strada per la vicenda. 
Anche qui il paranormale si mescola alla quotidianità creando un perfetto connubio dove la fantasia e la realtà coesistono. Leggere di Cass e delle sue vicende dentro il Velo ci appassiona e coinvolge. Il romanzo è una ventata fresca, ottimo sicuramente per una lettura autunnale in un giorno di pioggia. 

«Conosci la definizione di follia, giusto?»
«Vuol dire fare la stessa cosa all'infinito, aspettandosi ogni volta un risultato diverso.»
 Il potere di attraversare il Velo, se nel primo volume era quasi incontrollabile, in questo volume abbiamo un padroneggiamento diverso e più consapevole. Cass cresce nettamente da questo punto di vista, in modo da poter aiutare le anime che reclamano il suo aiuto. 
Come sempre la Schwab si riconferma di essere abile e mutevole nella costruzione del worldbuilding. Ho sempre voluto visitare Parigi, ma l'ho fatto solo attraverso i libri e Victoria Schwab mi ha fatto sognare con le sue descrizioni.
É stato veramente un sogno ad occhi aperti, e poter camminare e visitare tutti quei luoghi attraverso gli occhi di Cassidy mi hanno letteralmente emozionato e invogliato nella lettura. A differenza di Edimburgo, dove il Velo appariva oppressivo, Parigi è silenziosa ma vi sono dei luoghi in cui si scatena tutta l'attività paranormale. 
Fantasmi, vicoli parigini e l'odore delle croissant il tutto contornato da una trama che si infittisce pagina dopo pagina. 

«Qualcuno qui c’è. Deve esserci. 
È questo il bello del Velo: si forma solo se c’è un fantasma. 
È come un palcoscenico sul quale gli spiriti mettono in scena i loro ultimi istanti, qualunque sia l’accaduto che impedisce loro di proseguire il viaggio.»
La narrazione è mantenuta identica come il primo volume, ovvero giocosa e molto leggera, il tutto contornato dalla prima persona. Posso dire che questo volume mi ha particolarmente incuriosito per la crescita sia narrativa che di scrittura della stessa autrice.
Il lessico utilizzato è semplice e diretto, dai tratti colloquiali e giovali. Ho apprezzato particolarmente le informazioni su Jacob, cosa che nella prima recensione erano venute a mancare. La Schwab si riconferma per essere un'autrice camaleontica.
Il finale mi ha incuriosito poichè non sembra proprio che la serie stia per concludersi, anzi la storia di Cassidy sembra finalmente arrivare a una svolta. Sono davvero curiosa di conoscere la prossima città, il prossimo fantasma e soprattutto ciò a cui andrà incontro la nostra ambiziosa protagonista. 

Sei pronto ad affrontare la prossima avventura tra le strade della città della luce? Parigi ti aspetta, e con lei anche Cass e Jacob.

mercoledì 17 novembre 2021

Review Party :"Gods&Monsters - La strega e il cacciatore vol. 3" di Shelby Mahurin.

 

Lou è cresciuta nascondendosi, cercando riparo e lasciando sè stessa al mondo esterno. In questo volume, conclusivo, della saga verremo travolti da situazioni ed emozioni paradossali. Lou e il suo amato cacciatore non saranno mai al sicuro, ma questa fuga arriverà ad un punto d'arresto. Sta alla nostra protagonista arrestare la sua corsa e, reclamare ciò che realmente le spetta.


GODS&MONSTERS - LA STREGA E IL CACCIATORE VOL.3
Shelby Mahurin
 (4.5)

Editore: Harper Collins
Formato: Copertina Rigida & Ebook
Prezzo: Rigido 17,90€ Ebook 6,99€
Pagine: 528
Trama: Lou è in fuga da quando era poco più che una ragazzina. Ma ora, dopo che Morgane l’ha quasi annientata, è giunto il momento di reclamare ciò che le spetta di diritto. Ma questa non è più la Lou che i suoi amici conoscevano. Non è più la Lou che ha saputo conquistare il cuore di un cacciatore. È sprofondata nell’oscurità, e questa volta nemmeno l’amore riuscirà a salvarla dall’abisso. Mentre Lou lotta contro i suoi demoni, streghe, cacciatori e persino gli spiriti stessi della terra si radunano per combattere la battaglia finale. E Reid dovrà affrontare una scelta devastante: un sacrificio terribile, o la morte di tutti coloro che ha imparato ad amare. COMUNQUE SIA, QUESTA STORIA FINIRÀ CON UN PALO E UN FIAMMIFERO…

Lou è sempre stato un personaggio complesso, segnato dal suo passato e dai suoi demoni. All'inizio di questo terzo volume la ragazza starà combattendo contro sè stessa, contro ciò che alberga dentro di sè. Ci troviamo di fronte a una ragazza spenta, senza la solita vitalità o sfacciataggine che la contraddistinguono. Il suo animo è spezzato e dilaniato del dolore, ma Lou non ha paura di ciò affronta tutto a testa alta mettendosi alla prova. Ritrovare sè stessa sarà un cammino doloroso e intricato, ma dopo un lungo sguardo nell'abisso ci si butterà a capo fitto. 
Anche in questo volume l'autrice punta a lasciare spazio a Reid, e devo ammettere di aver rivalutato il suo personaggio già dai primissimi capitoli. Lo chasseur, se un tempo devoto e con un'avversione verso le streghe, si ritroverà intricato nella sua mente e nei suoi ricordi. Il giovane ha un'evoluzione psicologica non indifferente. Attraverso le pagine percepiremo l'amore verso Lou, sua moglie e strega. Un amore viscerale che attanaglia lo stomaco, che va oltre all'elettricità che può scatenare anche solo sfiorarsi la mano. 
Ma anche Reid cadrà nella tela del ragno, qualcosa dentro di sè si strapperà e rimettere insieme i fili sarà difficile. É come una storia che si ripetere, riprendere da capo è difficile e accettare delle verità lo sarà altrettanto.  

Ripensando ai precedenti volumi devo sottolineare l'evoluzione psicologica dei personaggi. Il più giovane chasseur e, cacciatore di streghe, che rivoluziona la sua vita per quella donna che dovrebbe uccidere. Tra le pagine si denota le dedizione e un amore così grande da parte della Mahurin per riuscire a creare quella magia che ogni romanzo dovrebbe avere. Un sentimento che va oltre l'amore, il rispetto reciproco e la fisicità quello di Lou e Reid è qualcosa di puro costruito per tre interi romanzi. L'autrice è riuscita abilmente a non rendere la loro storia d'amore mai sottotono o banale, vi sarà sempre una battuta di Lou a far ridere oppure il classico muso imbronciato del suo sposo. 
«Il n'y a pas de roses sans épines.»
Non ci sono rose senza spine. 
Come sempre i capitoli sono alternati dai POV'S dei due personaggi. In questo ultimo volume conosceremo le sfumature di entrambi i personaggi, non riusciremo a prevedere i loro piani ma entreremo in sintonia col loro pensiero e lo faremo nostro. 
I personaggi secondari che conosciamo dai precedenti volumi avranno un ruolo più centrale. Non posso fare a meno di constatare questa scelta da parte dell'autrice, che ha davvero svoltato la visione di ogni personaggio. Non saranno delineati alla perfezione poichè li conosciamo prettamente attraverso gli occhi dei protagonisti, ma ammetto che ho amato Beau e Coco
In particolar modo quest'ultima che rimarrà al fianco di Lou fino alla conclusione. La loro non è amicizia, ma sorellanza. Hanno vissuto la loro intera vita scappando e rifugiandosi, hanno condiviso gioie e dolori. Quest'ultimi hanno segnato particolarmente entrambe, ma non hanno mai esitato o demorso, l'una c'era sempre per l'altra.

Ho amato questa componente nel romanzo, anche perchè spesso il ruolo dell'amicizia non ci viene narrato così. La Mahurin è riuscita a farci comprendere cosa vuol dire davvero essere amici e soprattutto cosa significhi accogliere il dolore dell'altro e farlo proprio. 
Dolori come quelli che hanno scalfito l'anima e hanno reso loro le donne che sono adesso. Comprendersi e riuscire comunque ad arrivare un fine. 
Spero molto di leggere uno spin off su questi personaggi, per poter avere una maggiore visione introspettiva e forse scoprire ciò che si cela dietro i loro animi.

«Da troppo tempo vivi nella paura.»
«La paura mi ha aiutata a sopravvivere.»
«La paura ti ha impedito di vivere.»
Se il secondo volume si approccia sottotono, in questo si ha una vera e propria rivoluzione. Vi è un bilanciamento perfetto tra trama e introspezione dei personaggi, e tutto ciò rende la lettura fluida. I momenti dolorosi per ritrovare ciò che si è perduto sono serviti per poter esplorare meglio i personaggi, e far in modo che il lettore s'interroghi su ciò che avverà.
Le atmosfere dark, tipiche della trilogia, sono presenti ma come sempre da sfondo. L'unica pecca è proprio questa, non vi è un delineamento dettagliato del mondo in cui ci si trova. Ma questo dona la possibilità al lettore di poter spaziare con la sua fantasia, e di addentrarsi nella vicenda come può.  
Non mancherà di certo l'uso della magia e di creature magiche. S'introducono nuovi aspetti e nuove creature, anche le più disparate e si arriverà a un punto dove l'abisso più nero non ci farà paura. 

«C'era una volta un cacciatore 
che aveva attraversato tutto il regno 
per salvarmi dall'altare sacrificale di Morgane.»

 

La narrazione spicca tra le pagine, è fluida e scorrevole. Ho letto il romanzo in davvero poco tempo e mi sono ritrovata a metà libro senza rendermene conto. Ho di certo apprezzato questa ripresa, visto il precedente volume. Le informazioni sono bilanciate e calibrate al punto giusto, dove la curiosità del lettore cresce man mano che si va avanti nella lettura. Il lessico utilizzato come sempre è semplice e diretto, con qualche parola in francese molto facile e intuibile. L'autrice dosa i colpi di scena ma i più grossi arrivano sempre sul finale, in modo che possano lasciarci senza fiato fino alla fine. Il finale perfetto per una trilogia, il quale ci lascia attoniti e stremati poichè le emozioni di lasciare questi personaggi sono davvero troppe.
É stato difficile concludere questo volume, ma solo perchè dietro vi è l'affetto verso quei personaggi che hanno lasciato dentro di me un loro pezzettino del loro essere.

La storia di Lou e Reid giunge al termine... E tu cosa faresti se ti innamorassi del tuo peggior nemico?