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domenica 13 maggio 2018

La biblioteca di Sabrina

Salve lettori! Eccoci di nuovo qui per recensire un libro che ho letto un po' di tempo fa e mi era stata chiesta la mia opinione a riguardo. Il libro in questione è "Obsidian" della serie Lux. Vi lascio qui sotto tutte le informazioni sul libro e poi procediamo per la recensione.

 Info;
Titolo: Obsidian
Autore: Jennifer L. Armentrout
Editore: Giunti editore
Sinossi:  Kathy è una blogger diciassettenne con un grande sense of humour, si è appena trasferita in un paesino soporifero del West Virginia, rassegnandosi a una noiosa vita di provincia, noiosa finché non incrocia gli occhi verdissimi e il fisico da urlo del suo giovane vicino di casa. Daemon Black è la quintessenza della perfezione. Poi quell'incredibile visione apre bocca: arrogante, insopportabile, testardo e antipatico. Fra i due è odio a prima vista. Ma mentre subiscono un'inspiegabile aggressione, Daemon difende Kathy bloccando il tempo con un flusso sprigionato dalle sue mani. Sì, il ragazzo della porta accanto è un alieno. Un alieno bellissimo invischiato in una faida galattica, e ora anche Kathy, senza volerlo, c'è dentro fino al collo. Salvandola, l'ha marchiata con un'aura di energia riconoscibile dai nemici che li hanno aggrediti per rubare i poteri di Daemon. L'unico modo per attenuare questo pericoloso marchio è che Kathy stia più vicina possibile a Daemon. Sempre che lei non lo uccida prima...



Come qualsiasi Young Adult che si rispetti, si inizia sempre con la classica ragazza un po' sfigata che arriva da un'altra città. Inizialmente credevo che il libro cadesse in banalità, ma in realtà si è rivelato tutto il contrario. L'ho letto in pochissimo tempo, una lettura spensierata e senza interruzioni.Ma partiamo per gradi, chi è Kathy?

Kathy è una ragazza un po' goffa, che più si addentra nella storia e più si capisce la sua determinazione e curiosità. Si è appena trasferita ed è sempre stata la classica ragazza che i ragazzi non guardano. E' un personaggio che già dal primo libro mi ha fatto intuire la sua evoluzione nei seguenti volumi. Kathy è quella protagonista in cui ci si ritrova o ci si fanno quattro risate per la sua genuina ingenuità.

 "Di ritorno a casa, però, trovai davanti alla porta una pila di pacchetti e i brutti pensieri svanirono. Ne afferrai uno con un gridolino di gioia. Erano libri… libri freschi di stampa che avevo ordinato settimane prima.
Corsi di sopra e accesi il computer per dare un’occhiata alla recensione che avevo pubblicato la sera prima. Nessun commento… La vita era una merda. Ma avevo ben cinque nuovi utenti! La vita non era più una merda."

Come qualsiasi Young Adult che si rispetti, e che ho letto, Daemon è il classico ragazzo stronzo ed affascinante (passatemi il termine stronzo). Ma assieme alla sorella nasconde un segreto, un segreto che potrebbe mettere in mezzo la loro razza. Si la loro razza, perchè loro non sono semplici essere umani.

 "Loro non sono come noi".

Se non sono come noi, allora come sono? Vampiri? Lupi Mannari? Se vi eravate abituati a questo genere di storie potete scordarvelo, Daemon e sua sorella sono alieni. Ma non alieni verdi con occhi neri che si vedono spesso nei film, sono una razza più fine rispetto a noi ed hanno anche delle abilità piuttosto sviluppate. Ma non voglio svelarvi molto sul libro, preferisco che siate voi a dirmi cosa ne pensate se l'avete letto. 

Comunque il rapporto iniziale tra Kathy e Daemon  è altalenante, nel senso che lui la considera poco meno di uno zero. E Kathy non è affatto sprovveduta, lo provoca specialmente attraverso le frecciatine ed è una cosa che mi ha fatto adorare di più il suo personaggio. 

La risata di Daemon m'interruppe.-“Non credo sia una buona idea. Divertente sì, ma poco ragionevole. Gli umani sono creature deboli.” -“E se adesso col mio debole piedino ti dessi un bel calcio in culo?” sbottai, furiosa

Quando Kathy scopre che Daemon è un alieno, dopo essere scampata all'aggressione, la nostra lettrice sarà praticamente costretta a stare incollata al bell'alieno per poter sfuggire agli attacchi di esseri malvagi che cercano gli alieni per rubar loro i poteri...

Inizialmente ero scettica su questo libro perché mi aspettavo una copia di "Twilight", ma in realtà sono rimasta piacevolmente sorpresa. Non sono un amante del genere rosa, ma ammetto che ho divorato il libro in pochissimo tempo. Più leggevo più volevo sapere, e sono ancora tutt'ora molto curiosa sul continuo della storia. Infatti sono alla ricerca del secondo volume in copertina flessibile, che spero di trovare anche usato. Avrei approfondito qualche particolare in più sulle famiglie di Lux che vivono in quel paese, e qualche descrizione più psicologica dei personaggi secondari. Ma come ho già detto è un libro leggero e piacevole da leggere, e lo consiglio tanto agli amanti del genere. Onestamente non vedo l'ora di continuare la serie, perché voglio scoprire assieme a Kathy tutti i particolari sui Lux. Se foste in Kathy, intraprendereste questo cammino attraverso "le stelle"?



sabato 21 aprile 2018

La biblioteca di Sabrina

Salve lettori, è tantissimo tempo che non portavo sul blog questa rubrica. Per chi non lo sapesse, tratta dei libri che ho letto e li commento coi miei pareri personali... Insomma una sorta di recensione, anche se meno dettagliata pur sempre lo è. Oggi parleremo di un romanzo che mi è piaciuto particolarmente ovvero "Dream Hunters- Il ponte illusorio", è stato un regalo da parte delle mie coinquiline (che leggono il mio blog e quindi le ringrazio tantissimo per questo splendido regalo).


 Titolo: Dream Hunters
Autore:Myriam Benothman
Sinossi: Cosa faresti se potessi incontrare il tuo amore solo in sogno?
Sophie ha 17 anni e vive a Parigi. In apparenza una ragazza come tante, finché non si imbatte in un antico libro di fiabe ed è vittima di un’allucinazione. Da quel momento, i suoi sogni la conducono nel mondo incantato, una dimensione parallela dove ogni sua azione ha delle conseguenze sul destino di coloro che incontra, con risvolti inaspettati sulla realtà.
Sophie non sa ancora che il mondo incantato e quello reale sono legati da un filo sottile e indissolubile. Soprattutto, non sa di essere la custode di questo equilibrio, e che il principe Alexander che la affascina e la incuriosisce è molto più di quanto sembri. Ma lo scoprirà presto. E la sua vita ne sarà sconvolta per sempre.
Finalista del Premio Cittadella 2017 per il miglior Fantasy dell'anno, “Il ponte illusorio” è il primo libro della trilogia “Dream Hunters”. Una favola moderna adatta a tutte le età, che strega il lettore proiettandolo in un mondo di avventure, amore e magia.



 Allora ho letto molti pareri contrastanti riguardante questo libro. Il libro si può considerare come una favola tra il sogno e realtà, anche se come molti ho trovato delle discrepanze nella trama e su alcuni personaggi. Andiamo per gradi...

Sophie una ragazza che si ritrova a vivere tra il sogno e la realtà, scoprendo che le favole che ascoltava da bambina possono essere vissute. Anche l'incontro con Cappuccetto Rosso che creerà anche degli squilibri nel presente. Sophie è un personaggio che ho amato ma anche odiato, è una ragazza con il dolore nel cuore e ancora tutto il mondo da scoprire. O meglio deve ancora scoprire cosa si cela dietro questi suoi sogni, così veri e vividi. 

Come tutte le bambine ho avuto il sogno di diventare una principessa. Quindi un bel regno, avere i genitori re e regina e poi il mio bellissimo principe. Ma l'incontro con Sophie con il bel principe Alexander, le farà perdere un po' la testa. Lui visto come il solito ragazzo stronzo, ma infondo ha un lato tenero... Ma Sophie e Axel avranno il loro lieto fine? Beh, per scoprirlo dovete leggere il libro.


"Alla mia Sophie,
La chiave di un regno ricco di incanti e malefici,
saprà guidarti quando ogni luce sarà spenta
e le tenebre avvolgeranno il tuo cuore." 



L'autrice è riuscita a rendere il libro molto leggero attraverso la sua scrittura. Anche se avrei approfondito più sulla questione delle fiabe e non lasciarla solo ai primi capitoli, perché così avrebbe reso il romanzo più interessante. L'unica pecca è che il romanzo dopo aver tralasciato "la parte fiabesca"diventa un romanzo rosa a tutti gli effetti, non mi è dispiaciuto così tanto però.Anzi in alcune parti ha incrementato la mia voglia di continuare a leggere senza sosta, tant'è che in poche ore l'avevo già terminato. A chi di voi non è mai balenato in testa di trovarsi nel regno delle fiabe?


mercoledì 21 febbraio 2018

La biblioteca di Sabrina

Buongiorno lettori, oggi vi parlo della mia ultima lettura. Ovvero "Il quadro mai dipinto" di Massimo Bisotti (Mondadori Editore).
 Trama: Patrick è un insegnante e un pittore con l’ossessione per la perfezione. In una mattina di giugno entra per l’ultima lezione nella sua aula dell’Accademia di Belle Arti. E pronto a lasciare Roma per ripartire da zero a Venezia, città fatta d’acqua e d’incanto. Torna a casa e prima di partire decide di andare in soffitta per dare un ultimo sguardo al quadro che ritrae la donna che ha molto amato, la donna il cui ricordo porta sempre con sé. Ma, quando scopre la tela, la vede vuota: la donna sembra avere abbandonato il quadro. Sgomento, Patrick copre nuovamente il dipinto. In fretta e furia abbandona la soffitta e Roma, e corre all’aeroporto. Durante il volo, però, batte la testa e all’arrivo si ritrova confuso, non riesce a ricordare bene il motivo per cui è partito. Ma in tasca ha un biglietto con un indirizzo e un nome: “Residenza Punto Feliz”. Si recherà là e troverà una nuova e strana famiglia pronta ad accoglierlo. Miguel, il proprietario della pensione, uno spagnolo saggio cui è facile affidarsi; Vince, gondoliere con il cuore spezzato da un amore andato male; e il piccolo Enrique, curioso ed entusiasta come solo i bambini sanno essere. La nuova vita di Patrick scorre tra amnesie e scoperte, finché a una festa incontra Raquel e non ha dubbi: è lei, la donna che è fuggita dal suo quadro. Un libro sul perdersi e il ritrovarsi, sulla memoria e l’accettazione di se stessi, sull’importanza di restare fedeli al precetto più vero e necessario: “mai controcuore”.

Ho conosciuto questo autore tramite i social vedendo gli hashtag o tutte le sue frasi online, ed ho letto vari pareri contrastanti  sui suoi libri. Bisotti è un autore o che si ama o che si odia, io posso dire di trovarmi nel mezzo solo per alcuni aspetti negativi. Ovviamente leggere un libro e dare un'opinione che è prettamente soggetiva, ci stanno persone che lo osannano ed altre che lo disprezzano. Leggere questo Romanzo, è stato un po' faticoso per via  delle numerose frasi di una certa portata, ed essendo molto lunghe non rendevano scorrevole la lettura.
Il libro nonostante tutto porta a riflettere, attraverso queste frasi che parlano d'amore, di vita, di scegliere una persona per una notte o per tutta la vita.
Il protagonista (Patrick), non si è soltanto perso fisicamente, lui si è perso emotivamente. Il vero messaggio è la perdita di se stesso. Lui ha perso il suo "punto  felice", dove la sua anima è leggera ed in pace. Patrick è alla ricerca di questo qualcosa o meglio qualcuno. Una sera incontra questa misteriosa Raquel, di cui lui è fortemente attratto. Questo libro si concentra nella meravigliosa città di Venezia, dove questo viaggio diventa un viaggio per ritrovare se stessi.
Molte delle frasi del libro ti toccano l'anima, te la graffiano e ti scavano dentro facendoti provare sensazioni che pensavi di non ricordare più. Le frasi sono molto evocative, mirate proprio per farti sentire qualcosa. 

 "Una rivelazione avviene d’improvviso, così, mentre si pensa ad altro, quasi sottovoce, nel momento in cui non te l’aspetti. Le storie più irragionevoli hanno sempre più ragione di esistere, sono quelle che arrivano quando va tutto bene, non quando ti manca tutto."

 Ammetto che rileggendo questa frase mi fa provare mille emozioni, l'autore attraverso esse mira proprio all'Io più intimo. Ed è una delle caratteristiche che trasforma il romanzo in un viaggio psicologico ed anche un po' filosofico. Ci sarebbero talmente tante frasi da riportare che finirei per riscrivere il libro,visto la bellezza e l’unicità di ognuna. Questo è un romanzo che va assaporato lentamente, non è una lettura facile e veloce, ma attraverso di esso, ognuno può trovare spunti, riflessioni ed anche se stesso.

"Ci sono tramonti che non tramontano mai."

 

domenica 31 dicembre 2017

La biblioteca di Sabrina

Buon pomeriggio cari lettori, siamo alla fine di quest'anno e con gioia vorrei parlarvi di questo libro in particolare.
  Trama: Alice Allevi, specializzanda del secondo anno, sta faticosamente cercando di farsi strada nel competitivo ambiente dei medici legali, cercando di farsi rispettare – con scarsi risultati, visto il suo animo distratto e svagato – da colleghi e superiori, ma la scoperta del cadavere di una ragazza che Alice aveva incontrato proprio il giorno prima della sua morte la coinvolge più di quanto l'etica professionale consenta. Al rischio professionale si aggiunge il nascente rapporto con il giornalista Arthur, figlio del 'Supremo' (il primario dell'istituto di Medicina Legale), e la strana attrazione per il dottor Claudio Conforti, ricercatore e diretto superiore di Alice.

 "Puoi sognare quanto vuoi, ma prima o poi realtà ti si abbatte addosso. "
Alice Allevi è un personaggio genuino e semplice, ma a volte nella sua semplicità può apparire complessa. I personaggi essenziali di questo romanzo sono due ovvero lei e Claudio Conforti. Claudio è rappresentato come il solito uomo donnaiolo, stronzo, cinico e su una cosa possiamo essere sicuri la curiosità di Alice fa parte delle sue sfuriate.Alice, come ho già detto prima che è un personaggio semplice, molto spesso maldestra, si perde nella sua pungente curiosità ed accortezza per i dettagli. Alice quando si tratta dei casi è sempre molto curiosa, forse fin troppo per la sua professione ed è la causa principale delle arrabbiature di Claudio. Il romanzo ha una scrittura molto scorrevole ed è ricca di dialoghi tra gli stessi personaggi. Il punto forte del libro è la stessa protagonista, che si può amare o odiare. Perché Alice è così, o si ama o si odia e con le sue mille sfaccettature. Lei maldestra, troppo curiosa per la sua professione ed a momenti penserà di lasciare medicina legale. Io penso che sappia che infondo il suo lavoro sia quello. Il libro riesce a tirarti pagina dopo pagina, l'autrice stessa descrive con molta dedizione i sentimenti della protagonista oppure i vari particolari scientifici. Punto cardine è sempre la stessa Alice per via di essere il narratore della vicenda, infatti nei vari sopralluoghi vi troverete "al suo fianco" o sentirvi voi stessi lei. Il suo personaggio è importante, perché molte volte con i suoi dubbi o le sue paure possiamo immedesimarci. Forse è proprio questo il punto cardine della vicenda o meglio l'amore per questo personaggio ci fa capire che a causa del suo modo di essere goffa o che  non conosce le conseguenze delle sue azioni ci fa credere che la vita sia tutta una scoperta.

"Se potessimo conoscere in anticipo tutte le conseguenze di ogni nostra azione, la vita diventerebbe un algoritmo, perderebbe ogni imprevedibilità ma sarebbe un vantaggio solo apparente."
- Alice Allevi, L'Allieva 


 

mercoledì 18 ottobre 2017

La bibloteca di Sabrina

"Io ero una frana e lei una fata, io ero inguaribilmente noioso e lei infinitamente affascinante. Così me ne tornai nella mia stanza e crollai sul letto, pensando che se gli altri esseri umani fossero precipitazioni atmosferiche, io sarei stato una pioggerella, lei un ciclone."
- Cercando Alaska
Il libro di oggi narra le vicende del sedicenne Miles, racconta della sua vita fino al momento prima di iniziare il college. Inizia così la sua ricerca di se stesso. Miles inizierà  a frequentare un gruppo formato da il Colonello ( suo compagno di stanza ), da Takumi e dalla bellissima ed enigmatica Alaska Young. La ragazza ha una storia malinconica e triste, maliconica ma anche divertente. Alaska ha sempre pensieri sempre confusi nei confronti di Miles anche detto Ciccio. Partiamo dal titolo del romanzo, all'inizio un po' inganna perchè si pensa ad un viaggio verso l'Alaska, ma capitolo dopo capitolo si capisce che non è così. Tuttavia l'idea che Miles possa essere un esploratore non è del tutto errata, egli alla ricerca molto probabile di se stesso o di domande esistenziali. Lui sin da piccolo era appassionato alle ultime frasi famose, la sua preferita era di François Rabelais ovvero:"Me ne vado in cerca di un grande forse“. Il romanzo in generale è molto scorrevole, pagina dopo pagina si vuole sempre ricercare cosa significhi quel conto alla rovescia dei capitoli. Quando si arriva alla fine del conto alla rovescia, ci si aspetta sempre un miglioramento che non avverrà. Miles imparerà molto da Alaska e lui la amerà per questo, la ragazza è sempre un po' sfuggente ed a volte sempre di appartenere ad un mondo tutto suo. Amo i personaggi descritti da John Green, amo i loro nomi e le loro vite, Miles ed Alaska sono dei vissuti ovvero fanno parte della storia. E sono descritti in maniera così singolare da poterli persino viverli o riconoscersi in loro. Ma analizziamo la frase scelta, poiché è una delle mie preferite (sono sempre un po' di parte, lo so). Qui vi è un paragono tra due personaggi, ovvero il senso d'inferiorità che uno ha nell'altro. Ogni persona si sente inferiore o superiore ad altri, alcuni lo ammettono ed altri lo negano. Ma il vero senso di essa è quello che ci sta dietro ovvero il trasporto emotivo, legato ad un sentimento più profondo ovvero all'amore. L'amore diciamo quello visto dagli adolescenti che si può considerare profondo. La citazione spiega appieno il romanzo, che è una continua scoperta.





“Le persone sono state create per essere amate, mentre le cose sono state create per essere utilizzate. Il motivo per cui il mondo è nel caos è perché le cose sono amate e le persone sono utilizzate.”
-Cercando Alaska

mercoledì 11 ottobre 2017

La biblioteca di Sabrina

"Ai primi sintomi bisogna andarsene, lasciare il campo. Tanto non va meglio, va peggio e peggio. Invece la gente non lo sa. La gente spera e continua a stare male. Ma nessuno sa quanto, solo chi l'ha vissuto sa quanto si sta male."
-Nessuno si salva da solo.
Il romanzo scritto dalla Mazzantini con un tema molto attuale, ovvero di una coppia alla deriva. L'autrice come al suo solito utilizza uno stile molto forte ed impegnativo, durante la lettura bisogna stare attenti ai minimi particolari. Ma torniamo ai protagonisti della storia ovvero Delia e Gaetano, i due erano una coppia e nella sera che decidono di incontrarsi devono imparare a non esserlo più. Personaggi totalmente negativi perché segnati da due passati orribili, hanno ombre nella loro vita che si espandono al loro presente. La trama è basata su continui flashback e sul presente, e questo fa capire molto la storia e del perché della loro rottura. Ho sperato fino all'ultima pagina una riconciliazione dei due, ma come sempre e come del resto il libro è "amaro" anche il finale lo è. I due personaggi sono molto tentati dal reprimere i loro rancori e cercare di far pace, e secondo anche un mio parere personale i due cercano di reprimere ciò che sentono perché lo danno per scontato. Infatti Delia e Gaetano, a parer mio, non sono ancora usciti dal tutto dalla relazione quindi la passione dell'inizio e la rabbia della fine fanno ancora da padrone ai due. Il romanzo può essere considerato come uno stralcio di vita, ovvero la visione di quegli amori tanto forti che all' improvviso finiscono senza darti la spiegazione di quando, come e soprattutto perché sia successo. 
Non spenderò molte parole sulla frase scelta, anche perché la mi opinione è offuscata un po'. La frase selezionata è stata scelta perché mi fa apparire anzi svelare la mia visione del mondo. Il continuo sperare o persino continuare a sognare mentre si è in una situazione senza via d'uscita, è completamente deleterio. Come dice la frase se si "accusano"i primi sintomi di decadimento di una situazione, non bisogna stare là a fissarla senza far nulla o credere che la speranza sia la cosa migliore. No, non è così perché nessuno e dico nessuno si è visto migliorare la situazione solo sperando. "CHI VIVE DI SPERANZE, DISPERATO MUORE", intendo questo io. Il decadimento, o anche pensare che una situazione sia troppo angosciante e disperata da superare non bisogna stare con le mani in mano. Non bisogna sperare che anche con le proprie forze si riesce a sottomettere tutto quello che ci fa stare male. Credo, e citando il libro stesso, Nessuno si salva da solo. 

"Nessuno si salva da solo.
Possono sentire l'eco di quelle parole cadere davanti ai loro passi. Una condanna o un conforto." 
-Margaret Mazzantini

venerdì 6 ottobre 2017

La biblioteca di Sabrina

"Pensò che quel corpo era soltanto suo, che se le andava poteva pure distruggerlo, devastarlo con segni indelebili o lasciarlo rinsecchire, come un fiore strappato per capriccio di un bambino e poi lasciato appassire a terra."
- La solitudine dei numeri primi.
Parlare di un libro che mi ha segnato e mi ha accompagnato il suo ricordo e pensiero fino a questo momento, rende me essere un po' di parte. "La solitudine dei numeri primi" ha segnato particolarmente la mia vita, l'ho letto in un periodo molto singolare. I protagonisti principali della storia sono Alice e Mattia, sono due personaggi molto particolari. Destinati a camminare uno di fianco a l'altra come due rotaie, ma si sa che non s'incontreranno mai. Alice e Mattia portano dentro e fuori di sé segni di un passato terribile fatto da segreti ed oscure sofferenze. La scrittura semplice del romanzo fa appassionare di più il lettore. L'autore con le sue parole e con la sua attenta analisi della vita dei protagonisti riesce a far appassionare chi legge pagina dopo pagina. Si rimane sempre con la voglia di conoscere e di sapere. I personaggi sono quasi reali si riesce persino a vederli nella quotidianità. Poi dalla semplicità dei primi capitoli per poi arrivare ad una scrittura più fine ci fa capire la stessa complessità della vita di Mattia ed Alice. Personaggi criptici li definirei, sono segnati da cicatrici del passato, Alice l'ombra di se stessa e Mattia con la sua personalità oscura. Destinati ad appartenersi, ma a non aversi mai realmente... Il libro mi ha trasmesso mille emozioni mi sono trovata davanti ad un muro dopo averlo letto, mi ha lasciato così tanto che ancora oggi alcune nozioni le tengo per me. Che cosa c'è da dire in generale, che il romanzo può essere uno che ami o che odi, è uno di quei libri che almeno una volta nella vita bisogna leggere. A differenza dei numeri primi i personaggi godono di libero arbitrio ma forse per mancanza di coraggio, rimarranno con la voglia di intrecciare le proprie vite. La frase trattata è stata estrapolata da un contesto molto particolare. Come ho già detto il libro tratta di tematiche che sono molto attuali, come ad esempio l'anoressia e l'autolesionismo. Queste tematiche sono conseguenze dell'emarginazione sociale o di oscuri segreti, una persona indotta all'autodistruzione per l'accettazione di se stesso. Sono argomenti che ancora oggi avvengono nella nostra società, ovvero la solitudine e l'emarginazione che convivono nella nostra vita.
Se prendiamo la teoria dei numeri primi applicata al romanzo (foto in allegato), ognuno o chi si sente in codesta maniera l'applicherà alla propria vita. Il non sentirsi omologati alla massa, il sentirsi soli in mezzo a tanta gente è questo il significato principale oltre a non potersi relazionare con qualcuno per mancanza di coraggio. Ognuno di noi nasconde un segreto o una parte di sé che ha paura di mostrare agli altri, un passato che si vorrebbe cancellare ma che porterà per sempre. I protagonisti del romanzo sono così vicini ma anche cosi lontani da non potersi sfiorare, proprio come i numeri primi. Il libro ci fa capire che ognuno di noi può affrontare il proprio passato con la consapevolezza di essere più forte, e di alzarsi dal luogo in cui si è caduti con la voglia di rivoluzionare se stessi.



"Anche questa volta non sarebbe arrivato nessuno. Ma lei non stava più aspettando.
Sorrise verso il cielo terso. Con un po' di fatica, sapeva alzarsi da sola."
-Paolo Giordano

mercoledì 4 ottobre 2017

La biblioteca di Sabrina

"Tuttavia questo non è il Paese delle Meraviglie e lei non è Alice,mia cara."
- La psichiatra
Oggi il tema trattato è diverso da quella della scorsa volta, il libro in questione ha mille sfumature e ci sono mille consederazioni da fare su esso. Ma partiamo da una piccola introduzione dei personaggi, la psichiatra Ellen  Roth è ogni giorno a contatto con le patologie che affligono la mente. Preparata a qualsiasi caso, ma la donna si trova di fronte ad un dilemma oscuro. La paziente della stanza 7 è stata seviziata, pronuncia parole sconnesse e continua a dire che l'Uomo Nero la sta venendo a prendere. Dopo il loro primo incontro la paziente sparisce misteriosamente. Da quel momento Ellen si mette alla ricerca della "donna misteriosa". Il romanzo è un thriller- psicologico molto ben strutturato, i suoi colpi di scena e i suoi intrighi ti tengono col fiato sospeso fino all'ultima pagina. Ma adesso analizziamo nello specifico la frase presa in questione, l'ho scelta per poter analizzare con mano le varie sfumature dell'inconscio. Dietro di essa mille significati, lo stesso autore struttura il libro in modo che i lettori possano addentrarsi all'interno della mente. Spiega appieno l’inconscio colpito dalle paranoie, ricordi traumatici e sofferenze che se pur noi cerchiamo di reprimere, rimarranno con noi per sempre nel nostro inconscio. L'evento traumatico s'insidierà dentro di noi come una ferita che non si rimarginerà mai più. Dietro ogni libro ci sta una storia particolare per esempio anche lo stesso "Alice nel Paese delle Meraviglie". Le varie teorie su anche lo stesso autore sono varie ma la più gettonata è pensare che lo stesso Lewis Carroll fosse un pedofilo.  O dietro il Cheshire Cat (Lo Stregatto) vi sia una figura di tipo demoniaco. Ma io mi avvicinerei alla scelta, e all'ipotesi, del cappellaio matto. Si sa storicamente che i cappellai lavoravano a stretto contatto col mercurio, le varie inalazioni dell'elemento portano gravi danni neurologici facendo si che le persone divegano pazze. Ma dopo aver divagato un po', tornerei a soffermarmi ancora una volta sul libro "La psichiatra". Leggerlo per me è stato sempre un crescendo, una scoperta dopo l'altra e che toglie il fiato. Il romanzo mi ha trasmesso molto pathos, mi ha fatto capire e mi ha suscitato la voglia di scoprire l'inconscio delle persone. 

 “Ciò che conosciamo di noi è solamente una parte, e forse piccolissima, di ciò che siamo a nostra insaputa."
-Luigi Pirandello 



venerdì 29 settembre 2017

La biblioteca di Sabrina

" Ma qualcosa nella bellezza interiore vivrà per sempre, come il profumo di una rosa".
- "Beastly" 
Credo che commentare questa frase tratta dal libro sia importante. Perchè esprime a pieno il significato del romanzo, ovvero che la bellezza interiore rimarrà per sempre, mentre la bellezza fisica col tempo sfiorirà. La società odierna si concentra solo sull'aspetto fisico. Infatti, il protagonista del libro Kyle Kingsbury ha tutto dalla vita, ha la bellezza, ha i soldi ma ha un animo che non si addice alla sua avvenenza. È la rivisitazione della "Bella e la Bestia", una sorta di applicazione della favola ai giorni nostri. Ed è proprio qui che volevo arrivare,ovvero la visione del mondo che ha sulla bellezza. I canoni prestabiliti ormai stanno diventando quasi un'assurdità, tutto prestabilito, devi essere sempre in una determinata maniera. Se un giorno va di moda la taglia 40 e l'altro la 38, si noterà che la maggior parte delle ragazze inizierà a  seguire questa moda. Il ragionamento che si ha su questi canoni non è naturale, non è giusto e parlo da persona che per anni è stata sempre isolata. Al giorno d'oggi nessuno può vivere tranquillamente la propria semplicità e quindi senza costruzioni che la società detta. Nessuno è libero di essere ciò che è. La società ci omologa per quelli che non siamo, ci tratta come giovani senza valori e senza pensieri. Ma mi domando sempre: Ma dove andremo a finire? Che mondo lasceremo per i nostri figli?
Pensare al futuro è un azzardo più totale ma anche non pensarci lo è, il mondo che ci hanno lasciato i nostri nonni e i nostri genitori non è più lo stesso, è crudele. La crudeltà sta popolando il mondo a partire dalla descriminazione del colore della pelle alla presa in giro da parte dei bambini. Il mio è solo un punto di vista, parlarne e confrontarmi con altri mi ha fatto capire la verità. La società ci omologa, la società ci soffoca e la società ci vuole senza alcun pensiero.  Fare la rivoluzione con solo una persona a carico non è possibile, ma bisogna cominciare piano piano espandendo a gran voce il proprio pensiero.


"Cos'è un uomo in rivolta?" Un uomo che dice no".
-Albert Camus