Visualizzazione post con etichetta Review Party. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Review Party. Mostra tutti i post

lunedì 6 marzo 2023

Recensione: "Destini incrociati" di Lexi Ryan.

Abbiamo già incontrato Brie e la sua battaglia nel precedente volume, la sua testardaggine e caparbietà la contraddistingueranno sempre. Nuove sfide si presenteranno sul suo cammino. La sua fiducia è stata tradita, dovrà scegliere di chi fidarsi di: Finn o di Sebastian? 


DESTINI INCROCIATI
Lexi Ryan

 (3-)

Editore: Mondadori Libri
Formato: Copertina Rigida & Ebook
Prezzo: Rigida 19,90€ Ebook 9,99€
Pagine: 324
Trama: Il palazzo dorato è avvolto dal velo della notte. La mia notte. Le mie tenebre. Il mio potere. Quando seppe che la sorella Jas era stata venduta al re dei Fae delle ombre, Brie pensò che la sua vita non sarebbe potuta andare peggio di così. Ma ora, intrappolata in una ragnatela di bugie che lei stessa ha tessuto, dal momento che, innamorata contemporaneamente di due principi, non può più fidarsi di nessuno dei due, la sua esistenza non le appare certo più semplice. La guerra ormai è alle porte della corte di Unseelie, eppure Brie non è ancora in grado di scegliere da che parte stare. Come potrebbe farlo, visto che non è capace di comprendere nemmeno se stessa? Più precipita, più le appare chiaro che le profezie non mentono e che lei – che le piaccia o meno – ha un ruolo da giocare nel destino del regno fatato.

Riprendiamo la vicenda della storia da dove l'abbiamo lasciata, Brie scappa da ciò che non solo il fato ha deciso di riservarle. Ammetto che il suo personaggio, che inizialmente mi aveva ammaliato, in questo secondo volume si rivela essere maggiormente più stereotipizzato. Infatti, non posso fare a meno di denotare come qualsiasi situazione di pericolo venga scampata dalla protagonista e quasi sempre vi è qualcuno in suo aiuto.
Capita spesso che lo scrittore si affezioni così tanto al suo personaggio da creare un plot armor ovvero la protagonista vince ogni avversità per motivi di trama. 
Il fato non ha scelto per lei, è stata lei a scegliere l'unione con Sebastian. E ciò non solo ci riserba sgomento e tifi per Finn, ma anche i comportamenti della stessa Brie sembrano essere contraddittori. La protagonista sceglie deliberatamente il proprio destino, ma sembra che le sue azioni non corrispondano adeguatamente ai suoi sentimenti. 
Anche quest'ultimi abbastanza contraddittori e superficiali, si passa dall'amore più profondo all'odio senza mai a riuscire a comprendere bene il perchè di determinate scelte. L'empatia è sicuramente mancata con il personaggio di Brie, lei stessa ne pecca con chi si trova di fronte al suo cammino. 

Il triangolo amoroso in questo volume diviene il fulcro centrale, nonostante di sfondo vi sia un importante scenario da condurre. Vi è una trasformazione sentimentale, e l'atteso romanticismo prenderà piede per tutta la vicenda. Da amici, combattenti diverranno amanti dove l'alchimia di certo non mancherà. Ma anche qui diciamo che l'autrice sembra esser caduta molto nel clichè dei romance: il triangolo, la vicinanza fasulla e anche gli incontri che non sono così casuali. Nonostante questo possa sopperire alle vicende della storia, ciò che accade in contemporanea è una lotta continua tra le due Corti. 
Il worldbuilding non viene mai esplorato, vi sono dei dettagli ma vi è sempre un accenno che l'autrice ci fornisce. A mio avviso avrebbe dovuto giocare di più su dettagli rilevanti piuttosto che concentrarsi sulle relazioni all'interno del romanzo. Altra pecca è sicuramente la mancanza di una minaccia imminente e/o di un vero villains vero e proprio. Avrebbe donato al romanzo più dinamicità.

Come sempre la narrazione risulta scorrevole e lineare, nonostante le prime cento pagine siano ridondanti. Il finale mi ha leggermente deluso, vi è molta frettolosità nella vicenda nonostante nel corso della storia vi siano dei miglioramenti. I personaggi principali e secondari subiscono una leggera evoluzione, ma nonostante ciò tutto è sopperito dalla superficialità della situazione. A mio avviso il romanzo avrebbe dovuto essere un unico volume, poichè molte dinamiche potevano esser sfoltite e aver maggiore spessore per caratterizzare la vicenda. 

Nonostante tutto il romanzo è una lettura leggera, ti va di scoprirla?

martedì 28 febbraio 2023

Recensione: "Promesse Vane" di Lexi Ryan.

 "Promesse Vane" sbarca finalmente in Italia. Un romanzo con Fae, umani e moltissimi intrighi tutti da scoprire. Brie è una ladra e nel suo animo vi è un odio viscerale per gli esseri fatati. Ma il destino cambierà le sue carte e la catapulterà in una situazione al di fuori della normalità.
L'abile ladra riuscirà a sopravvivere alle sfide che le verranno proposte?


PROMESSE VANE
Lexi Ryan

 

Editore: Mondadori 
Formato: Copertina Rigida & Ebook
Prezzo: Rigida 19,90€ Ebook 9,99€
Pagine: 312
Trama: Potrei godermi l'oscurità, ma non sprecherò il mio tempo. Queste ore appartengono a spie e ladri. Appartengono a me. Se c'è una certezza nella vita di Brie è che odia i Fae con tutta se stessa e che preferirebbe morire di fame per strada piuttosto che avere a che fare con loro. Quando però la sorella Jas viene venduta come schiava a Mordeus, il sadico re Fae di Unseelie, per ripagare un debito, non può che rivedere la sua posizione. Per riportarla a casa, infatti, è costretta a stringere un patto proprio con il sovrano delle ombre: dovrà introdursi nella corte nemica, la corte del Sole, e, una volta dentro, rubare tre oggetti magici che un tempo gli erano appartenuti. Accedere al palazzo dorato è un'impresa tutt'altro che semplice, però, tanto che l'unica possibilità per riuscirci sembra essere spacciarsi per una delle pretendenti del principe Ronan, erede al trono. Determinata a portare a termine la sua missione senza farsi distrarre dal cuore, decide infine di accettare l'aiuto di una banda di disperati, di cui ignora però le vere intenzioni. A mano a mano che la conoscenza con il loro capo Finn si approfondisce, Brie si ritrova a combattere con se stessa per resistere al suo fascino seduttivo. In bilico tra due corti ugualmente pericolose, Brie sarà costretta a decidere di chi fidarsi e a chi offrire la propria lealtà. E quindi il proprio cuore.

Brie è un personaggio o che si ama o che si odia, con lei non esistono mezze misure. Il suo carattere determinato riesce ad ammaliare il lettore, ma durante la lettura ciò che ho riscontrato è stato poco spessore psicologico. Non sono riuscita ad entrare in empatia con lei, non sono riuscita a comprenderla a pieno nelle sue decisioni e spesso mi sono ritrovata a pensare che le sue azioni non seguissero il filone narrativo.
Mi sarei aspettata molto di più da una protagonista dotata di caparbietà. Analizziamo la storia dai suoi occhi e dalle sue sensazioni. Tutto ciò è contornato dalla smania e dalla ricerca di poter trovare una soluzione: riuscire a salvare la sorella Jas. 
Il mondo fatato non è ben visto dalla protagonista, in lei risiedono sentimenti di sdegno e quasi ribrezzo verso quel luogo, ma per salvare la sorella dovrà combattere con unghie e denti. 

Non sarà sola in questa avventura, accanto a lei ronzano intorno due Fae  affascinanti ma con differenti obbiettivi e caratteristiche. Il principe dorato, Ronan, nutre dei sentimenti genuini e totalizzanti. Ciò la condurrà ad avvicinarsi al giovane erede al trono, senza perdere mai perdere il suo obiettivo principale. 
L'autrice crea così il triangolo perfetto, concentrandosi in particolar modo su l'altro Fae ovvero Finn (che a mio avviso ho apprezzato maggiormente). La sua oscurità è palpabile, i suoi occhi argentei penetrano nell'animo del lettore e lo ammalia. La sua è una psicologia complessa, contornata da segreti e molti lati da scoprire. Il suo animo sarcastico è ferito, ma ciò che nasconde è anche l'avidità con cui deve compiere la sua missione. Brie si ritrova ben presto in un triangolo, senza mai capire sè stessa. Ciò che mi ha fatto storcere il naso sono sicuramente delle forzature all'interno delle dinamiche relazionali e soprattutto nel triangolo. 
«Abriella, ogni stella in quel cielo brilla per te.»
La costruzione iniziale del romanzo inizialmente non mi ha fatto impazzire, diciamo che fino a metà libro ho avuto soltanto delle opinioni poco positive. L'autrice con la sua penna fluida riusciva ad intrattenere il lettore, ma mancavano così tante informazioni che non riuscivo a comprendere determinate azioni dei personaggi.
Quest'ultimi hanno acquisito dimensionalità solo successivamente, infatti sono riuscita a comprenderli a pieno ed a biasimarli per alcune scelte. 
Dopo aver superato la metà il libro incomincia a formarsi, a strutturarsi più complessivamente ed a intrigare il lettore nella sua totalità. Le tematiche e domande incominciano ad avere delle risposte salienti, ancora qualcuna deve essere risolta ma ciò mi ha fatto maggiormente apprezzare l'opera. La profondità dei personaggi viene finalmente esplorata nonostante vi siano ancora delle sfaccettatura d'ombra. Per quanto riguarda il worldbuilding è accennato e mi sarebbe piaciuto poterlo approfondire di più, ma spero nel secondo volume.

Leggendo la trama la prima cosa che mi ha fatto pensare è la somiglianza con "La Corte di Rose e Spine" di Sarah J. Maas. Per poi ricredermi, poichè nonostante evidenze siano similari i personaggi si distinguono soprattutto per sfaccettature differenti. Negli ultimi anni i Fae come protagonisti sono sempre più apprezzati nei romanzi e, ammetto che io stessa avevo peccato di ritrovare qualche somiglianza con la saga sopracitata. "Promesse Vane" è un romance fantasy che si divora pagina dopo pagina.

«Io sono le tenebre, e il potere che mi scorre nelle vene è più forte che mai.»
Il lessico è colloquiale e dai tratti ammalianti, sicuramente tutto ciò contribuisce a rendere scorrevole anche la narrazione. Nota dolente è stata la traduzione, ho trovato parecchi refusi e mancanza di congiuntivi che mi hanno fatto storcere il naso. L'autrice è stata molto abile nel creare la suspense finale, poichè lascia il romanzo proprio sul più bello.
Nonostante alcune azioni/ situazioni le avesse già comprese, il plot twist finale mi ha lasciato senza fiato. La leggerezza che contraddistingue il romanzo ci fa apprezzare maggiormente le sue luci e ombre. 

Brie sacrifichirebbe la sua vita per salvare la sorella Jas, l'aiuterai nella sua impresa?

venerdì 10 febbraio 2023

Intervista a Giulia Reverberi - Autrice di "Zombie Friendly".

Dopo la recensione di "Zombie Friendly" di Giulia Reverberi. 
Non potete perdervi questa intervista con l'autrice! Godetevi la lettura di questa fantastica chiacchierata.


ZOMBIE FRIENDLY
Giulia Reverberi

Editore: Self Publishing
Formato: Copertina Flessibile & Ebook
Prezzo: Flessibile 20,00€ Ebook 5,90€
Pagine: 434
Trama: Andrew Woodcrown ha sempre pensato che la fine del mondo sarebbe avvenuta in modo drammatico: un asteroide che colpisce il pianeta, uno tsunami che si abbatte sulle terre abitate, un olocausto nucleare che spazza via ogni cosa. E invece no. Nessun comunicato alla televisione, nessun utente social che scrive stati sarcastici su come sarebbe morto da lì a pochi secondi, nessun cielo in fiamme adatto per le foto pre-morte degli influencer. Il genere umano si è estinto nel silenzio, uno di quelli pieni di imbarazzo, che seguono una battuta brutta. Una folla di zombie ha invaso la tranquilla cittadina americana di Redwood Town, mentre Andy era solo in casa con il suo bassotto Woodstock. Da quel momento la sua vita è cambiata, il suo unico lavoro è diventato non farsi ammazzare. E quando le scorte di cibo hanno iniziato a scarseggiare, ha deciso di affrontare un viaggio alla ricerca della cosa più pericolosa mai esistita: gli esseri umani. Come sopravviverebbe una persona normale in un apocalisse? Armato di ansia, sarcasmo e cultura nerd, Andy tenta tutti i giorni di rispondere a questa domanda, conscio di avere più limiti di una funzione algebrica e meno possibilità di una relazione nata dalle app di incontri.

Buongiorno, Giulia! Ti va di presentarti e di parlarci un po' di te come persona e come
content creator?

Buonsalve! Questo è quel momento in cui non sai mai cosa dire, non importa quanto interessante sia la tua vita. In breve sono una persona che ama le storie, fin da bambina ho studiato scrittura, prima sotto la guida dei miei genitori e poi ho proseguito da sola con manuali di narratologia e corsi. Mi sono appassionata anche al cinema e alle serie tv e ho condiviso il mio percorso su youtube. Da lì mi si è aperto un mondo, ho iniziato a parlare di libri su instagram, di scrittura su tiktok e le live su Twitch mi hanno permesso di condividere il mio percorso nella creazione e produzione di Zombie Friendly. E alla fine eccomi qui. Attualmente lavoro sia come content creator che come scrittrice (per ora solo self, si spera in futuro di diventare ibrida) e editor. Non vedo l'ora
di aiutare qualcuno con i suoi personaggi!

Non esiste tantissima letteratura italiana dedicata agli zombie, come mai hai deciso di
esordire con un libro proprio su di loro?

Gli zombie sono un argomento molto difficile. Mi sono sempre piaciuti in letteratura, sul grande schermo e nei videogiochi ma non avrei mai pensato di utilizzarli per qualcosa di mio. Sembra un clichè ma è stata la storia a venire da me mentre lavoravo in un'azienda di videogiochi. Doveva essere un'avventura giocabile ma alla fine il progetto non mi ha convinta e me ne sono andata con un protagonista ansioso in un'apocalisse zombie e ben poche idee sul suo futuro. Ho deciso di crederci e di autoprodurmi, conscia che gli zombie abbiano un mercato limitato e volendo sfruttare questa occasione per rendermi editorialmente indipendente e consapevole di come funziona il "produrre un libro". Sono gli zombie ad aver scelto me, in sostanza.

Esiste una ragione per la quale hai optato per l'autopubblicazione? Hai fatto tutto da sola,
inclusi i curatissimi inserti, deve essere stato faticoso!

Sì assolutamente, ho recentemente scritto un articolo sul mio blog per spiegare quanto questo
processo di produzione sia stato voluto ma anche difficile. Ho pensato che sarebbe stato interessante mettermi alla prova in tutte le fasi di produzione, un'esperienza che mi avrebbe resa più consapevole di come funziona il mercato editoriale e di come nasce un libro, dalla storia all'oggetto fisico. Non sono contraria alla pubblicazione tradizionale, anzi, spero in futuro di poter continuare entrambe le vie ma trovo che spesso, quando si parte, le condizioni che molte case editrici offrano siano svantaggiose. Partire è un problema, ti accontenti spesso di quello che ti viene concesso pur di farlo e a me questa cosa mi ha sempre messa a disagio, mi sembrava di non avere scelta. Ora con il percorso in self so come funziona il mercato e, qualora mandassi un manoscritto ad una casa editrice, so che posso rifiutare una situazione che non mi sembra adatta perchè ho sempre un'altra strada a disposizione.

In Zofri si denota una certa quantità di ricerca, quanto hai dovuto studiare per scriverlo?

Molto. Solo per la storia ho dovuto fare un mese di ricerche, alcune serie come quelle scientifiche sulle epidemie e sull'ansia patologica o quelle di antropologia che hanno mi permesso di comprendere i meccanismi sociali delle piccole comunità, fino a quelle più strampalate come 'I cervi sentono gli ultrasuoni?'. Però gli studi più grandi sono stati quelli per la produzione di Zofri, dal marketing all'impaginazione o quelli per creare lo stile del protagonista, piuttosto diverso da quello che ho sempre adottato nei miei romanzi fantasy. Però sono molto contenta di averlo fatto, è stato faticoso ma mi ha aiutata molto a migliorare.

Ci parli un po' del tuo processo di scrittura? Hai una routine quotidiana o hai un approccio
istintivo?

Il mio processo di scrittura si è consolidato con Zofri, prima era molto più caotico: dedico un primo mese alle ricerche fondamentali, uno a creare una scaletta di tutti gli eventi chiave, con le loro connessioni, e poi svolgo la storia per i tre mesi successivi. Dedico un mese alla sola riscrittura e uno all'editing. Scrivo ogni giorno ma non è un pensiero fisso, se salto qualche settimana per impegni o mancanza di voglia non è un dramma; ho la fortuna di produrre almeno una decina di pagine A4 ogni volta che ho un pomeriggio (o notte) da dedicargli e non soffro del blocco dello scrittore quindi cerco di non forzarmi. Mi piace godermi il processo.

Sei un'autrice italiana, eppure Zofri è ambientato negli Stati Uniti, è una scelta precisa o è
un caso?

Sì, è stato un omaggio alle storie di zombie, in maggioranza ambientate negli Usa con centri
commerciali e armi da fuoco. Volevo prendere l'immaginario tradizionale e cambiare le carte in tavola, per farlo dovevo mantenerne intatti alcuni riferimenti tra cui, appunto, la geografia. Ho preferito inserire una discendenza italo americana nel protagonista, per presentare la componente italiana. Questo mi permetteva anche di mostrare quanto multiculturale può essere anche il posto più sperduto, con immigrati di generazioni diverse. Mi piace pensare che Zofri sia una vicenda che, con piccoli cambiamenti, possa essere trapiantata in molti luoghi diversi.

Hai intenzione di comunicare un messaggio di fondo o preferisci che ti legge prenda dal
testo ciò che vuole?

Ci sono molti messaggi o spunti di riflessioni, di livelli diversi e argomenti diversi, lascio che i
lettori scelgano quali cogliere e fare propri. La storia di Andy è quella di un ragazzo che vive, solo, in un mondo ostile che non riconosce più, pieno di pericoli e di situazioni traumatiche, faticando a gestire il rapporto con gli altri; è una situazione che molti di noi si trovano ad affrontare. Molti lettori mi hanno detto che si riconoscevano nei suoi limiti e nelle sue debolezze, lo hanno supportato tifando per lui e lo hanno scusato anche quando (secondo me) era in torto. Mi piacerebbe che rivolgessero questo spirito anche verso sè stessi, dandosi tregua e credendo maggiormente in sè stessi. Siamo tutti un pò come Andy, chi più chi meno, mi piace l'empatia e la positività che gli hanno rivolto, è questo che vorrei per ogni persona che soffre di problemi di salute mentale, comprensione e affetto.

La tua dedica è per i cani e uno dei personaggi è proprio un bassotto. Alcune persone sono
indecise se leggere il tuo romanzo per paura che gli accada qualcosa di male. Vuoi
esprimerti a riguardo?

Posso capire la perplessità ma è difficile per me rispondere a questa domanda: è un'apocalisse, tutto può succedere, se dicessi che Woody starà bene qualsiasi cosa avvenga purtroppo minerei il realismo del mio testo (anche perchè non avendo scritto i seguiti dovrei rispondere comunque in modo molto limitato). Non posso promettere che al cane non succederà niente, in questo testo o nei prossimi due, o che sopravviverà, posso promettervi però che sarà amato fino alla fine dei suoi giorni, che sia nel libro o fuori, e che, qualora gli succedesse qualcosa, non indugerò in dettagli di violenza esplicita e il tono della scena sarà triste, non macabro. Woody ha un suo arco di personaggio e un suo carattere, dipende tutto da lui, come per chiunque altro, diversamente perderebbe la sua tridimensionalità. Non concedo mai plot armor nei miei testi, nemmeno ai protagonisti. Quindi dipende molto da cosa preoccupa: la sofferenza di doverlo (eventualmente) salutare o la paura di rimanere traumatizzati da una scena orrida e forte. Molti lettori mi hanno detto che la mia scrittura, indipendentemente dalla situazione, è molto 'delicata e sensibile' quindi la seconda opzione non è proprio possibile. Sulla prima, invece, chi vivrà vedrà (scusate, battuta brutta).

Grazie mille per averci coinvolte in questo viaggio nell'Apocalisse, attendiamo il sequel!
Grazie a voi, davvero, non ho parole per ringraziarvi! Il prossimo testo della saga di Zofri uscirà a novembre, ma non sarà il secondo che è previsto invece per il 2024, prometto però che, quando lo vedrete, scuoterete la testa sorridendo e pensando 'Giulia è pazza, voglio leggerlo'.

mercoledì 1 febbraio 2023

Review Party: "Zombie Friendly - Ci si vede all'Inferno" di Giulia Reverberi.

 

Giulia Reverberi con la sua penna ironica e sarcastica ci teletrasporta in uno scenario post apocalittico dove Andy si abbandona alla sua solitudine. Un personaggio principale e un'ambientazione ricchi di significato. Si è sempre visto lo scenario post apocalittico pieno di azione e con l'utilizzo delle armi. Ma l'autrice ci presenta un contesto ben differente, quasi simile alla realtà odierna. 


ZOMBIE FRIENDLY - CI SI VEDE ALL'INFERNO
Giulia Reverberi

 

Editore: Self Publishing
Formato: Copertina Flessibile & Ebook
Prezzo: Flessibile 20,00€ Ebook 5,90€
Pagine: 434
Trama: Andrew Woodcrown ha sempre pensato che la fine del mondo sarebbe avvenuta in modo drammatico: un asteroide che colpisce il pianeta, uno tsunami che si abbatte sulle terre abitate, un olocausto nucleare che spazza via ogni cosa. E invece no. Nessun comunicato alla televisione, nessun utente social che scrive stati sarcastici su come sarebbe morto da lì a pochi secondi, nessun cielo in fiamme adatto per le foto pre-morte degli influencer. Il genere umano si è estinto nel silenzio, uno di quelli pieni di imbarazzo, che seguono una battuta brutta. Una folla di zombie ha invaso la tranquilla cittadina americana di Redwood Town, mentre Andy era solo in casa con il suo bassotto Woodstock. Da quel momento la sua vita è cambiata, il suo unico lavoro è diventato non farsi ammazzare. E quando le scorte di cibo hanno iniziato a scarseggiare, ha deciso di affrontare un viaggio alla ricerca della cosa più pericolosa mai esistita: gli esseri umani. Come sopravviverebbe una persona normale in un apocalisse? Armato di ansia, sarcasmo e cultura nerd, Andy tenta tutti i giorni di rispondere a questa domanda, conscio di avere più limiti di una funzione algebrica e meno possibilità di una relazione nata dalle app di incontri.

Andy non è un personaggio per tutti, è sarcastico, ironico e solitario. Vivere l'apocalisse l'ha scalfito non solo nel corpo ma anche nell'animo. La sua unica compagnia è il suo bassotto Woody e grazie alle descrizioni dell'autrice ci aiutano letteralmente a visualizzare l'animale, come se fosse al nostro fianco. Il giovane protagonista soffre d'ansia da prima che scoppiasse l'apocalisse, vive una condizione patologica che lo tormenta con i pensieri intrusivi e debilitanti. Nella prima parte del romanzo, il protagonista è bloccato per via della sua condizione e vessato dai suoi stessi pensieri che divengono pesanti e onnipresenti. Vive alla giornata, sperando di non esser vittima degli Zombie e di rimanere sempre nella sua comfort zone. Ma qui arriva la rivoluzione, per una buona volta, scatta l'istinto di sopravvivenza. Uscire di casa non era mai stata la sua priorità, ma ne sente quasi l'esigenza come se fosse necessario per poter mettere a tacere quelle voci nella sua mente.
Andy impara dai propri errori, ha passato così tanto tempo in solitudine da aver potuto apprendere la situazione che lo circonda. Riconosce il suo passato e la sua paura, che prima padroneggiavano la sua vita, ma ora la sopravvivenza ha nettamente preso il posto del pilota. La psicologia del protagonista è complessa e sfaccettata, sotto la sua ironia e battute (che utilizza per sdrammatizzare) vi sono dei chiari sintomi di Disturbo post traumatico da stress (PTSD). I flashback, i ricordi e il rivivere costantemente una situazione di terrore porta la sua mente a frammentarsi. Nonostante il suo animo sia già in bilico da prima del morbo, la sua ansia si estende anche alla sfera interpersonale e, comunicare i suoi pensieri a chi gli è vicino è molto più difficile di quanto sembri. Lui è una persona introversa che nonostante le difficoltà cerca di svincolarsi coi pochi sopravvissuti. 

Essendo un POV in prima persona, vi è una lettura totalizzante del romanzo. Un'immersione nei pensieri di un protagonista che è letteralmente al di fuori di ogni schema. I personaggi secondari non mancheranno, tutti tratteggiati da una psicologia forte e determinante per le decisioni del protagonista. Primo fra tutti il suo ex capo Blake, che lo accompagna nel suo cammino verso la salvezza. Lo esorta e lo aiuta nella sua impresa finchè sarà necessario. Metaforicamente parlando Blake è come se fosse la coscienza dello stesso Andy, almeno finchè lui avrà bisogno del suo aiuto. La salvezza è a tante ore di cammino e il nostro protagonista lo sa bene, conosce i rischi e i trucchi per sopravvivere agli Zombie. Ma ne sarà in grado?

«Al mio cospetto le creature più temibili mai create, capaci di ferirmi senza nemmeno muoversi, programmate geneticamente a essere un casino e, contro ogni probabilità, dure a morire: gli esseri umani.»
Andy ha sempre fatto parte degli emarginati e dei solitari, lui ci prova ad reinserirsi nella società ma ormai non è più come prima. Dietro il romanzo della Reverberi vi è uno studio attento della nostra società. Quasi come una "denuncia" sociale ci arriva un messaggio ben chiaro: tutto è frutto di un ingranaggio complesso. 
I pochi sopravvissuti devono vivere sotto delle regole, aver un ruolo sociale e sentire le pressioni che la stessa cerchia comporta. Vi saranno tematiche ricorrenti, di cui noi giovani sentiamo sempre e spesso nell'arco della nostra quotidianità. La via della salvezza è lastricata di condizioni e terrore, nessuno per paura riesce a rompere gli schemi per poter sopravvivere nonostante le difficoltà. In una società al collasso l'utilità dell'uomo diviene quasi un dovere, come un ingranaggio che non smette mai di mettersi fermarsi. Tema ricorrente è sicuramente la genitorialità, una tematica molto attuale e dove lo stesso Andy si sente sopraffatto e pressato (come direbbe Andy stesso: "Perchè tutti intorno a me pensano a far figli?"
Lo scenario post apocalittico è surclassato della visione della società. Tutto diviene complesso e articolato quando lo stesso protagonista, nonostante gli sforzi, si ritrova in condizione di pericolo. La società dei sopravvissuti è dura, complessa e non lontana dall'immaginario complessivo. 

Come già detto in precedenza la penna dell'autrice è unica nel suo genere. Costruisce il suo romanzo attraverso delle metafore. Ci presenta la nostra società inaridita di sentimenti e senza mezze misure. Una visione del mondo che ci troviamo di fronte, una narrazione di ciò in cui andremo incontro senza mezze misure. Non esiste conformazione sociale, l'utile è ormai diventato sinonimo di lavoro e di piccolo ingranaggio che lavora per la società. 
Giulia tratta degli argomenti delicati come: PTSD e ansia. Attualmente la condizione mentale è contrassegnata da stigma e da occhi sospetti verso chi ne soffre. Con studio e dedizione, ma soprattutto "leggerezza", la Reverberi non cade mai nel clichè anzi dimostra di aver studiato tali disturbi (e da persona ansiosa posso confermare). La scelta di un personaggio tagliente come Andy rende determinati argomenti sempre flessibili e ricchi. Dobbiamo dimenticare la presentazione dello Zombie tipico, come quelli presentati in The Last of Us, dove il protagonista è inflessibile poichè Andy è umano. Nonostante le sue fragilità, la società dominante e con Woody al suo fianco vivremo un'esperienza Zombie Friendly.

Una prosa leggera e scorrevole. Il lessico utilizzato è semplice e diretto, senza mezzi termini veniamo catapultati nell'apocalisse. La narrazione è veloce, le pagine scorrono sotto i nostri occhi. Nonostante nella seconda parte abbia riscontrato una lentezza narrativa, che via via andrà sempre ad alleggerirsi grazie alla curiosità della lettura. Le tematiche trattate all'interno sono presenti nell'ordinario, sono celate tra l'inchiostro e la carta (poichè l'autrice è stata abilissima a nasconderle, ma anche a farle trovare al lettore). Nonostante gli Zombie facciano paura, ciò che Giulia Reverberi mette in evidenza è proprio l'uomo che ormai è divenuto lui stesso mostro. 

Pronto a vivere l'apocalisse insieme a Andy e Woody?

martedì 26 aprile 2022

Review Party: "La legge dei Lupi" di Leigh Bardugo.



La storia accattivante di Nikolai ritorna finalmente in Italia. Ero partita con bassissime aspettative poichè questo volume era stato giudicato da tantissimi bookblogger americani. Ma devo dire che tutto sommato la Bardugo è riuscita nuovamente a sorprendermi!
Il Re di Ravka vi aspetta per questa avventura. 



LA LEGGE DEI LUPI
Leigh Bardugo

 

Editore: Mondadori Libri
Formato: Copertina Rigida & Ebook           Prezzo: Rigido 20,90€ Ebook 10,99€
Pagine: 480
Trama: Il secondo volume della serie Grishaverse "Il re delle cicatrici". Anche in questo secondo e ultimo volume della dilogia ritroviamo tre dei personaggi più amati del GrishaVerse: Nikolai Lantsov, Zoya Nazyalensky e Nina Zenik. I tre, re, generale e spia di Ravka, dovranno continuare insieme la loro lotta per strappare all'oscurità il futuro del loro paese. Altrimenti non potranno che assistere al suo disfacimento definitivo.

Il sovrano di Ravka è come sempre il cuore di questo romanzo.La psicologia di Nikolai si contraddistingue per la sua caparbietà e spesso con le battute pronte. Conosce la sofferenza del suo popolo e già conosce quale epilogo vi sarà in questa vicenda.
Allo stesso tempo Nikolai convive con qualcosa, o meglio con qualcuno, che gli fa perdere il senno e la resistenza. Il mostro lo divora dall'interno, e la sua voglia di capire come uscirne è molta. Una psicologia complessa e affilata, che vi stravolgerà.
Accanto a Nikolai vedremo ancora una volta Zoya, comandante dell'esercito. Se nei precedenti volumi avremmo potuto detestarla o anche non entrare in empatia con lei posso dire che la Bardugo ha fatto un ottimo lavoro (anche se non la apprezzo ancora a pieno).
La personalità di Zoya è complessa ed articolata, ammetto che non può piacere a tutti i lettori (forse è così per qualche somiglianza anche caratteriale). Non si è soltanto evoluta a livello interiore ma anche a livello delle proprie abilità. La caratteristica di Zoya è quella di prendere consapevolezza, quella consapevolezza dei propri sentimenti ed azioni (e ammetto questo l'ho amato).

In questo volume non esistono dei veri e propri personaggi principali. La Bardugo inserisce altri POV's (punti di vista), poichè tutti sono fondamentali per la vicenda.
Ricontreremo Nina e la sua forza. L'ho sempre amata e i suoi capitoli mi lasciavano senza fiato e incollata alle pagine. Ammetto che spesso attendevo proprio di leggere il suo POV per poter comprendere a pieno come si svolgesse la storia. 
La Bardugo a questo giro però ha inserito un bel po' di punti di vista, infatti quelli più di spicco sono: Zoya, Niko e Nina, Generale, re e spia. Esistono solo tre personaggi fondamentali per la pace di Rankva, riusciranno a comprendere chi si cela dietro il vero nemico?
«Perché bramo guardarti.
Perché la prospettiva di affrontare questa guerra, questa perdita senza di te mi riempie di paura. 
Perché mi accorgo di non voler combattere per un futuro se non riesco a trovare  un modo per costruire un futuro con te.»
Il volume precedente si concentrava sull'introspezione vera e propria di ogni personaggio. "La legge dei Lupi" invece ci presenta una vera e propria azione. 
L’azione si svolge in luoghi diversi, ma i più importanti sono: Rafka, Fjerda e Shu-Han. L’autrice è nota per la sua abilità di creare e/o tratteggiare il worldbuilding e rendere unica ogni città. Da evidenziare è sicuramente lo spostamento di scenario a causa dei moviementi dei personaggi e del ruolo che comunque ricoprono in quel momento. La mia preferita è sicuramente Fjerda (e non mi sbilancio troppo per via di possibili spoiler). 

In questo volume vi è proprio una scacchiera politica, ogni corte gioca per sè. Ogni personaggio è fondamentale per poter delineare la storia, che siano nuovi arrivi e ritorni di fiamma la Bardugo inserisce dei caratteri fondamentali nella vicenda. 
Questo volume è contraddistinto dalla dinamicità, infatti nelle scene anche corporali l'autrice è riuscita a calibrare il tutto. Solitamente le sue scene non riesco a seguirle o mi perdo nei dettagli, ma devo dire di esser rimasta stupita da questa nuova visione. 

«Per tutti i Santi, vuoi dire che non ti ho ancora vista al tuo peggio?» Zoya si gettò i capelli indietro. «Se l’avessi fatto , saresti sotto le coperte a farfugliare preghiere.»
Sebbene Leigh Bardugo sia conosciuta per via della sua narrazione prolissa e molto pesante, posso dire che questo volume ci presenta tutta la scorrevolezza di questo mondo. Infatti il romanzo scorre velocemente sotto i nostri occhi, la voglia di conoscere le rispettive vicende è veramente tanta. Il lessico utilizzato è sempre diretto e ricercato. 
Nonostante si "parli molto di politica", devo dire che rispetto a "Il re delle cicatrici" questo volume mi ha colpito maggiormente. "La legge dei Lupi" racchiude tutti i punti di forza che abbiamo amato sin dall'inizio del Grishaverse. 
Dopo aver digerito il finale e alcune scelte dell'autrice sono arrivata alla conclusione con la voglia di poter sapere di più, poichè tutto ciò mi ha lasciato molte domande e voglia di conoscenza!


Sei pronto a rivivere questa esperienza del Grishaverse? Tuffati in questa avventura assieme a Nikolai e a tutti gli altri personaggi.

lunedì 24 gennaio 2022

Recensione: "Nel modo in cui cade la neve" di Erin Doom.

 

La storia di Ivy ci travolge come il gelo delle montagne del Canada, la sua terra. La ragazza dal cuore di ghiaccio e dall'insormontabile armatura si avventurerà in una sfida ben più grande di lei. Lei e Mason sono due mondi opposti, riuscirà il caldo della California a sciogliere il suo cuore?


NEL MODO IN CUI CADE LA NEVE
Erin Doom

 (3.50)

Editore: Magazzini Salani 
Formato: Copertina Flessibile & Ebook
Prezzo: Flessibile 16,90€ Ebook 8,99€
Pagine: 480
Trama: Un cuore candido come la neve, un amore che infuria come la bufera, un segreto prezioso, da custodire oltre la morte. Ivy è cresciuta fra laghi ghiacciati e boschi incontaminati, circondata dalla neve che tanto ama. Ecco perché, quando rimane orfana ed è costretta a trasferirsi in California, riesce a pensare soltanto a ciò che si è lasciata indietro. Il Canada, la sua terra, e un vuoto incolmabile. Tra quelle montagne c'è il passato a cui la ragazza è tanto legata, lo stesso che, a sua insaputa, le ha cucito addosso un segreto pericoloso. Adesso l'unica famiglia che le rimane è quella di John, il suo dolcissimo padrino. Le basta poco, però, per capire che il figlio di John, Mason, non è più il bambino sdentato che da piccola ha visto in foto. Ormai è cresciuto e ha gli occhi affilati di una bestia selvatica, un volto simile a un covo di ombre. E quando le sorride torvo per la prima volta, incurvando le labbra perfette, Ivy si rende conto che la loro convivenza sarà più difficile del previsto. Mason, infatti, non la vuole lì e non fa niente per nasconderlo. Mentre tenta di restare a galla tra le onde impetuose della sua nuova vita in riva all'oceano, il Canada e i suoi misteri non smettono di tormentare Ivy. Riuscirà il suo cuore, candido come la neve, a fiorire ancora vincendo il gelo dell'inverno?

L'introversione di Ivy è percepibile già dalle prime pagine. Il suo essere timida e allo stesso tempo riservata ci farà comprendere le sue difficoltà e il suo passato. La ragazza ha molti segreti, molti codici criptati da poter tradurre e decifrare. La sua infanzia è stata piena di dolori, con sprazzi giornalieri di gioia. Conosceremo ciò che era prima di trasferirsi nella calda California. Ivy è fatta di silenzi, di montagne innevate e di grandi boschi in cui perdersi. Ammetto che nel corso della storia ho avuto della difficoltà nell'interpretare il suo personaggio, molto spesso non riuscivo ad entrare in empatia o trovavo le sue decisioni troppo avventate. Se da un lato riesce a mostrarci la sua spigolosità dall'altro si nasconde per quanto riguarda gli impulsi. Il personaggio di Ivy o si ama o si odia.
Un fattore importante è sicuramente il suo vissuto, nonostante per conoscerlo appieno bisogna arrivare al 50% del romanzo, ci strapperà sicuramente qualche lacrima. 

Se Ivy è fatta di silenzi e occhi indagatori, Mason è il suo opposto. É un fuoco che arde continuamente e che si fa strada con la sua personalità dominatrice. Anche il vissuto del protagonista maschile è parecchio turbolento, tanto che ci chiederemo se il suo agire sia dettato da fattori esterni. Mason fa scuotere la terra con le sue occhiaie e le sue battute taglienti. É il solito bello e tenebroso della situazione, ma con un qualcosa in più. 
I personaggi principali sono completamente diversi, il giorno e la notte. Ma c'è qualcosa che scorre tra di loro, una febbrile voglia di conoscersi nonostante tutto. I muri più alti possono essere abbattuti o anche scalati e, Ivy lo permetterà al giovane?

«Sembra che la luna influenzi l'oceano fino a fargli fare cose imprevedibili.
É attrazione, dicono.
Un magnetismo irrefrenabile e profondo. É così che nascono le maree.»
Sicuramente quello che cade nell'occhio di questo volume sono le psicologie dei personaggi. Nonostante mi sia aspettata molto di più, ovvero personaggi che riescono a scavarmi dentro ammetto di aver apprezzato Mason e Ivy. 
Una pecca da sottolineare è la psicologia dei personaggi secondari che viene del tutto surclassata dalla trama e mole di informazioni necessarie per poter andare avanti. 

Erin Doom si è concentrata principalmente sul vissuto emozionale dei protagonisti. Mi ha fatto percepire la sofferenza di Ivy in tutte le sfumature possibili.
I suoi grandi occhi chiari colmi di dolore mi hanno riflesso tutto ciò che sentiva, tutto ciò che avrebbe voluto esprimere a parole ma che non ci sarebbe riuscita. 
Stessa cosa per Mason, soltanto, che per addentrarci nel suo essere fatto da rose e rovi dobbiamo superare le spine. L'autrice ci presenta due personaggi accomunati da un sentimento devastante come il dolore. 
Esso è inteso in milioni di sfaccettature, in tutte le sue sensazione di malessere e smarrimento. Sicuramente punto forte del romanzo sono proprio le emozioni che riusciamo a percepire attraverso le pagine.  

«Ma la sofferenza non è qualcosa che puoi addomesticare.
Lei respira insieme a te.
Si nutre delle tue speranze. 
Beve i tuoi sogni, i tuoi sguardi e le tue paure.»
Non solita a leggere romance, ma incuriosita dal world building che ci viene presentato mi sarei aspettata molto di più. Avrei preferito delle descrizioni più approfondite dei luoghi, per poter vivere a pieno anche il Canada raccontato dalle storie di Ivy. 
Ad un certo punto il romanzo cade in una componente "crime" che non ho particolarmente apprezzato, forse anche perchè l'ho trovata leggermente fuori contesto per la storia. Ci sono aspetti che sicuramente avrebbero meritato maggiore attenzione, e che mi dispiace che siano stati trascurati. 

«Lo avremmo fatto, ostinati e incessanti...
Nel modo in cui cade la neve.»
La narrazione non sono riuscita ad apprezzarla, l'ho trovata particolarmente lenta in alcuni punti. Infatti il lessico utilizzato è ricco di aggettivi e fronzoli non necessari. Il romanzo sembra esser diviso in due parti, prima della parte crime.
A volte i personaggi sembravano molto più grandi per la loro età, quindi semplici adolescenti. La componente romance a volte sembra troppo frettolosa e imprecisa, e vi sono alcune situazioni in cui ho storto il naso. Tutto sommato è una lettura piacevole in queste giornate fredde, accoccolati con una coperta calda. 


Ivy E Mason vi trasporteranno in una storia fatta di ghiaccio e delicatezza, proprio come la neve.

lunedì 22 novembre 2021

Review Party: "Fairy Oak - Il destino di una fata" di Elisabetta Gnone.

Tornare a casa, a Fairy Oak, è stato così emozionante. Elisabetta Gnone ci propone un'opera dai toni: nostalgici, genuini e soprattutto emozionanti. Percepire ciò che la piccola Sefeliceleisaràdircelovorrò, Felì, ci travolge come un uragano. Una lettura adatta per i più piccini, ma anche per chi ha voglia di rivivere una delle storie più magiche di sempre. 


FAIRY OAK - IL DESTINO DI UNA FATA
Elisabetta Gnone


Editore: Salani Editore
Formato: Copertina Rigida
Prezzo: Rigido 16,90€ 
Pagine: 288
Trama: Una nuova voce, quella dell’autrice, ci racconta la storia di Fairy Oak. Sa molte cose e moltissime ne svela, arricchendo il dipinto che ritrae il popolo della Valle di Verdepiano di dettagli assai curiosi e di nuove, inaspettate sfumature. Il nuovo romanzo di Elisabetta Gnone rivela tutti i segreti (o quasi) della comunità, buffamente assortita, che convive serenamente nel villaggio della Quercia Fatata. In questi anni all’autrice sono state rivolte tante domande e curiosità a proposito della saga, e ha pensato che un libro potesse colmare quei vuoti e risolvere quei dubbi che in tanti sentono ancora d’avere riguardo i suoi abitanti. Poiché l’autrice sa tutto di questa storia, ed è una voce fuori campo, può svelare segreti, entrare in dettagli e raccontare aneddoti e situazioni che i suoi personaggi non possono conoscere o riferire. Per esempio Elisabetta sa quando Grisam Burdock s’innamorò di Pervinca Periwinkle – il momento esatto – e quando il cuore del giovane inventore Jim Burium diede il primo balzo per la sorella di Pervinca, Vaniglia. Sa cosa pensò la fata Felì la prima volta che vide dall’alto il piccolo villaggio affacciato sul mare ed è soprattutto di lei che vi narra, del primo e dell’ultimo anno che Sefeliceleisaràdircelovorrà passò a Fairy Oak, e di quei pochi istanti in cui si compie il destino di una fata. Un destino comune a molti, come scoprirete...

Veder crescere le gemelle, Pervinca e Vaniglia, è stato emozionante non soltanto per il lettore ma anche per la piccola Felì. La fata tata che inizialmente vedremo alle prime armi, intimorita e anche un po' eccitata per l'arrivo delle bambine. Il personaggio di Felì mi ha sempre trasmesso una tenerezza e delicatezza incommensurabili. 
La fatina che seguiva ovunque le ragazze, che come una mamma consigliava, riparava e anche aiutava le sue predilette. Mi sono sempre chiesta cosa avesse provato appena ebbe varcato la porta della famiglia Periwinkle. 
I suoi racconti pieni di emozione ci travolgeranno dalla prima all'ultima pagina. 
La dolce Felì che accompagna le gemelle sin dalla nascita, ci insegna tutto ciò che dovremmo sapere sull'amore e sulla cura della natura ma anche dell'altro. 

Ritornare e rivivere ciò che si conosce sono queste le componenti cardine del romanzo. Attraverso gli occhi, non più della dolce fatina, ma della stessa autrice riusciremo a comprendere e rivivere ciò che abbiamo letto. Con delicatezza e dolcezza che contraddistinguono Elisabetta Gnone entreremo nel vivo della storia sin da subito. Ritornare a Fairy Oak, anche quest'anno è stato difficile ma allo stesso tempo dolce. I personaggi che conosciamo e le avventure che abbiamo vissuto erano lì ad aspettarci.
Lo scorso dicembre quando partecipai alla conferenza con l'autrice, posi proprio la domanda di come fosse tornare in un luogo in cui si era stati bene. 
Ritornare a Fairy Oak è come non essersi mai allontanati da casa, e con sguardo pieno di malinconia ci ritroveremo ad ascoltare l'ora del racconto assieme a Felì e la zia Tomelilla. 

«É il destino di una fata, diventare invisibile quando i bambini crescono.
E non è una magia.»
Felì ci ha sempre tenuto compagnia durante la narrazione, ma in questo volume l'autrice ha voluto lasciare spazio alla sua voce. I sentimenti che proviamo sono molteplici e allo stesso tempo intensi. Ho citato molte volte la malinconia ma le pagine di questo volume riescono a rappresentare a pieno questo sentimento. A volte anche attraverso la piccola fata riusciremo a percepire il suo magone prima della partenza, il tempo passato assieme alle gemelle sembra esser volato. Lasciare Fairy Oak la fa sentire spaesata e allo stesso tempo si domanda se ciò che ha lasciato in quelle ragazzine possa rimanere sempre con loro. 
Le sarebbe piaciuto poter rimanere con loro e vedere ciò che il futuro le serbava ma una fata tata deve partire quando non c'è più bisogno del suo aiuto, e lei lo riconosce.  

Questo romanzo è arrivato al momento giusto, come la brezza leggera nelle giornate di autunno. La Gnone dà voce a molti aneddoti e racconti che da fan della serie avrei voluto conoscere e scovare. Facendo luce anche a punti dove gli occhi e le orecchie della piccola fatina non si erano ancora posati. L'autrice con maestria e semplicità riuscirà a coinvolgere il lettore incitandolo nella sua "voglia di conoscenza". 
I messaggi trattati in questo romanzo sono molteplici e allo stesso tempo così intensi da lasciarci senza fiato. 

Il worldbuilding è spettacolare, Fairy Oak è così come la abbiamo lasciata. Delineata, viva e dai tratti reale. Non posso fare a meno di constatare come sia interessante e allo stesso tempo travolgente la veridicità del villaggio che ci troviamo di fronte. 
Ho sempre amato ed apprezzato questa peculiarità dell'autrice di descrivere accuratamente il mondo che ci circonda, senza mai appesantire la lettura (essendo un libro rivolto ai più piccini).
Le descrizioni fotografiche non sono solo la sua chicca migliore, anzi è sbalorditivo il suo modo di coinvolgere il lettore a 360°. 

«Si dice che le fate siano capaci di percepire all’istante i sentimenti degli esseri umani e di provarli a loro volta, immedesimandosi al punto da soffrire e gioire come la persona che hanno davanti.»
La penna dell'autrice è inconfondibile. Il lessico dai tratti forbiti è adatto persino ai giovani lettori che si approcciano alla lettura. La narrazione è sempre un crescendo, attraverso i sentimenti di gioia di Felì fino ai momenti malinconici che possono contrassegnare le ultime pagine. Non posso fare a meno di ammettere di essermi profondamente commossa sul finale, mi sono sentita coinvolta con tutta me stessa. 
Questo libro credo che sia nato come bisogno di dar voce e luce a molte cosa che l'autrice nel corso degli anni ha voluto introdurre. Incontrare Felì, le gemelle e tutti gli abitanti è stato veramente travolgente. Ho sperato fino all'ultimo di avere qualche indizio per un altro volume di questa fantastica serie...mai dire mai.

E tu sei pronto per ritornare a Fairy Oak? Ci sta un sacco di storie che devi conoscere e scoprire... Cosa aspetti?

mercoledì 17 novembre 2021

Review Party :"Gods&Monsters - La strega e il cacciatore vol. 3" di Shelby Mahurin.

 

Lou è cresciuta nascondendosi, cercando riparo e lasciando sè stessa al mondo esterno. In questo volume, conclusivo, della saga verremo travolti da situazioni ed emozioni paradossali. Lou e il suo amato cacciatore non saranno mai al sicuro, ma questa fuga arriverà ad un punto d'arresto. Sta alla nostra protagonista arrestare la sua corsa e, reclamare ciò che realmente le spetta.


GODS&MONSTERS - LA STREGA E IL CACCIATORE VOL.3
Shelby Mahurin
 (4.5)

Editore: Harper Collins
Formato: Copertina Rigida & Ebook
Prezzo: Rigido 17,90€ Ebook 6,99€
Pagine: 528
Trama: Lou è in fuga da quando era poco più che una ragazzina. Ma ora, dopo che Morgane l’ha quasi annientata, è giunto il momento di reclamare ciò che le spetta di diritto. Ma questa non è più la Lou che i suoi amici conoscevano. Non è più la Lou che ha saputo conquistare il cuore di un cacciatore. È sprofondata nell’oscurità, e questa volta nemmeno l’amore riuscirà a salvarla dall’abisso. Mentre Lou lotta contro i suoi demoni, streghe, cacciatori e persino gli spiriti stessi della terra si radunano per combattere la battaglia finale. E Reid dovrà affrontare una scelta devastante: un sacrificio terribile, o la morte di tutti coloro che ha imparato ad amare. COMUNQUE SIA, QUESTA STORIA FINIRÀ CON UN PALO E UN FIAMMIFERO…

Lou è sempre stato un personaggio complesso, segnato dal suo passato e dai suoi demoni. All'inizio di questo terzo volume la ragazza starà combattendo contro sè stessa, contro ciò che alberga dentro di sè. Ci troviamo di fronte a una ragazza spenta, senza la solita vitalità o sfacciataggine che la contraddistinguono. Il suo animo è spezzato e dilaniato del dolore, ma Lou non ha paura di ciò affronta tutto a testa alta mettendosi alla prova. Ritrovare sè stessa sarà un cammino doloroso e intricato, ma dopo un lungo sguardo nell'abisso ci si butterà a capo fitto. 
Anche in questo volume l'autrice punta a lasciare spazio a Reid, e devo ammettere di aver rivalutato il suo personaggio già dai primissimi capitoli. Lo chasseur, se un tempo devoto e con un'avversione verso le streghe, si ritroverà intricato nella sua mente e nei suoi ricordi. Il giovane ha un'evoluzione psicologica non indifferente. Attraverso le pagine percepiremo l'amore verso Lou, sua moglie e strega. Un amore viscerale che attanaglia lo stomaco, che va oltre all'elettricità che può scatenare anche solo sfiorarsi la mano. 
Ma anche Reid cadrà nella tela del ragno, qualcosa dentro di sè si strapperà e rimettere insieme i fili sarà difficile. É come una storia che si ripetere, riprendere da capo è difficile e accettare delle verità lo sarà altrettanto.  

Ripensando ai precedenti volumi devo sottolineare l'evoluzione psicologica dei personaggi. Il più giovane chasseur e, cacciatore di streghe, che rivoluziona la sua vita per quella donna che dovrebbe uccidere. Tra le pagine si denota le dedizione e un amore così grande da parte della Mahurin per riuscire a creare quella magia che ogni romanzo dovrebbe avere. Un sentimento che va oltre l'amore, il rispetto reciproco e la fisicità quello di Lou e Reid è qualcosa di puro costruito per tre interi romanzi. L'autrice è riuscita abilmente a non rendere la loro storia d'amore mai sottotono o banale, vi sarà sempre una battuta di Lou a far ridere oppure il classico muso imbronciato del suo sposo. 
«Il n'y a pas de roses sans épines.»
Non ci sono rose senza spine. 
Come sempre i capitoli sono alternati dai POV'S dei due personaggi. In questo ultimo volume conosceremo le sfumature di entrambi i personaggi, non riusciremo a prevedere i loro piani ma entreremo in sintonia col loro pensiero e lo faremo nostro. 
I personaggi secondari che conosciamo dai precedenti volumi avranno un ruolo più centrale. Non posso fare a meno di constatare questa scelta da parte dell'autrice, che ha davvero svoltato la visione di ogni personaggio. Non saranno delineati alla perfezione poichè li conosciamo prettamente attraverso gli occhi dei protagonisti, ma ammetto che ho amato Beau e Coco
In particolar modo quest'ultima che rimarrà al fianco di Lou fino alla conclusione. La loro non è amicizia, ma sorellanza. Hanno vissuto la loro intera vita scappando e rifugiandosi, hanno condiviso gioie e dolori. Quest'ultimi hanno segnato particolarmente entrambe, ma non hanno mai esitato o demorso, l'una c'era sempre per l'altra.

Ho amato questa componente nel romanzo, anche perchè spesso il ruolo dell'amicizia non ci viene narrato così. La Mahurin è riuscita a farci comprendere cosa vuol dire davvero essere amici e soprattutto cosa significhi accogliere il dolore dell'altro e farlo proprio. 
Dolori come quelli che hanno scalfito l'anima e hanno reso loro le donne che sono adesso. Comprendersi e riuscire comunque ad arrivare un fine. 
Spero molto di leggere uno spin off su questi personaggi, per poter avere una maggiore visione introspettiva e forse scoprire ciò che si cela dietro i loro animi.

«Da troppo tempo vivi nella paura.»
«La paura mi ha aiutata a sopravvivere.»
«La paura ti ha impedito di vivere.»
Se il secondo volume si approccia sottotono, in questo si ha una vera e propria rivoluzione. Vi è un bilanciamento perfetto tra trama e introspezione dei personaggi, e tutto ciò rende la lettura fluida. I momenti dolorosi per ritrovare ciò che si è perduto sono serviti per poter esplorare meglio i personaggi, e far in modo che il lettore s'interroghi su ciò che avverà.
Le atmosfere dark, tipiche della trilogia, sono presenti ma come sempre da sfondo. L'unica pecca è proprio questa, non vi è un delineamento dettagliato del mondo in cui ci si trova. Ma questo dona la possibilità al lettore di poter spaziare con la sua fantasia, e di addentrarsi nella vicenda come può.  
Non mancherà di certo l'uso della magia e di creature magiche. S'introducono nuovi aspetti e nuove creature, anche le più disparate e si arriverà a un punto dove l'abisso più nero non ci farà paura. 

«C'era una volta un cacciatore 
che aveva attraversato tutto il regno 
per salvarmi dall'altare sacrificale di Morgane.»

 

La narrazione spicca tra le pagine, è fluida e scorrevole. Ho letto il romanzo in davvero poco tempo e mi sono ritrovata a metà libro senza rendermene conto. Ho di certo apprezzato questa ripresa, visto il precedente volume. Le informazioni sono bilanciate e calibrate al punto giusto, dove la curiosità del lettore cresce man mano che si va avanti nella lettura. Il lessico utilizzato come sempre è semplice e diretto, con qualche parola in francese molto facile e intuibile. L'autrice dosa i colpi di scena ma i più grossi arrivano sempre sul finale, in modo che possano lasciarci senza fiato fino alla fine. Il finale perfetto per una trilogia, il quale ci lascia attoniti e stremati poichè le emozioni di lasciare questi personaggi sono davvero troppe.
É stato difficile concludere questo volume, ma solo perchè dietro vi è l'affetto verso quei personaggi che hanno lasciato dentro di me un loro pezzettino del loro essere.

La storia di Lou e Reid giunge al termine... E tu cosa faresti se ti innamorassi del tuo peggior nemico?